PMI e Intelligenza Artificiale: in Brianza c’è chi sperimenta e chi sceglie la tradizione
La Brianza tra scalpelli e algoritmi: chi accoglie l’AI e chi la tiene alla porta? Lo abbiamo chiesto ad artigiani e commercianti del territorio.
L’intelligenza artificiale (AI) è sempre più al centro del dibattito economico e tecnologico, anche tra le piccole imprese. Secondo l’Istat, nel 2024 solo l’8,2% delle imprese con almeno 10 addetti utilizza tecnologie di IA, un dato in crescita rispetto al 5,0% del 2023. Unioncamere segnala che appena l’11,4% delle imprese italiane adotta soluzioni di IA, ma quasi il 19% ha in programma investimenti nel triennio 2025‑2027 . Tra le barriere più comuni emergono la mancanza di competenze digitali, indicata da oltre il 55% delle PMI, e la percezione che l’adozione dell’IA possa snaturare il rapporto umano con il cliente. Proprio in questo contesto noi di MBNews abbiamo condotto un’indagine più locale, tra le realtà commerciali ed artigianali della nostra Brianza per capire se, nel nostro territorio, l’Intelligenza Artificiale è stata già ben accolta oppure è ancora in “osservazione speciale”. Abbiamo fatto un “viaggio” tra realtà diverse che esplorano l’uso dell’IA con strategie differenti.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLE PMI: IN BRIANZA, IN QUANTI NE FANNO USO?
L’innovazione creativa di Amerigo Concept Store
Da Amerigo Concept Store, nel cuore del centro storico di Monza, l’intelligenza artificiale ha rivoluzionato la comunicazione. Il negozio, fondato dall’architetto Matteo Perego e specializzato in arte e design contemporaneo, utilizza l’AI per redigere comunicati stampa, generare immagini e video destinati ai social network e ottimizzare le strategie di web marketing. “Da Amerigo Concept Store i comunicati stampa vengono redatti con l’AI – racconta Matteo Perego titolare – ma non finisce qui: anche le immagini e i video che pubblichiamo sui nostri canali social vengono generati o ottimizzati grazie a strumenti di intelligenza artificiale. In questo modo l’AI ci aiuta a costruire la strategia di web marketing migliore, personalizzata e sempre aggiornata.” L’AI non sostituisce la creatività umana, ma fornisce un supporto strategico concreto. “Sembra impossibile – continua Perego – ma un piccolo negozio di Monza, grazie all’intelligenza artificiale, sta crescendo. Certamente un computer non sostituirà mai la creatività e l’intelligenza dell’uomo, ma nel mio piccolo mi sta fornendo un importante contributo e una visibilità senza muovermi dal mio negozio.” Amerigo Concept Store si conferma così un laboratorio di idee, dove arte, design e innovazione digitale convivono e si contaminano, anticipando i linguaggi della comunicazione del futuro.

L’approccio consapevole del salone Impero della Bellezza
Diverso è l’approccio dell’Impero della Bellezza, salone di parrucchiera a Capriano di Briosco. Qui l’AI viene utilizzata con parsimonia, principalmente per ottimizzare i contenuti social e dare voce alla filosofia del salone, basata sulla bellezza naturale e sull’esperienza personalizzata dei clienti. “L’intelligenza artificiale per noi non sostituisce mai la sensibilità umana o l’esperienza artigianale, ma è uno strumento che ci aiuta a comunicare meglio la nostra filosofia”, ci spiega la titolare Deborah Cisiano. Instagram e Facebook restano i canali principali per raccontare il lavoro quotidiano, le trasformazioni di colore, i trattamenti con oli essenziali e l’energia del team. L’obiettivo è chiaro: l’AI deve essere al servizio delle persone e non alterare il contatto umano, cuore dell’esperienza del cliente. La tecnologia diventa quindi un supporto creativo e organizzativo, senza mai sostituire l’interazione diretta.

La tradizione artigiana resiste all’intelligenza artificiale?
Il nostro territorio è fatto soprattutto di realtà artigianali, soprattutto nel settore del legno-arredo. Come è vista l’Intelligenza Artigianale? Ne abbiamo parlato con Marcello Oggioni , dell’omonima azienda di Besana in Brianza. “Preferiamo che l’intelligenza artificiale non vada a sostituire la maestra artigiana e forza – azzarda – non ne sarebbe nemmeno capace. Il legno è un materiale vivo e non si può lavorarlo senza tenere contro delle venature, dei nodi e dei piccoli difetti che solo l’occhio umano se riconoscere e valorizzare” . La tecnologia per non è bannata del tutto: viene usata nelle macchine a controllo numerico, utili per precisione e supporto “ma il fattore umano rimane centrale”, sottolinea Marcello Oggioni, “usiamo comunque anche noi i social e la pubblicità digitale ma con il solo scopo di far conoscere il lavoro artigianale, senza delegare alla tecnologia le competenze creative”.

L’esperienza di Flexstyle: l’AI come compagna di lavoro quotidiana
Per Marco Alfano, della Flexstyle di Biassono, l’intelligenza artificiale è ormai uno strumento di uso quotidiano. “La uso tantissimo per le mail: le detto direttamente dalla macchina, in italiano e in inglese, e non correggo praticamente nulla dal punto di vista sintattico: è un grande aiuto, soprattutto per quelle operazioni più meccaniche”, racconta. In azienda l’AI viene impiegata anche per la realizzazione di immagini e contenuti destinati ai social, sempre dichiarandone l’uso, e persino per parte del catalogo, dove la qualità visiva risulta nettamente migliorata. Specializzata nella produzione di divani, Marco vede nella tecnologia un alleato capace di velocizzare i processi creativi e comunicativi, “senza sostituire, però la competenza artigianale del nostro lavoro”.
Quando l’AI aiuta nella creazione di contenuti : il caso di Charlie’s Atelier
Il negozio di abbigliamento Charlie’s Atelierdi Nova Milanese ha iniziato a utilizzare l’Intelligenza Artificiale per la creazione dei contenuti social, in particolare per affinare i testi e individuare il tono più efficace per dialogare con il pubblico online. L’IA aiuta l’atelier a scegliere parole, stile e ritmo comunicativo che trasmettano professionalità, cura artigianale e lo spirito creativo del brand, raggiungendo anche chi non arriva tramite il passaparola tradizionale. “Oggi i social sono fondamentali per farci conoscere da nuovi clienti: grazie all’IA riusciamo a comunicare meglio chi siamo e cosa facciamo”, spiega Gianluca Capuzzo,nuova generazione in negozio. Un supporto che consente all’atelier di presidiare con più efficacia i canali digitali e parlare ai potenziali clienti in modo mirato e immediato.


