Pd Arcore: “senza la Casa di Comunità l’operazione ex San Giuseppe è assurda”
Il democratico Michele Calloni bastona il progetto: “3 milioni e mezzo, più i costi di acquisto per avere servizi già esistenti. Tutto con risorse di bilancio, senza bandi”.
Nella serata di oggi, 25 novembre, il consiglio comunale di Arcore voterà una maxi variazione di bilancio per finanziare la trasformazione dell’ex San Giuseppe in polo sociosanitario per 3,6 milioni di euro. Un’operazione alla quale la giunta Bono lavora da anni con determinazione granitica. Così granitica che il progetto (per ora allo stato di DocFap) prevede un recupero a prescindere da quel contributo di Regione Lombardia che servirebbe a inserire tra le funzioni anche quella di Casa di Comunità.

Calloni (Pd) sul progetto dell’ex asilo San Giuseppe di Arcore
Proprio su questo punto della “mancata” Casa di Comunità batte l’opposizione che questa sera dovrà votare la variazione di bilancio sull’ex San Giuseppe di Arcore (plausibilmente con un “no”). Michele Calloni (Pd), giudica il progetto senza mezzi termini: “Senza la Casa di Comunità questa operazione milionaria non ha nessun senso. Spendiamo oltre 3 milioni e mezzo, più il milione e 200mila euro dell’acquisto della struttura, per avere un edificio con funzioni già esistenti in altre aree della città”.
La prospettiva è quella di trasferire nel nuovo ex asilo San Giuseppe il centro diurno anziani e gli uffici dei Servizi alla Persona del Comune ora concentrati in Largo Arienti-via Abate d’Adda. Gli spazi dei Servizi alla persona potrebbero essere alienati. “Non capiamo la logica di spendere queste cifre per trasferire i Sociali – dice Calloni con sarcasmo – quante persone lavoreranno mai in via Abate d’Adda?!”.
“Costi tutti a carico nostro”
Altra nota critica, secondo Michele Calloni, è sulla modalità di reperimento delle risorse: “le cifre sono importanti per un Comune come il nostro eppure le finanziamo con risorse di bilancio. In questi anni l’Amministrazione pur avendo un progetto di massima nel cassetto non ha provato a partecipare a nessun bando”. In questo ambito una considerazione va ai costi di produzione del DocFap, un documento progettuale che non è obbligatorio e al quale devono seguire lo Studio di Fattibilità Tecnico-Economica e l’Esecutivo. Nel budget totale sono spicci, ma Calloni ricorda che “questo DocFab ci ha richiesto comunque 40mila euro“.
Infine questioni tecniche pronunciate dal Michele Calloni architetto: “la ristrutturazione cuba 2,4 milioni di euro, ma si parla di 2mila metri quadri e questa cifra è sicuramente troppo bassa, non basterà”.
La prospettiva della Casa di Comunità
Tutte considerazioni che bollano come troppo dispendioso il progetto della giunta Bono sull’ex asilo San Giuseppe di Arcore rispetto ai vantaggi che porterebbe in città con quelle uniche destinazioni per ora certe. Tutt’altro discorso sarebbe se intervenisse Regione Lombardia per la realizzazione della tanto sospirata Casa di Comunità, una funzione che parla soprattutto alle categorie fragili e agli anziani che, come ha detto il sindaco Maurizio Bono in conferenza stampa sull’argomento, sono sempre di più e necessitano di servizi, “tanto più con un progetto per la Rsa fermo al palo tra scelte non condivise e ricorsi”. Secondo quanto dichiarato da sindaco e dall’assessora al bilancio Serenella Corbetta (che al progetto ex San Giuseppe ha dedicato particolare attenzione), il dialogo con Regione, ATS Brianza e ASST Brianza sarebbe comunque già a un livello approfondito per portare a casa anche il risultato della CAsa di Comunità.


