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Calcio Monza, quanti intrecci tra Laguna e Brianza
Giovanni Stroppa in una foto in biancorosso: il tecnico siede ora sulla panchina del Venezia

Sfida di alta classifica per il Calcio Monza: la trasferta a Venezia nuovo banco di prova per l’undici di Paolo Bianco, finora impeccabile negli scontri diretti.

Primo di due big match in tre turni per il Calcio Monza di Paolo Bianco. Domani, sabato 13 dicembre, nella suggestiva cornice del “Penzo” di Venezia, Pessina e compagni affrontano una delle rivali dirette per la promozione in Serie A.

Il Venezia, terza squadra più giovane del torneo di Serie B, ha risalito la china dopo il fisiologico assestamento e alberga adesso, in compagnia del Palermo (altra favorita della vigilia), nei quartieri più alti, a 5 lunghezze dalle due lepri Frosinone e Calcio Monza.

La discesa

Seconda retrocessione in un quadriennio per i lagunari: a differenza di quanto avvenuto a Monza, in terra veneta è stata sinonimo di “Esodo”: se ne sono andati i vari Candé e Idzes, Nicolussi Caviglia e Oristanio, Zampano e Zerbin,  gli ex biancorossi Gytkjaer e Maric, cavallo di ritorno che ha ritrovato il gusto del gol giusto lunedì. Ma la cessione più significativa, che forse ha smorzato in anticipo ogni speranza di salvezza nello scorso torneo, è stata quella del totem Joel Pohjanpalo al Palermo nella finestra di mercato invernale.

Arancio, nero verde e biancorosso

Per tentare la nuova scalata alla vetta della classifica la società si è affidata a una batteria non piccola di professionisti con il biancorosso stretto al cuore:  punta di diamente degli ex è Giovanni Stroppa,  a caccia della quarta promozione in sette anni, che non ha certo bisogno di presentazioni a Monza. Ci sono poi il Direttore Sportivo Filippo Antonelli Agomeri, il responsabile del Settore Giovanile Roberto Colacone (reduce dall’esperienza a Cesena) e, da ultimo, il Segretario Davide Guglielmetti.

Il cammino

Non si può che definire come autorevole il rendimento del Venezia al Penzo, dove sono state regolate Bari, Spezia, Frosinone, Sudtirol, Sampdoria e Mantova, col Cesena unica squadra corsara due mesi e mezzo fa: in un poker di occasioni i lagunari hanno trovato tre volte la via del gol e questi 17 gol casalinghi innervano l’attacco (26 gol a referto) numero due del lotto (solo il Frosinone ha segnato di più, 29 centri).

C’è il rammarico di aver lasciato qualche punto lungo la strada: al Venezia son stati rimontati due gol a Pescara ed i finali di partita di Carrara e Catanzaro sono stati negativi. E se il Monza, nonostante le amnesie contro Juve Stabia e Sudtirol, detiene ancora la migliore difesa (a un’incollatura Modena e Palermo), quanto a clean sheet i Leoni della Laguna si difendono (7 a 8), vantando differenza-reti simile (+13 a +11).

I protagonisti

Davanti a un sempre più convincente Stankovic (Filip è figlio dell’ex centrocampista Dejan, ora allenatore e prima conosciuto in Italia con le maglie di Lazio e Inter) la difesa è imperniata su capitan Svoboda, Schingtienne e il rientrante Sverko (sostituito da Sidibé in Irpinia): in mediana ci sono i versatili Bjarkason e Hainaut e il talentuso ma discontinuo Busio sempre in rampa di incursione. Completano l’undici Yeboah e Fila (match-winner ad aprile, in un non certo indimenticabile match salvezza), anche se guadagna spazio il colpo di mercato Andrea Adorante, 25enne proveniente dalla Juve Stabia apparso in evidente crescita.

La lettura

Si giocherà sul filo del rasoio e la questione è: vedremo una sfida a scacchi o una sorta di luna-park, innescato magari da un gol nelle prime battute? È plausibile però che, per quanto solo in tre occasioni dal 2007 chi ha il monte-ingaggi più oneroso è il primo dei cadetti, Calcio Monza e Venezia saranno protagoniste della lotta – promozione, chi forte di un roster senza rivali, chi di un “manico” che sa come tagliare il traguardo come pochi in serie cadetta.

Gli intrecci tra Brianza e Laguna sono molti e robusti, oltre che carichi di emozione: come non augurarsi allora che a fare compagnia al Calcio Monza non sia il Venezia alla giornata numero 38? La disfatta di Portogruaro resta imparagonabile per livello ma ancora sanguinante per crudezza, ma a “Giuanin”  – dopo quella corsa a pugno alzato sotto la curva in quel di Pisa – si può concedere tutto.