IL FOCUS
|Metalmeccanica in crisi, Fiom Cgil Brianza: “Siamo preoccupati, bisogna garantire l’occupazione”
Uno dei settori trainanti dell’economia del nostro territorio presenta numerose criticità. Dalla STMicroelectronics alla Peg Perego fino alla Haier Candy. Dopo il rinnovo del Contratto nazionale, il 12 dicembre ci sarà lo sciopero generale contro la Legge di Bilancio.
Monza. L’avvicinarsi della fine dell’anno è spesso un momento di bilanci e di buoni propositi per il prossimo futuro. Vale anche per il settore metalmeccanico che a Monza e in Brianza sta per chiudere un 2025 di grande preoccupazione per la tenuta industriale del territorio. In un ambito produttivo ed economico, che per decenni è stato una delle colonne dello sviluppo di una delle province più imprenditoriali d’Italia ed ancora oggi impiega oltre 40mila lavoratrici e lavoratori, le crepe sono tante e sempre più profonde.
L’allarme è lanciato dalla Fiom Cgil Monza e Brianza che, senza mezzi termini, parla di “un quadro produttivo brianzolo segnato da un numero crescente di crisi aziendali in comparti altamente diversificati: microelettronica, elettrodomestico, prodotti per l’infanzia, automotive, manifattura e siderurgia”. Le ricadute su occupazione, investimenti e prospettive di sviluppo sono pesanti.
Pietro Occhiuto, Segretario Generale della Fiom Cgil Brianza
Ed è per questo che, anche se ha acceso una speranza la recentissima intesa per il rinnovo del Contratto nazionale delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici, che prevede un aumento salariale di 205,32 euro sul livello C3, cioè quello di tecnico esperto o figure con responsabilità su attività specifiche, da riparametrare per tutti gli altri livelli, il 12 dicembre anche i metalmeccanici saranno in piazza per lo sciopero generalecontro la Legge di Bilancio.
LA SITUAZIONE
“La Brianza attraversa una fase di fragilità senza precedenti – afferma Pietro Occhiuto, Segretario Generale della Fiom Cgil Brianza – a fronte di un territorio industriale ricco di competenze e innovazione, aumentano delocalizzazioni, esuberi e ricorso alla cassa integrazione. La firma del CCNL dimostra che, con la mobilitazione, si possono ottenere risultati importanti. Ora serve lo stesso impegno collettivo per garantire futuro all’occupazione e all’industria del nostro territorio”.
Del resto il susseguirsi negli ultimi mesi di notizie negative sul fronte del lavoro, provenienti anche da grandi realtà aziendali presenti a Monza e in Brianza, non dovrebbe lasciare tranquillo nessuno. A partire, naturalmente, dai diretti interessati. Basti pensare alla STMicroelectronics, che ad Agrate Brianza ha il principale stabilimento del territorio con ben 5.400 addetti. Nonostante il recente annuncio del ritiro di 1.800 esuberi, l’apprensione nel colosso dei semiconduttori, come dimostra in questi giorni anche la presenza di Maurizio Landini, Segretario generale della Cgil, in Assemblea con i lavoratori e le lavoratrici di Agrate, non è terminata. Tanti gli interrogativi irrisolti sulla continuità delle produzioni, sugli investimenti futuri e sulla tenuta occupazionale.

L’incertezza è dominante anche alla Haier Candy di Brugherio, dove a giugno è cessata la storica produzione di lavatrici ed è iniziata la riconversione in Hub Service che, però, ancora non chiarisce numeri, ruoli e tempi della ricollocazione interna. Alla Peg Peregodi Arcore, dove si è raggiunto un accordo sulla procedura di licenziamento collettivo, si sta ancora ragionando sulla gestione degli esuberi. Discorso simile alla Staubli di Carate Brianza dove, dopo oltre 40 anni, la produzione chiuderà nel giugno 2026, mentre alla Hydro Extrusion di Ornago e alla Edim Spa di Villasanta rispettivamente la chiusura della fonderia e la volontà annunciata di chiudere l’azienda stanno mettendo seriamente in discussione la continuità produttiva e il mantenimento dell’occupazione.
LE PROSPETTIVE
Di fronte alla criticità di un quadro che a Monza e in Brianza apre scenari preoccupanti tutti ancora da scoprire, l’ipotesi di accordo del Contratto nazionale delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici per il triennio 2025-2028, sottoscritta il 22 novembre, è un segnale positivo, ma anche in un certo senso un modello da seguire. Il rinnovo, infatti, è arrivato dopo una lunga vertenza, sostenuta da oltre 40 ore di sciopero. Oltre agli aumenti salariali, che vanno a restituire potere d’acquisto agli stipendi di lavoratori e lavoratrici, inoltre, l’intesa conferma il meccanismo di salvaguardia che garantisce ulteriori adeguamenti in caso di inflazione più alta del previsto.

Inoltre sono previste misure di contrasto alla precarietà con garanzie reali di stabilizzazione per i contratti a tempo determinato, una riduzione oraria per i turni più disagiati e l’avvio della sperimentazione sulla riduzione dell’orario di lavoro. A completare l’accordo sul rinnovo del Contratto nazionale delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici anche nuove norme contro la violenza sulle donne e l’aumento da 200 a 250 euro dal 2026 dei flexible benefits.
“Il rinnovo del Contratto nazionale dei metalmeccanici è un risultato importante, che valorizza il lavoro metalmeccanico e rafforza salari erosi dall’inflazione – conclude il Segretario Generale della Fiom Cgil Brianza – il nostro impegno collettivo continua anche con lo sciopero generale del 12 dicembre proclamato dalla Cgil contro una Legge di Bilancio ritenuta «ingiusta e sbagliata» per il suo impatto su salari, pensioni e politiche del lavoro. Saremo in piazza anche a Monza per chiedere politiche industriali e sociali capaci di proteggere chi lavora e di sostenere lo sviluppo”.


