Monza, la lettera aperta sulla mobilità dolce al sindaco: “Tre anni e mezzo sono passati, ora servono i fatti”
Una lettera al sindaco in cui Fiab chiede ‘azioni concrete per la mobilità’ da voi stessi (politici, ndr) definite promesse ai cittadini.
Il tempo stringe e le promesse elettorali rischiano di rimanere tali. È questo il cuore del messaggio che Fiab MonzainBici invia all’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Paolo Pilotto. A tre anni e mezzo dalla vittoria alle urne, l’associazione ciclista stila un bilancio agrodolce: la visione c’è, l’impegno non manca, ma le tracce concrete di cambiamento scarseggiano.
In una lunga lettera aperta, il Consiglio Direttivo dell’associazione chiede un’accelerazione decisa sui temi della mobilità sostenibile, richiamando la Giunta al rispetto del programma con cui si era presentata ai cittadini.
Un mandato a metà: tra visione e realtà
“Sono già passati tre anni e mezzo dalla sorprendente vittoria elettorale con cui avete iniziato il vostro mandato,” esordisce la lettera di Fiab. Un mandato che aveva acceso le speranze di molti monzesi, promettendo di trasformare il capoluogo brianzolo in una città “più sostenibile, più vivibile, più a misura di persona”.
L’associazione riconosce le attenuanti, citando la mancanza di risorse umane ed economiche, ma sottolinea come il tempo a disposizione non consenta ulteriori rinvii. “Le scriviamo perché speriamo sia ancora possibile mantenere quella promessa – si legge nel testo – La nostra città potrebbe davvero trasformarsi in una città per le persone, e non più solo delle auto, attraverso un riequilibrio degli spazi”.
Il modello Bologna e la sicurezza stradale
Fiab MonzainBici invita l’amministrazione a guardare agli esempi virtuosi non troppo lontani. “Non è più necessario guardare ad Amsterdam o Copenhagen: basta osservare la vicina Bologna”. Il riferimento è al modello “Città 30” che, secondo l’associazione, ha portato risultati innegabili: riduzione degli incidenti mortali, meno inquinamento atmosferico e acustico.
Per Fiab, favorire la mobilità ciclistica e potenziare i mezzi pubblici non sono vezzi ideologici, ma “azioni indispensabili per un cambio di ritmo reale”, capaci di attrarre persone e investimenti.
Le promesse nero su bianco: dal PUMS a Viale Cavriga
Il passaggio centrale della missiva punta i riflettori direttamente sul programma elettorale, ancora consultabile online, che rischia di restare lettera morta. Fiab ricorda come l’attuale amministrazione avesse garantito non solo l’attuazione del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) e la revisione del Biciplan, ma anche interventi strutturali molto precisi.
Tra questi, l’associazione cita la necessità urgente di uno studio di fattibilità per raccordare le piste ciclabili esistenti e la creazione di nuove corsie dedicate su arterie nevralgiche come Corso Milano, Via Borgazzi, Via Mentana, Viale Sicilia e il comparto Boito-Pergolesi.
Non solo asfalto e corsie: nel mirino dei ciclisti ci sono anche i servizi e la vivibilità dei quartieri. La lettera richiama l’impegno preso per l’installazione di Bike Park diffusi vicino ai servizi pubblici, l’estensione delle Zone 30 e delle isole pedonali in ogni rione, fino al potenziamento dei collegamenti navetta-bici con la Stazione. Infine, un tema caldo per tutti i monzesi: la riduzione sensibile del traffico di attraversamento nel Parco, in particolare su Viale Cavriga.
“Questo non è l’elenco delle richieste di FIAB Monza in Bici – puntualizza il Direttivo – ma sono le ‘azioni concrete per la mobilità’ da voi stessi definite e promesse ai cittadini”.
La richiesta: “Dateci una data”
La conclusione è un misto di disponibilità e ultimatum. Se da un lato Fiab apprezza la schiettezza dell’Amministrazione nel dire che per la “Città 30” integrale ci vorranno anni, dall’altro chiede risposte immediate su interventi più leggeri e rapidi.
“Quanto tempo dovremo ancora aspettare per avere una bike lane in corso Milano? O alcune strade 30 che colleghino la rete ciclabile esistente al centro città?”. L’associazione rinnova la propria disponibilità a collaborare e supportare tecnicamente il Comune, ma chiede una dimostrazione di volontà politica.
“Siamo pronti a celebrare i risultati – conclude la lettera – ma ora vi chiediamo di trasformare le promesse in realtà”.




