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“Monza parte civile contro il branco di maranza di Corso Como”: la proposta di Longo (Forza Italia)

Il consigliere azzurro ha chiesto alla Giunta di costituirsi parte civile nel processo contro i suoi giovanissimi concittadini.

MONZA L’aggression e avvenuta nei giorni scorsi in Corso Como, a Milano, ai danni di uno studente della Bocconi – picchiato da un gruppo di giovani provenienti da Monza – continua a scuotere l’opinione pubblica e ad alimentare un acceso dibattito sulle responsabilità educative e sociali.

Durante la seduta del Consiglio comunale di Monza, è intervenuto con parole dure Massimiliano Longo, consigliere di Forza Italia, che ha espresso indignazione per un episodio definito “vergognoso e profondamente dannoso per l’immagine della città”.“Monza non può esportare maranza,” ha dichiarato Longo. “È una rabbia immensa vedere il nome della nostra città finire su tutti i giornali per colpa di un gruppo di delinquenti che ha compiuto un gesto ignobile, destinato a lasciare conseguenze permanenti su un ragazzo innocente.” Il consigliere azzurro ha chiesto alla Giunta di costituirsi parte civile nel processo contro i suoi giovanissimi concittadini.

Longo ha sottolineato come l’aggressione non sia solo un fatto di cronaca nera, ma il sintomo di un problema più profondo, che riguarda la famiglia e la capacità degli adulti di esercitare il proprio ruolo educativo: “Serve un’assunzione di responsabilità immediata: genitori, smettetela di fare da complici ai vostri figli. Basta con il ‘mio è un bravo ragazzo’: questi comportamenti nascono da una mancanza di regole, di limiti, di educazione. Tornate a fare gli educatori, non gli amici.”

Il consigliere azzurro ha richiamato l’attenzione anche sul ruolo delle istituzioni e della comunità cittadina: “Non possiamo accettare che la nostra città venga associata alla violenza gratuita. Monza è altro: è lavoro, cultura, impegno civico. Dobbiamo essere uniti nel condannare questi atti e nel chiedere che chi sbaglia paghi.”

In chiusura, Longo ha rinnovato la propria solidarietà alla vittima e alla sua famiglia, definendo l’accaduto un episodio che “lascerà ferite fisiche e morali impossibili da cancellare”.

L’inchiesta sull’aggressione di Corso Como intanto prosegue: gli investigatori stanno ricostruendo ruoli e responsabilità dei giovani coinvolti, alcuni dei quali minorenni.