L’aggiornamento Ethereum Fusaka introduce PeerDAS, nuove primitive per wallet e sviluppatori e un limite di gas L1 più elevato. Migliora scalabilità, efficienza e costi dei dati per i rollup, offrendo transazioni più rapide e affidabili sull’intera rete.
L’aggiornamento Fusaka di Ethereum (ETH) rappresenta uno dei passi tecnici più rilevanti degli ultimi mesi, perché punta a migliorare in modo concreto la scalabilità del protocollo attraverso ottimizzazioni strutturali che incidono sia sul layer di base sia sui rollup.
Con l’introduzione di PeerDAS, l’aumento del limite di gas a 60 milioni e nuove primitive pensate per wallet e sviluppatori, Fusaka perfeziona un ecosistema che continua a espandersi, soprattutto grazie alla crescita delle soluzioni L2.
PeerDAS e la gestione dei blob
Il cuore di Fusaka è PeerDAS, un sistema che modifica radicalmente il modo in cui Ethereum verifica i dati “blob” provenienti dai rollup. Invece di costringere i nodi a scaricare ogni blob per intero, PeerDAS permette il campionamento di porzioni ridotte, alleggerendo il carico computazionale e la larghezza di banda necessaria alla validazione.
La scelta consente anche una maggiore velocità di elaborazione dei blob e una pubblicazione dei dati L2 più economica nel tempo, preservando la decentralizzazione perché limita la pressione sull’hardware dei validatori. PeerDAS viene accompagnato da una pianificazione BPO (Blob Parameter Only), pensata per aumentare il numero di blob in modo graduale e sicuro.
Con il progressivo affinamento dei parametri, gli ecosistemi L2 dovrebbero assistere a una riduzione dei costi dei dati e a una capacità superiore. Per gli utenti finali, questo si traduce in transazioni più economiche e rapide man mano che le soluzioni rollup integrano pienamente PeerDAS.
Throughput e struttura delle commissioni
Fusaka introduce un cambiamento cruciale anche sul layer di base: il limite di gas per i blocchi L1 sale a 60 milioni.
Questo intervento aumenta la capacità di transazione e aiuta a mitigare la congestione che spesso caratterizza la rete nei periodi di forte domanda. L’aggiornamento implementa un nuovo allineamento delle commissioni dei blob, così che il prezzo dei dati rispecchi in modo più accurato lo stato della rete.
Gli sviluppatori evidenziano come queste modifiche siano accompagnate da una rampa di sicurezza per il throughput dei blob e per il nuovo regime di gas, un accorgimento necessario per evitare squilibri durante la fase di ampliamento della capacità.
Con più spazio disponibile in L1 e un meccanismo di pricing più prevedibile, è attesa una maggiore stabilità delle commissioni e una migliore affidabilità dell’intero sistema, specialmente nei momenti di picco.
Migliorie per wallet ed ergonomia degli sviluppatori
Fusaka introduce inoltre primitive che migliorano sensibilmente l’esperienza dei wallet e il lavoro degli sviluppatori. Le nuove firme secp256r1 abilitano autenticazioni in stile passkey, pienamente compatibili con Apple Secure Enclave e Android Keystore.
A questo si aggiungono un proposer lookahead deterministico per preconferme più rapide e l’opcode CLZ, concepito per rendere più efficiente il bytecode degli smart contract.
Questi interventi riducono l’attrito nei wallet consumer, ottimizzano la latenza percepita delle transazioni e migliorano le performance complessive degli smart contract. Non a caso, nelle discussioni interne all’ecosistema Fusaka viene descritto come parte di una fase nuova, caratterizzata da aggiornamenti più mirati, più frequenti e ad alto impatto sul comportamento reale della rete.
Cosa aspettarsi ora?
Nel complesso, Fusaka prepara Ethereum a un utilizzo più fluido e scalabile: accessi semplificati, migliore UX per i wallet mobili e incrementi misurati delle prestazioni dei contratti smart dovrebbero emergere progressivamente.
Nel mentre client e strumenti inizieranno a integrare pienamente tutte le nuove funzionalità introdotte. L’obiettivo è chiaro. Garantire a Ethereum una crescita coerente con la maturità del suo ecosistema, migliorando l’efficienza senza compromettere la decentralizzazione, che resta il fulcro dell’intera architettura.
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