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Calcio Monza ancora in vetta, ma il pari e i rimpianti sono un film già visto
Tutta la grinta di Andrea Petagna in area SudTirol

Calcio Monza stoppato sul pari in casa dal SudTirol e raggiunto in classifica dal Frosinone. Un peccato aver sciupato una situazione di vantaggio, ma il bilancio resta più che positivo, in attesa degli imminienti scontri diretti.

Primo pareggio casalingo per il Calcio Monza, il secondo consecutivo dopo quello raccolto a Castellammare di Stabia. La divisione della posta lascia diversi rimpianti in casa biancorossa, esattamente come nelle sfide contro Bari, Empoli e Juve Stabia. La classifica si accorcia, ed ora il primo posto è in condivisione con il Frosinone. Riflessioni sì ma niente disfattismo: la strada intrapresa è quella giusta, ma…

Le insidie

La partita casalinga contro il SudTirol era zeppa di insidie: tra i precedenti – mai semplici contro gli altoatesini – e il buon rendimento esterno dell’undici di Castori (7 pari e una sola sconfitta), il risultato era molto meno certo di quanto non prefigurasse il distacco in classifica. Aggiungiamoci poi le parole di mister Paolo Bianco, che aveva più volte toccato i tasti della motivazione e del “non dare nulla per scontato”, con l’obiettivo di mantenere elevata la tensione sportiva, ed ecco delineate le insidie del 15° turno.

Il rammarico

Quarto pareggio stagionale per Matteo Pessina e compagni: l’elemento che curiosamente lega le quattro “X” è che in tutte le circostanze i biancorossi si sono portati in vantaggio (anche 2 volte, come a Castellammare) per poi essere raggiunti. Se a questo aggiungiamo che ben 5 su 6 successi casalinghi sono arrivati con il minimo scarto (quattro 1-0 e un 2-1), è abbatanza evidente come il Calcio Monza debba migliorare ancora sul piano dell’autorevolezza e del cinismo sotto rete.

Purtroppo l’insegnamento impartito dalla partita contro la Juve Stabia non è stato ancora assimilato: le partite vanno “chiuse”, ed il risultato va sigillato quanto prima. Questa Serie B è troppo complicata e livellata per poter pensare di gestire il risultato, anche con compagini con diversi obiettivi di classifica.

Il tema è arci-noto allo stesso Paolo Bianco, che l’ha ribadito davanti ai microfoni nel post partita: “Dobbiamo avere la cattiveria di fare più gol: quando non chiudi le partite puoi succedere di tutto“. Restiamo fiduciosi: riconoscere un problema è già un importante passo per risolverlo.

La classifica

I due punti in due partite della capolista hanno compattato il gruppo di testa, che ormai è composto da sei squadre: le nuove capoliste Calcio Monza e Frosinone, Cesena, Venezia Palermo e Modena. Buon per i biancorossi che il patavino Kevin Varas, decisivo all’U-Power Stadium, abbia firmato il pari dei suoi in pieno recupero contro il Cesena, e che il VAR abbia strozzato in gola al Venezia l’urlo del gol partita ad Avellino.

Il calendario propone ora due scontri diretti in tre partite: sabato 13 dicembre alle ore 15 trasferta biancorossa a Venezia, poi match casalingo contro la Carrarese e finale d’anno a Santo Stefano (ma perchè?) a Modena.

Finora il Calcio Monza ha conquistato 9 punti su 9 in altrettanti scontri diretti (a Frosinone, a Palermo, in casa contro il Cesena): forse l’adrelalina dei match di alta classifica stimola maggiormente i brianzoli, forse quando il livello tecnico si alza, Pessina e compagni riescono a far emergere al massimo la propria caratura tecnica.

Il cammino

Qualunque sia la ragione, occorre calarsi ancora di più nella realtà di questo campionato: nessun risultato è scontato, nessun obiettivo è stato ancora raggiunto lungo questo cammino. Ulteriore conferma? Ripensiamo alla storica promozione in Serie A del Monza di Berlusconi e Galliani: per centrare l’impresa servirono 19 vittorie in campionato e 42 partite complessive, l’ultima delle quali riaperta oltre il 90′ e conclusa solo ai supplementari.Il cammino è lungo e impegnativo, ma almeno la strada è già stata battuta.

foto Alessio Morgese – Agenzia Foto MorAle