Ritratti di ieri, artisti di domani: il San Gerardo riapre la Quadreria
Dopo 80 anni riapre al San Gerardo di Monza la quadreria dei ritratti dei benefattori grazie alla collaborazione con l’Accademia di Brera.
Oggi si è alzato il sipario al San Gerardo di Monza. Dopo ottant’anni di silenzio, la quadreria dell’ospedale torna a ospitare i ritratti dedicati ai benefattori. Un luogo che non conserva solo quadri, ma storie: storie di chi nei secoli ha voluto aiutare la propria città.
Una tradizione che rinasce con uno sguardo al futuro: grazie alla collaborazione avviata tra la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori con l’Accademia di Belle Arti di Brera, giovani artisti avranno l’occasione diesibirsi per la prima volta in un contesto istituzionale, e lasciare un segno concreto in una collezione storica.
A dare il via a questo ritorno è il ritratto dedicato a Giovanni Verga, papà di Maria Letizia e fondatore della FondazioneMaria Letizia Verga che dal 1979 ha contribuito a fare del San Gerardo un’eccellenza nazionale nella ricerca sulla leucemia infantile. L’opera, dalla forte componente emotiva, è firmata da Salvatore Arena, studente del Dipartimento di Arti Visive, realizzata sotto la guida della docente Maria Cristina Galli.
“Con questa iniziativa vogliamo rinnovare una tradizione che unisce memoria, gratitudine e arte — afferma Claudio Cogliati, presidente dalla Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, ricordando che il primo quadro risale al 1610 — e riaffermare il legame profondo che da secoli unisce il San Gerardo alla comunità monzese e ai suoi benefattori. La collaborazione con l’Accademia di Brera consente di coniugare il passato con il presente: creare speranze nei giovani, dare loro non solo uno spazio espositivo, ma la possibilità di approcciarsi a un’opera istituzionale. Arena ha interpretato benissimo lo spirito dell’iniziativa. È solo il primo di una lunga serie”.

Dipinge di notte, studia il giorno
Salvatore Arena, 24 anni, ha vissuto questa presentazione come un rito d’ingresso. Nonostante fosse alla sua prima prova ufficiale, Salvatore ha realizzato un’opera complessa. Con un risultato che critici e docenti hanno definito davvero sorprendente. Un dipinto profondo, degno dei maestri che popolano la quadreria del San Gerardo.
“Da studente, confrontarmi con un’opera istituzionale è fondamentale — racconta Salvatore—. Sono un classicista, per me è importante attingere dal passato per guardare al futuro. Per questo ho cercato uno stile soggettivo: se cento persone guarderanno il mio dipinto, avranno cento interpretazioni diverse. Non nego che è stata un’esperienza difficile. Andavo a lezione di giorno e dipingevo di notte, aiutato da lampadine LED e notti insonni. Ma essere parte di una collezione storica, che valorizza artisti del territorio, mi rende profondamente orgoglioso”.
Nel dipinto di Salvatore c’è una narrazione nella narrazione: in braccio a Giovanni Verga compare una bambina affetta da leucemia, nata dalla fantasia dell’artista. Tra le sue mani, un giocattolo speciale, il balocco dell’infanzia dello stesso Salvatore, dipinto come una piccola firma nascosta ma in bella vista.
Un momento di speranza non di dolore
Il professor Giuseppe Masera, fondatore del Centro Tettamanti, ha ricordato che molte volte è il dolore personale a diventare la radice di molte grandi imprese di solidarietà, come nel caso di Giuseppe Verga. “Le grandi iniziative nascono dal dolore vero — afferma Masera — e la nostra missione è proprio questa, trasformare il dolore atroce in energia, grazie alla forza che deriva da Maria Letizia. Questa è una storia che va raccontata, tutelata e valorizzata”.
Giovanni Verga, presente all’appuntamento, ha espresso emozione e gratitudine: “Sono orgoglioso e felice di essere qui. Ringrazio tutti i volontari che hanno creduto in noi. Questi 45 anni non sono stati facili, ma sono stati un percorso fantastico. Nel San Gerardo abbiamo trovato un angelo custode. La nostra speranza resta la stessa di sempre: che nessun bambino debba più morire di leucemia. Se oggi siamo un punto di riferimento nazionale, è perché questa città ci ha sempre sostenuti”.

La Quadreria si allarga
La Quadreria dei Benefattori, che include opere firmate da maestri come Mosè Bianchi, Gerardo Bianchi, Emilio Borsa, Eugenio Spreafico, Pietro Tremolada ed Emilio Parma, si riapre ora a una nuova fase storica.
Con la collaborazione degli studenti e degli insegnanti di Brera, i ritratti verranno realizzati nella forma di dipinti a olio su tela verticale delle dimensioni di 1,20×2,00 metri, per tutti coloro che, dal 30 settembre 2024 in poi, avranno effettuato donazioni per un importo almeno pari a 250mila euro.






