L’oro nazionale appartiene agli italiani grazie (anche) al brianzolo Claudio Borghi
Decisivo un emendamento firmato da Lucio Malan ma su una proposta alla quale lavora da anni il senatore leghista.
Sottolinea la Lega che c’è il senatore brianzolo Claudio Borghi dietro la svolta sulla riserva aurea nazionale, riconosciuta proprietà pubblica al termine di un percorso durato oltre 10 anni. Il traguardo si compie con l’ultima legge di Bilancio su forte impulso del senatore Borghi, di Carnate. Il Parlamento ha infatti chiarito in modo formale che le riserve auree italiane appartengono allo Stato, e quindi ai cittadini, escludendo la possibilità che possa essere utilizzato o ceduto senza una chiara base giuridica. Un passaggio non da poco tanto più che la riserva aurea italiana è la terza al mondo: 2.452 tonnellate da 300 miliardi di euro.
La manovra conferma la Banca d’Italia nella gestione delle riserve nel rispetto dei Trattati dell’Unione europea. Viene però chiarita la distinzione tra gestione tecnica e proprietà, attribuendo quest’ultima allo Stato.
Decisivo un emendamento firmato da Lucio Malan ma su una proposta alla quale lavora da anni Claudio Borghi. Lombardo doc, classe 1970, cresciuto a Carnate e poi residente a Como, il brianzolo sembra sognasse di lavorare in Borsa fin da ragazzino. E prima di arrivare a Roma è stato broker, manager della Deutsche Bank, docente alla Cattolica.


