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Villa Reale oggi: poche risorse e l’ambizione di essere Museo. Parola di Marco Sala, consigliere Reggia di Monza

Ospite del Rotary Club Monza Est e relatore dell’incontro con focus sul costante impegno del Consorzio Villa Reale e Parco e sugli interventi futuri, Marco Sala in qualità di consigliere del consorzio per il comune di Milano e vicepresidente del Gruppo Desa.

Villa Reale – Fino al 2015 la Reggia di Monza versava in uno stato di quasi abbandono. Oggi, grazie agli interventi di restauro conclusi il 30 maggio 2014 e al costante impegno del Consorzio Villa Reale e Parco, il complesso è al centro di un ambizioso piano di valorizzazione che guarda con decisione al futuro. Si è parlato di questo, ma non solo durante il pomeriggio organizzato nell’elegante cornice dello Sporting Club dal Rotary Club Monza Est, venerdì 31 ottobre: ospite e relatore Marco Sala, vicepresidente del Gruppo Desa (Seregno) e consigliere del Consorzio per il comune di Milano.

La villa, progettata dal regio architetto imperiale Giuseppe Piermarini su volere di Maria Teresad’Austria, che scelse il luogo per la residenza di suo figlio, l’arciduca Ferdinando, poichè simbolicamente sulla via per Vienna, vanta oltre due secoli di storia, 51mila metri quadri di superfice, 740 stanze e 4200 persiane e la sua costruzione, durata dal 1777 al 1783, costò 70mila zecchini, pari a 4milioni di euro, comprensivi della realizzazione dei Giardini Reali di 350mila metri quadri. Un investimento importante che si inseriva nel più ampio progetto imperiale che comprendeva anche Milano, con la realizzazione di Palazzo Reale, Palazzo di Brera e del Teatro alla Scala.

Rotary club Monza est Villa Reale Marco Sala

“La villa venne realizzata a Monza perché era sulla via di Vienna, da Milano, ma anche perché era un luogo climatico molto particolare – racconta Sala. “Siamo circondati dalle alpi, i venti del nord quando arrivano cozzano contro le montagne, si alzano, in parte girano a destra e a sinistra e scendono poi verso il sud dell’Italia, ma quelli che si fermano creano un effetto Föhn nell’area dove sono sorti i giardini e il parco, favorendo la presenza di più di 15mila specie di piante rare. L’edificio della villa che vediamo oggi ha attraversato tre periodi storici fondamentali: durante il primo periodo, quello asburgico, dal 1777 al 1796, la corte visse con l’Arciduca Ferdinando d’Asburgo‑Este e la sua sposa Beatrice d’Este, sotto la protezione della corte di Vienna. Il secondo periodo significativo è quello napoleonico, segnato soprattutto dalla presenza del Eugenio di Beauharnais, che promosse l’unione della villa con la città di Monza, ideò l’ampia tenuta che divenne l’attuale parco e destinò vaste aree all’agricoltura, alla caccia e al sostentamento della reggia”.

Rotary club Monza est Villa Reale Marco SalaDa sinistra Marco Sala e il presidente del Rotary Club Monza Est Giulio Fumagalli Romario

“Il terzo momento è il secondo periodo asburgico e, poi, l’era sabauda: il periodo austriaco vide la villa assoggettata all’uso militare e priva di una figura che ne desse nuovo splendore; con Casa Savoia la villa divenne un importante luogo culturale e di rappresentanza, molti ambienti vennero ridecorati secondo un gusto più europeo, meno barocco e più sobrio e infine, a partire dal 1900 dopo l’assassinio del Umberto I, la residenza venne progressivamente abbandonata fino al 1919 quando fu donata al Demanio dello Stato”.

La nascita del Consorzio e la gestione della Villa Reale

“Fino al 2015 la Reggia era sostanzialmente abbandonata. La svolta è arrivata con la nascita del Consorzio di valorizzazione, in cui gli enti proprietari, il Ministero della Cultura, il Comune di Milano, il Comune di Monza e Regione Lombardia, hanno conferito le loro proprietà al Consorzio nell’ambito di un piano di valorizzazione del complesso – spiega Sala. “Accanto ai soci proprietari, ci sono altri soggetti partecipanti, non proprietari dei beni ma attivi nel progetto: Camera di Commercio, Assolombarda e la Provincia di Monza e Brianza, che versano un capitale annuale di circa 125.000 euro, destinato a coprire le spese ordinarie del Consorzio”.

Rotary club Monza est Villa Reale Marco Sala

“La grande difficoltà nella gestione della Villa e del Parco riguarda principalmente le risorse. Se confrontiamo la situazione con quella di Venaria Reale, anch’essa gestita da un consorzio di valorizzazione con la stessa struttura giuridica, emergono differenze significative: i dipendenti di Venaria sono circa 200, mentre quelli del Consorzio di Monza sono appena 16, destinati a diventare 20 entro il 2026. Il bilancio di Venaria, inoltre, è sostenuto da due fondazioni che partecipano come soci all’interno del consorzio, tra cui Intesa Sanpaolo. Il tema centrale non è tanto la figura istituzionale che gestisce il Consorzio, quanto la ricerca di risorse adeguate. Oggi il finanziamento principale proviene da Regione Lombardia. Dieci anni fa si sono conclusi i lavori di restauro, finanziati con circa 30 milioni di euro tra Regione e Ministero, mentre il Consorzio prosegue oggi nella gestione ordinaria e negli interventi di manutenzione e valorizzazione del complesso”.

Tra i numerosi interventi di competenza del Consorzio, messi in atto o in programma, il ripristino dell’idoneità statica della Porta di Monza, gli interventi urgenti di manutenzione dei muri di cinta del Parco, la revisione degli accessi carrai e pedonali, la messa in sicurezza del patrimonio arboreo, la rimozione dell’amianto dalla Cascina Frutteto e Mulini e dalla struttura di Casalta Nuova la preservazione del Tempietto e del laghetto dei Giardini Reali.

Sala: “Oggi registriamo oltre 4mln di visitatori all’anno ma c’è tanto lavoro da fare”

Durante l’incontro si è parlato anche del futuro della Villa Reale di Monza e del Parco, che oggi conta oltre 4 milioni di visitatori all’anno e rappresenta uno dei complessi storico-artistici e botanici più importanti d’Italia. Tra giardini, viali, ponti e cascine, la gestione quotidiana e la valorizzazione del patrimonio richiedono organizzazione, risorse e progetti a lungo termine.

“Oggi registriamo oltre 4 milioni di visitatori all’anno, ma c’è ancora tanto lavoro da fare. Nei giardini della Villa possiamo contare più di 15.000 specie di piante rare, un patrimonio botanico straordinario che pochi di noi riescono davvero a immaginare – il commento di Marco Sala. “La Villa Reale, i giardini e il parco rappresentano un territorio unico: 52 km di viali interni, quattro ponti, 13 cascine e 16 porte d’ingresso. Al mattino e alla sera le porte vengono aperte e chiuse, un’attività che oggi ha un forte impatto organizzativo, considerando che i visitatori possono arrivare fino a 60.000 al giorno. Il patrimonio viene certamente valorizzato, ma il potenziale è ancora grande”.

“I prossimi passi prevedono l’accreditamento come museo, un traguardo non semplice da raggiungere: prima di tutto bisogna garantire l’apertura almeno cinque giorni alla settimana, con tutti i costi che ciò comporta. Inoltre, si punta a dare vita attiva al Teatrino di Corte, appena inaugurato, e alla Cappella di Corte, i cui restauri sono iniziati in questi giorni. La Villa Reale ha così guadagnato un posto nel contesto delle grandi regge europee, facendo conoscere Monza a livello internazionale”.