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Legambiente al Governo: “Taglio del 75% ai fondi per la qualità dell’aria è un furto alla salute”

L’associazione ambientalista attacca la Legge di Bilancio che riduce drasticamente le risorse per il bacino padano: “Messa a rischio la salute di 25 milioni di cittadini, proprio ora che il trend era in miglioramento”.

La decisione del Governo di ridurre drasticamente le risorse destinate al miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano scatena la dura reazione di Legambiente . L’associazione, insieme ai suoi comitati regionali del Nord Italia, definisce la scelta “grave e incomprensibile”, soprattutto perché arriva in un momento in cui i territori stavano mostrando i primi segnali di progresso.

Il taglio è contenuto nel disegno di legge di bilancio attualmente in esame al Senato e riguarda il “Fondo per il finanziamento di specifiche strategie di intervento”, un capitolo di spesa che risulterà quasi interamente ridotto per gli anni 2026, 2027 e 2028, con un incremento rimandato ai successivi 2029, 2030 e 2031.

“Riduzione del 75%”: stop ai piani regionali

Secondo Legambiente, la riduzione prevista delle risorse è del 75%. Un taglio che, si legge nel comunicato, “compromette gravemente l’attuazione dei piani regionali della qualità dell’aria, mettendo a rischio il rispetto dei valori limite previsti dalle norme europee”.

L’associazione sottolinea come il taglio sia paradossale rispetto ai progressi regionali, citando dati incoraggianti:

  • Il Veneto “sta registrando dati che potrebbero portare a un 2025 senza superamenti oltre i 35 giorni del limite dei 50 microgrammi per metro cubo di PM10 nella maggior parte delle centraline, un risultato mai visto negli ultimi vent’anni.”

  • In Lombardia (che include Monza), il trend è “seppur fragile, in miglioramento”.

  • Anche Piemonte ed Emilia-Romagna osservano una “progressiva riduzione degli inquinanti, frutto di politiche integrate”.

“Ed è proprio ora, mentre questi segnali indicano una tendenza positiva, che il Governo sceglie di lasciare soli e senza risorse i territori più complicati del Paese,” afferma l’associazione.

La sanzione sanitaria: 43.000 vittime in Italia

La scelta del Governo, secondo Legambiente, non solo espone l’Italia a “nuove procedure d’infrazione europee” e sanzioni, ma rappresenta un “pericoloso arretramento nella tutela della salute pubblica.”

Il comunicato ricorda i dati drammatici dell’Agenzia Europea per l’Ambiente: “Le vittime del PM2,5 (particolato fine) in Europa sono state circa 238.000 e tra queste quelle italiane sono state 43.000, collocate prevalentemente in Pianura Padana.” Questi numeri confermano l’Italia come “maglia nera europea per i decessi causati dall’esposizione al PM2,5.”

L’associazione definisce il taglio un vero e proprio “furto di risorse” a danno dei cittadini. Senza finanziamenti adeguati, “il rischio è che molte delle azioni previste per i prossimi anni vengano ridimensionate o addirittura cancellate.”

L’appello al parlamento: “Priorità nazionale non rinviabile”

Il documento conclude con un appello perentorio: “Lasciare a terra la salute dei cittadini del bacino padano è un errore enorme e tagliare le risorse proprio ora… è un atto irresponsabile che mette a rischio la salute di 25 milioni di cittadini.”

Legambiente chiede al Parlamento di “ripristinare immediatamente i fondi” e invita il Governo ad aprire un confronto serio con le Regioni: “Una qualità dell’aria che non rispetta i limiti normativi è un problema sanitario ancora prima che ambientale.”