Sanità
|Lotta alla leucemia, a Monza scoperto il segreto per rendere le cure più forti e durature
Uno studio internazionale guidato dai ricercatori del San Gerardo svela come potenziare le “cellule intelligenti” contro i tumori del sangue: l’obiettivo è azzerare il rischio di recidive nei pazienti adulti e bambini.
MONZA – Una nuova frontiera nella cura della leucemia linfoblastica acuta (B-ALL) parte dal cuore della ricerca monzese. Uno studio internazionale guidato dalla Fondazione Tettamanti, pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal for ImmunoTherapy of Cancer, ha individuato una strategia per rendere le terapie CAR-T più durature e ridurre drasticamente il rischio di recidive, che oggi colpisce ancora circa il 40% dei pazienti.
La chiave del successo? Non guardare solo alle “cellule killer” ingegnerizzate, ma curare l’ambiente che le circonda.
Il ruolo del “microambiente” tumorale
La ricerca dimostra che l’efficacia delle CAR-T (cellule del sistema immunitario potenziate in laboratorio per distruggere il tumore) non dipende solo dalla loro forza, ma dal cosiddetto microambiente tumorale.
I ricercatori hanno scoperto che dopo l’infusione delle CAR-T, il midollo osseo può sviluppare un’infiammazione eccessiva e una carenza di ossigeno (ipossia) che “soffocano” l’azione delle cellule curative, favorendo la ricomparsa della malattia.
La soluzione: combinare farmaci inibitori e CAR-T
Lo studio suggerisce che combinare l’immunoterapia con farmaci inibitori delle vie infiammatorie e antiangiogenici potrebbe cambiare le regole del gioco. Questi farmaci agiscono come “regolatori”, attenuando l’infiammazione eccessiva e normalizzando i vasi sanguigni nel midollo, permettendo alle CAR-T di lavorare al meglio e più a lungo.
“Il successo della terapia non dipende solo dalle cellule ingegnerizzate, ma anche dall’ambiente in cui agiscono” – ha spiegato Andrea Biondi, direttore scientifico della Fondazione Tettamanti presso l’IRCCS San Gerardo dei Tintori. “Intervenire sul microambiente sarà la chiave per rendere questa terapia ancora più efficace.”
Tecnologia d’avanguardia e collaborazione territoriale
Per arrivare a questi risultati, il team ha utilizzato tecnologie di frontiera come il sequenziamento a singola cellula dell’RNA, analizzando campioni di pazienti pediatrici (curati a Monza presso la Fondazione MBBM) e adulti (seguiti al Papa Giovanni XXIII di Bergamo).
La ricerca è stata coordinata da Chiara F. Magnani, oggi all’Università di Zurigo ma formatasi nel polo d’eccellenza monzese, e sostenuta da importanti finanziamenti tra cui Ministero della Salute e AIRC.
Cos’è la Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA)
Si tratta di un tumore del sangue aggressivo che colpisce i linfociti (globuli bianchi). Sebbene le CAR-T abbiano rivoluzionato le prospettive di guarigione, la sfida resta vincere le resistenze che portano alla recidiva. Grazie a questo studio made in Monza, la medicina fa un passo decisivo verso cure sempre più precise e personalizzate.


