Difesa del territorio
|Petizione bocciata, Consiglio in fiamme: Lissone tra cemento e cittadini
A Lissone la petizione contro il consumo di suolo non passa: i cittadini chiedevano più tutela su cementificazione e aree verdi.
Nel comune più cementificato della Lombardia si è tornato a parlare di consumo di suolo e di tutela delle aree verdi. Non è passata venerdì 14 novembre in consiglio comunale la petizione “Stop al consumo di suolo”, presentata dal Comitato in Difesa del Territorio lo scorso settembre. La raccolta firme, sottoscritta da 1331 cittadini, chiedeva di introdurre nel PGT l’adozione della strategia di “Crescita Zero”, ovvero la priorità di recuperare e rinaturalizzare le aree verdi prima di prevedere nuove espansioni urbanistiche.
Lissone è il comune più cementificato della Lombardia e il quinto d’Italia, con il 71% del suolo già occupato. Proprio per questo motivo il Comitato ha ritenuto necessario presentare tale petizione, per evitare che una situazione, già critica, si aggravasse ulteriormente.
Una richiesta che appariva coerente anche alla luce delle dichiarazioni della sindaca Laura Borella e dell’assessore all’urbanistica, Massimo Rossati, che già nel dicembre 2023 si erano espressi in merito al consumo di suolo: “Siamo pienamente consapevoli che abbiamo l’obbligo normativo di adeguarci alla legge 31 del 2014 riguardo la riduzione del consumo di suolo. Lissone ha già subito troppo il peso del cemento“.
I risultati della votazione
LE MOTIVAZIONE DEL RIFIUTO
Tuttavia l’amministrazione comunale ha respinto la petizione. Durante la seduta del Consiglio di venerdì 14, la maggioranza ha ritenuto che non fosse il momento opportuno per approvare la mozione. La Giunta ha spiegato che, prima di assumere impegni formali, è necessario elaborare un piano complessivo che risponda concretamente alle esigenze della città. Un piano che deve rispettare le normative e che consenta di programmare nuovi interventi infrastrutturali (come rotonde, strade e altre opere pubbliche) garantendo al tempo stesso la tutela e la salvaguardia delle aree verdi esistenti. L’assessore Rossati tutti questi punti li ha spiegati in un lungo intervento durante l’assise cittadina, citando leggi ed esempi concreti. Tra questi, il caso di un incrocio regolato da un semaforo che dovrebbe essere sostituito da una rotatoria: un’opera ritenuta necessaria per migliorare la sicurezza stradale, ma che comporterebbe comunque un consumo, seppur minimo, di nuovo suolo. Un tipo di intervento che, ha sottolineato, diventerebbe impossibile approvando la petizione così com’era stata formulata.
L’OPPOSIZIONE
Non sono mancate le repliche dell’opposizione: la discussione si è rapidamente scaldata, innescando un vero e proprio tam tam di botta e risposta tra i banchi del Consiglio. Animi accesi, posizioni contrapposte e una domanda di fondo che ha attraversato tutto il dibattito: consumo zero sì o no?
A prendere la parola è stata anche Concettina Monguzzi, ex sindaca e oggi consigliera di minoranza, che ha difeso la petizione e le richieste dei cittadini: “Il cambiamento può iniziare da azioni concrete, molte delle quali sono già indicate nella mozione — sottolinea —. Ma il cambiamento nasce anche dalla nostra capacità di cambiare rotta, e il PGT rappresenta proprio questa opportunità. La normativa ci chiede di non superare una certa percentuale di consumo di suolo, ma noi possiamo fare di più: possiamo scegliere di farne ancora meno, puntando alla crescita zero”.
Sulla stessa linea anche il consigliere comunale Luca De Vincentis: “La petizione rappresenta la volontà dei cittadini di far sentire la propria voce sulla variante al PGT. Muggiò, nonostante l’elevato consumo di suolo (62%), nell’ultimo anno ha finalmente registrato un dato negativo: un segnale che dimostra come il cambiamento sia possibile. Crediamo che anche a Lissone esistano aree che possano essere depavimentate e restituite al verde. Non intendiamo bloccare l’attività amministrativa, ma affermare un principio: la crescita zero è difficile, ma realizzabile. La normativa non obbliga a consumare suolo, ma solo a limitarne l’uso. Noi chiediamo qualcosa di più: chiediamo che il suolo non venga toccato. E sappiamo che non è un obiettivo impossibile”.
La maggioranza, pur dichiarandosi consapevole delle intenzioni della petizione, ha ribadito che un’approvazione integrale del testo rischierebbe di bloccare qualsiasi intervento, anche di piccola entità, necessario a migliorare i servizi e la qualità della vita in città.
La petizione
LA POSIZIONE DEL COMITATO
Non è d’accordo sull’esito del voto (12 contrari, 7 favorevoli, 2 astenuti) anche Gigi De Vincentis, portavoce del Comitato: “Il consumo di suolo è una ferita enorme, che va ad aggiungersi al fatto che la Brianza è una delle regioni con più cemento d’Italia. In questo momento in Comune è in corso la discussione sul piano regolatore, quindi pensavamo che fosse il momento giusto per presentare la nostra petizione. Il suolo verde ha le sue funzioni, ma, solo se lasciato intatto riuscirà a continuare ad assolverle. E qui a Lissone, secondo il Comitato e gli oltre 1300 cittadini che hanno contribuito alla petizione, c’è il forte bisogno di un controllo più ferreo sul consumo di suolo”.


