Indagine ItaliaOggi-Ital Communications 2025
|Milano prima in classifica per qualità della vita, scende Monza dal podio e perde due posizioni
La 27ª edizione della ricerca, realizzata in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, conferma il gap tra province del Centro-Nord e Sud e Isole.
Non è un risultato da festeggiare quello che emerge per la provincia di Monza e della Brianza dalla 27ª edizione dell’Indagine sulla qualità della vita nelle province italiane, realizzata da ItaliaOggi e Ital Communications in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma. Il nostro territorio segna infatti un arretramento di due posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno , registrando un passo indietro nel complesso della valutazione.
L’indagine, che analizza ben nove dimensioni della vita locale, vede ancora una volta il primato saldo nelle mani della vicina Milano. Il capoluogo lombardo conquista nuovamente la vetta, forte di eccellenti risultati in ambiti cruciali come la dotazione di servizi, il reddito, la gestione delle infrastrutture e la vitalità del tessuto produttivo. A seguire sul podio si piazzano Bolzano e Bologna, quest’ultima in salita di una posizione.
Milano, dunque, si conferma la provincia in cui si vive meglio, ribadendo la sua leadership nonostante l’ombra lunga che si allunga sul fronte della sicurezza. Nonostante il risultato complessivo, la metropoli chiude infatti la classifica per la dimensione “Reati e sicurezza”, piazzandosi ultima dopo Roma, Trieste e Firenze. La sua resilienza, come sottolineato dal Condirettore di ItaliaOggi, Marino Longoni, risiede tuttavia nella forte capacità di adattamento e nei risultati ottenuti nelle altre aree.
A livello generale, lo studio fotografa un quadro in leggero peggioramento, con la qualità della vita giudicata buona o accettabile in 60 province su 107, un valore inferiore a quello degli ultimi anni. Si conferma inoltre la marcata frattura tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno, dove restano significative aree di disagio sociale e personale.
Analizzando le singole dimensioni, emerge un panorama complesso:
Affari e Lavoro: Bolzano si classifica al primo posto per il quarto anno consecutivo, seguita da Firenze e Prato.
Ambiente: Ancora Bolzano in vetta alla classifica della qualità ambientale, precedendo Bologna, Bergamo e Reggio Emilia.
Reati e Sicurezza: Ascoli Piceno apre la classifica, scalando dieci posizioni. L’analisi denota una sostanziale stabilità del quadro, con 65 province su 107 in cui la sicurezza è risultata buona o accettabile.
Sicurezza Sociale: Ascoli Piceno si piazza al primo posto, seguita da Lodi e Prato.
Istruzione e Formazione: Bologna si conferma in testa, seguita da Milano, Udine e Trieste.
Popolazione: Bolzano mantiene il primato per l’undicesimo anno consecutivo, seguita da Trento e Brescia. Nella top five compare anche Monza e della Brianza.
Sistema Salute: Ancona apre la classifica, migliorando il terzo posto dello scorso anno.
Turismo, Intrattenimento e Cultura: Bolzano in testa, seguita da Trieste e Rimini.
Reddito e Ricchezza: Milano apre la classifica, confermando i risultati degli ultimi cinque anni. Nel gruppo di testa figurano anche Bolzano, Firenze, Monza e della Brianza e Bologna.
Il risultato negativo di Monza e della Brianza, pur non essendo disastroso, indica un rallentamento rispetto al trend positivo degli anni precedenti.
Monza e Brianza Scivola al Quinto Posto: Perso il Podio in 12 Mesi
Nonostante una qualità della vita che resta complessivamente alta, la provincia di Monza e della Brianza registra un rallentamento nell’ultima indagine, uscendo dal podio e attestandosi al quinto posto, perdendo due posizioni rispetto all’anno precedente.
La vetta della classifica vede la conferma di Milano e Bolzano, seguite da una Bologna in miglioramento, che sale di un gradino. Mentre i brianzoli fanno due passi indietro, si assiste a significativi balzi in avanti per Rimini (12ª) e Ascoli Piceno (15ª), che guadagnano oltre venti posizioni rispetto al 2024.
Sul fondo della graduatoria, la situazione resta critica: Caltanissetta (107ª) chiude la classifica, preceduta da Crotone (106ª) e Reggio Calabria (105ª). Tra i peggioramenti più evidenti in negativo si segnalano quelli di Foggia, che precipita dalla 93ª alla 104ª posizione, Pordenone, sceso dalla 9ª alla 23ª, e Gorizia, dalla 26ª alla 52ª.
I commenti sull’indagine sulla qualità della vita che conferma tre tendenze
Secondo Marino Longoni, Condirettore di ItaliaOggi: “La classifica 2025 dell’Indagine elaborata da ItaliaOggi e Ital Communications conferma tendenze già osservate in passato: le grandi città, soprattutto del Centro-Nord, mostrano una forte capacità di resilienza e di adattamento alle emergenze degli ultimi anni. Purtroppo, si accentua invece il divario tra Centro-Nord e Sud, dove emergono segnali sempre più evidenti di disagio sociale e personale. Milano, da due anni, rimane nelle prime posizioni in classifica e, nonostante risultati molto negativi per l’indicatore relativo alla sicurezza, mantiene salda la sua leadership”.
Attilio Lombardi, Founder di Ital Communications, ha affermato: “L’indagine che anche nel 2025 Ital Communications, insieme a ItaliaOggi e in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, ha condotto su 107 province italiane, analizzando dimensioni quali lavoro, sicurezza sociale, ambiente, istruzione, giustizia, salute, ha permesso di avere un quadro ampio e dettagliato sul livello di qualità della vita. Sono emersi segnali importanti, utili per valutare criticità e urgenze, ma anche aspetti positivi e di crescita. Il nostro impegno e il nostro ruolo, come comunicatori, è quello di favorire la buona comunicazione, che rappresenta un elemento fondamentale per la capacità dei cittadini a partecipare alle decisioni collettive: si tratta di un modo per agevolare un dialogo concreto all’interno delle comunità, utile allo sviluppo dei singoli territori”.
Per Alessandro Polli, docente di Statistica economica e Analisi delle serie storiche all’Università La Sapienza di Roma: “L’indagine sulla qualità della vita – giunta alla 27ª edizione – è uno degli studi più completi disponibili in Italia. Si articola in nove dimensioni e 97 indicatori che permettono un’analisi approfondita del contesto locale. L’edizione di quest’anno conferma tre tendenze: la crescente frattura tra il centro-nord, più resiliente, e il Mezzogiorno, sempre più vulnerabile; la presenza di ampie aree di disagio sociale nel sud, difficili da affrontare nell’attuale quadro di finanza pubblica; e il consolidamento del primato delle province e città metropolitane del centro-nord, che anche nella fase economica e geopolitica attuale mostrano la maggiore capacità di resistenza”.



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