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Giallo a Veduggio: Luca Zoia trovato morto lungo la Statale 36. Si indaga sull’ipotesi dell’auto pirata
Foto FB

Accanto al corpo, i Carabinieri della Compagnia di Seregno, avrebbero rinvenuto alcuni frammenti di carrozzeria, che lasciano spazio a una pista inquietante: quella di un pirata della strada

VEDUGGIO – È un mistero che si tinge di giallo quello che avvolge la morte di Luca Zoia , 49 anni, trovato senza vita all’alba di mercoledì 5 novembre lungo una strada laterale che porta allo svincolo della Statale 36.
Il corpo dell’uomo giaceva sul ciglio della strada in un’area già nota alle forze dell’ordine per episodi di spaccio e degrado. A dare l’allarme alcuni automobilisti di passaggio.

Accanto al corpo, i Carabinieri della Compagnia di Seregno, avrebbero rinvenuto alcuni frammenti di carrozzeria, che lasciano spazio a una pista inquietante: quella di un pirata della strada che avrebbe investito l’uomo durante la notte, per poi fuggire senza prestare soccorso. Si stanno passando al setaccio le telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, così come i carrozzieri del circonadario.

VEDUGGIO – Luca Zoia morto sulla SS 36: ipotesi pirata della strada 

Sul posto sono intervenuti, oltre agli uomini dell’Arma, la Polizia Stradale e il sostituto procuratore Marco Santini, che ha disposto l’autopsia per chiarire la causa e l’orario del decesso.
Il medico legale dovrà verificare se le ferite riportate dal 49enne siano compatibili con un investimento stradale. Il corpo comunque non presentava segni di violenza evidenti, nè fori di arma da fuoco.

Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi: l’incidente con fuga resta la pista principale, ma si cercano risposte su cosa ci facesse Zoia in quel punto, a quell’ora, da solo. L’uomo comunque viveva a 100 metri dalla zona del ritrovamento del cadavere. Intanto, il paese è sotto shock. In molti ricordano Luca come un uomo schivo ma gentile, spesso in giro nei dintorni. Ora resta un corpo, una strada deserta e troppe domande senza risposta.