Fumogeni e striscioni per le vie di Monza: scatta la protesta del 4 Novembre
“Basta militarizzazione, basta repressione!”. “Le nostre scuole non devono diventare caserme, vogliamo investimenti in istruzione e sanità, non in armi e guerre” i cori.
MONZA – Un 4 Novembre ad alta tensione quello andato in scena questa sera a Monza. Oltre un centinaio di manifestanti, tra militanti di Rete Lotte Sociali Monza e Brianza e collettivi studenteschi, sono scesi in strada per dire “no alla guerra, al riarmo e alla presenza delle forze dell’ordine nelle scuole”.
Il corteo è partito dal centro civico di San Rocco: fumogeni accesi, cori e striscioni con scritte. Poi la marcia ha attraversato via Aquileia, via Borgazzi e corso Milano, paralizzando per oltre un’ora il traffico fino all’arrivo davanti al Binario 7 con tanto di fuochi d’artificio finali.
“Basta militarizzazione, basta repressione!”. “Le nostre scuole non devono diventare caserme, vogliamo investimenti in istruzione e sanità, non in armi e guerre” i cori.
I promotori hanno parlato di una “mobilitazione contro l’economia di guerra”, denunciando “tagli ai servizi pubblici, salari fermi, sfruttamento e aumento delle spese militari”. E hanno rilanciato l’appuntamento con lo sciopero generale del 28 novembre, definendolo “un passo necessario per riprendersi dignità e futuro”.
La manifestazione, monitorata da un discreto schieramento di forze dell’ordine, si è conclusa senza scontri.








