grande prosa
|Il medico dei pazzi: al Teatro Manzoni arriva la comicità di Eduardo Scarpetta
Uno spettacolo irresistibile, ricco di ritmo, invenzione e umanità, grazie a un cast brillante guidato da Gianfelice Imparato nei panni di Don Felice Sciosciammocca.
Il Teatro Manzoni di Monza ospiterà questo weekend, venerdì 12, sabato 13, domenica 14 dicembre 2025, il terzo appuntamento della “Grande Prosa” 2025/2026 con l’esilarante commedia “Il medico dei pazzi”, un grande classico della comicità napoletana di Eduardo Scarpetta con la regia di Leo Muscato.
Il medico dei pazzi, capolavoro del teatro comico italiano, si trasforma in uno spettacolo irresistibile, ricco di ritmo, invenzione e umanità, grazie a un cast brillante guidato da un formidabile Gianfelice Imparato nei panni del mitico Don Felice Sciosciammocca.
TRAMA
Siamo a Napoli, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta. Don Felice, ingenuo e affettuoso proprietario terriero del Sud, si reca in città per far visita al nipote Ciccillo, al quale ha pagato per anni gli studi di medicina. Ma la realtà è ben diversa da quella che immagina: Ciccillo ha sperperato il denaro in feste e scommesse, e vive in una pensione popolata da strambi personaggi. Colto di sorpresa, per evitare il disastro, finge che la pensione sia in realtà una clinica psichiatrica che lui dirige. Don Felice, ignaro, prende tutto per vero: da quel momento, equivoci e gag si susseguono in un crescendo travolgente, in cui il confine tra sanità e follia si fa sempre più sottile. Con la legge Basaglia appena entrata in vigore, che rivoluziona il concetto di “manicomio”, la vicenda acquista una nuova dimensione: alla comicità brillante si affianca una riflessione amara sul pregiudizio, sull’identità e sull’inganno. Perché, se tutti possono sembrare pazzi, chi può dirsi davvero sano? Tra pantaloni a zampa, occhiali oversize e una colonna sonora iconica, Muscato costruisce una Napoli grottesca e affettuosa, dove si ride di cuore, ma si esce con una stretta allo stomaco. E quando Don Felice, alla fine, comprende di essere stato ingannato, il suo sorriso si fa amaro. Ma non riesce a essere crudele. Perché, in fondo, è proprio lui il più umano di tutti. Forse il più matto. Sicuramente il più poetico.

Biglietti: disponibili presso la biglietteria del teatro e su www.teatromanzonimonza.it
Foto by Anna Abet


