cronaca
|Violenza da Arancia Meccanica: il branco di Monza massacrò il 22enne per 50 euro
Un richiamo diretto alle responsabilità degli adulti, senza accuse personali ma con un allarme che attraversa tutte le famiglie.
MONZA – «È un dolore scoprire che i ragazzi coinvolti in una vicenda così grave sono cresciuti qui. Perché al di là dei controlli, della vigilanza e del presidio del territorio c’è un tema formidabile sul quale noi adulti dobbiamo avere il coraggio di confrontarci: il tempo che passiamo con i nostri figli, il tempo che concediamo ai nostri giovani». Così il sindaco Paolo Pilotto commenta la brutale aggressione ai danni di un giovane 22enne subita da 5 ragazzi cresciuti a Monza.
Un richiamo diretto alle responsabilità degli adulti, senza accuse personali ma con un allarme che attraversa tutte le famiglie. «Se accadono cose di questo genere è perché da qualche parte si è spezzato un legame. Quel legame che ti consente di fare i conti con le regole basilari della vita. Se questo legame si allenta quando sei lucido, nel momento del divertimento – che magari si accompagna ad alcol o altro – ti consegni all’irrazionalità, al comportamento epidermico, istintivo».
Per Pilotto, il compito delle istituzioni è necessario ma non sufficiente: «Noi garantiamo presidio, vigilanza, controllo. Facciamo funzionare scuole, impianti sportivi, luoghi della cultura, organizziamo feste e momenti per stare insieme. Ma c’è un compito che dobbiamo assumerci come comunità. Ogni singola famiglia, ogni adulto deve riflettere sulle relazioni che ha. Senza un impegno reciproco, i nostri sforzi rischiano di essere vanificati in un solo gesto, in un secondo».
La notte dell’aggressione: botte, coltellate e un 22enne lasciato in una pozza di sangue
Era da poco passata la mezzanotte, quando in via Rosales, a pochi passi da Corso Como, il gruppo avrebbe prima importunato e poi aggredito il 22enne, fino a strappargli una banconota da 50 euro. Quando il ragazzo ha tentato di riprenderla, la situazione è precipitata.
Secondo gli inquirenti, i cinque lo avrebbero circondato e colpito con calci e pugni, per poi sferrare due coltellate alla schiena e al torace mentre la vittima era già riversa a terra. Le ferite hanno provocato perdita massiccia di sangue, polmone perforato, arteria recisa e un trauma midollare che ha lasciato il giovane con lesioni permanenti.
Trasportato al Fatebenefratelli, è stato sottoposto a più interventi e lotta ancora oggi con gravi difficoltà motorie.
Le intercettazioni: «Speriamo schiatti». E lo scherzo macabro su TikTok
Mentre il 22enne si dibatteva tra la vita e la morte, i cinque avrebbero continuato la loro serata «come se nulla fosse», raccontano gli investigatori. Nei telefoni sequestrati la polizia ha trovato messaggi agghiaccianti: tentativi di concordare una versione comune, zero empatia verso la vittima, e persino frasi come: «Speriamo schiatti», «Andiamo in uno Stato senza estradizione», «C’è un video dove si vede che lo scanniamo».
A questo si aggiunge un commento su TikTok, pubblicato nei giorni successivi, che ha lasciato sgomenti gli investigatori:
«Il 7 non lo hanno ancora scoperto», riferendosi alle sei aggressioni citate in un post dell’eurodeputata Silvia Sardone.
L’indagine e gli arresti
La Procura di Milano e quella dei Minorenni hanno coordinato un’indagine capillare. Telecamere acquisite, perquisizioni nelle abitazioni, sequestro degli indumenti, recupero del coltello a serramanico ritenuto compatibile con le ferite.
Il 18 novembre sono scattate le misure cautelari: i tre minorenni, tutti 17enni, portati all’IPM Beccaria, i due maggiorenni, poco più che 18enni, trasferiti nel carcere di San Vittore
Le accuse: tentato omicidio pluriaggravato e rapina pluriaggravata in concorso.
Monza, ancora scossa, prova ora a capire come sia stato possibile. E mentre la giustizia fa il suo corso, resta l’invito del suo sindaco: «Il legame con i nostri figli è la prima sicurezza che abbiamo. Quando si spezza, tutto il resto arriva troppo tardi».


