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“Generazioni a confronto”: a San Rocco nasce il murales realizzato dai giovani per gli anziani

I ragazzi di SpazioTre e del CAG La Bussola colorano il Centro Anziani Casati: un’opera collettiva che unisce adolescenti e over 65 nel segno dell’arte e del welfare.

Monza– C’è un nuovo tocco di colore nel quartiere San Rocco, ma non è solo estetica: è il racconto di un incontro tra mondi diversi. È stato inaugurato oggi, giovedì 18 dicembre, presso il Centro Anziani “Franco Casati”, il murales dal titolo evocativo “Generazioni a confronto”.

L’opera non è solo un decoro urbano, ma il frutto di un intenso laboratorio creativo che ha visto protagonisti gli adolescenti del territorio. Pennelli alla mano, i ragazzi del
Centro Diurno SpazioTre
(nato dalla sinergia tra Fondazione Exodus di Don Mazzi ed Ex.it) e i giovani del CAG “La Bussola” hanno lavorato fianco a fianco per lasciare un segno tangibile del loro passaggio e del loro impegno.

Un dialogo visivo tra giovani e over 65

Il progetto nasce con l’obiettivo di abbattere le barriere generazionali. Vedere i ragazzi firmare la propria opera all’interno di un luogo simbolo della “terza età” monzese ha trasformato l’inaugurazione in un momento di festa e di scambio umano. Un’occasione speciale che, a pochi giorni dal Natale, è diventata anche il set ideale per lo scambio degli auguri tra i residenti del quartiere e le realtà educative.

Le istituzioni presenti

Al taglio del nastro hanno partecipato figure chiave del welfare cittadino, a testimonianza dell’importanza di queste iniziative di coesione sociale:

  • Egidio Riva, Assessore al Welfare e Salute del Comune di Monza;

  • Il Responsabile dei Servizi Sociali del Comune;

  • Gli educatori di SpazioTre e del CAG La Bussola;

  • Le educatrici del Centro Civico San Rocco e i frequentatori del Centro Anziani Auser.

“L’evento rappresenta un momento significativo per valorizzare l’impegno dei nostri ragazzi,” spiegano gli organizzatori. “Il murales è il risultato di un percorso che mette al centro il protagonismo giovanile e la capacità di dialogare con la memoria storica del quartiere”.

L’opera rimarrà ora sulle pareti del Centro Casati come promemoria quotidiano di quanto, a Monza, il dialogo tra “nonni e nipoti” (anche se non di sangue) sia un motore potente per la cura della comunità.