Le professioni del futuro parlano STEM: a Monza il convegno che vuole rivoluzionare le scuole
Esperti e aziende incontrano gli studenti dell’Hensemberger per spiegare opportunità, competenze e sfide di un settore che in Italia attrae ancora troppo pochi giovani.
Sensibilizzare le giovani leve verso le discipline Stem, acronimo di scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. Con questo obiettivo si è svolto il 12 e il 24 novembre 2025 un convegno organizzato dall’Iti Hensemberger di Monza e dal Consolato provinciale di Monza eBrianza sulle sfide e le opportunità che offrono le professioni Stem. “E’ stata un’occasione molto importante. – commentato Jessica De Colellis, operation gestione commesse presso KSB Italia -. Come si suol dire, bisogna cominciare dalle scuole. Prima si comincia meglio è, anche perché la preparazione in queste materie aiuta a superare i pregiudizi di genere“.
La donna, in particolare, offre una diversa visione di un problema. Non migliore o peggiore, ma punto di vista altro. E questo, ovviamente, è un vantaggio, soprattutto se parliamo di mondo lavorativo. “Le materie Stem offrono un pensiero critico a chi le studia – ha aggiunto Lidia Lamera, area manager presso KSB Italia -. Iniziative come queste sono un’assoluta novità nel panorama scolastico. Favoriscono l’avvicinamento degli studenti, contribuiscono a partecipare a esperienze diverse e, nello stesso tempo, mettono in condizione di dire che uno ce la può fare”.

Una delle caratteristiche principali delle materie Stem è di sviluppare competenze trasversali come, appunto, il pensiero critico, il problem solving e la capacità di lavorare in team. Quanto queste materie si stiano diffondendo e testimoniato dal fatto che lo scorso settembre al collegio Villoresi è stato inaugurato un corso “ad hoc” che ha fatto registrare il tutto esaurito.

La tavola rotonda, alla quale hanno partecipato una decina di esponenti del mondo del lavoro, ha fondamentalmente cercato di dare una risposta a tre quesiti: in Italia solamente uno studente su quattro è iscritto a facoltà Stem, un’azienda su quattro non ha individuato profili Stem e chi si allontana da questi percorsi di studio difficilmente vi ritorna.
“Vorremmo aiutare i giovani studenti a costruire consapevolmente il proprio futuro – ha dichiarato Roberta Sofi, docente dell’Hensemberger e moderatrice dell’incontro -. Pur non avendo un vero e proprio corso Stem, possiamo dire di avere alcune materie di questo settore e storicamente siamo sempre andati verso questa direzione”.


