L'ANNUNCIO
|Prevenire o sanzionare: Smart 2025, perché la Regione (e Monza) annunciano i controlli in anticipo
L’amministrazione annuncia in anticipo i maxi controlli dei weekend su aree sensibili per aumentare prevenzione e presenza sul territorio
Per rafforzare la sicurezza stradale e urbana, Monza ha annunciato pubblicamente due weekend di controlli straordinari . Presentare in anticipo i provvedimenti del progetto Smart 2025 può però apparire controproducente: se l’obiettivo è intercettare chi guida in stato di alterazione, porta armi o disturba il decoro urbano, svelare il programma degli interventi potrebbe aiutare ad aggirare i controlli.
Chi guida senza patente cambia strada e chi circola armato evita le zone pattugliate. La scelta di rendere pubblica la maxi-operazione di controllo serale e notturno, finanziata da Regione Lombardia e guidata dalla Polizia Locale di Monza, non è però casuale.

L’obiettivo infatti non è solo sanzionare, ma prevenire i comportamenti a rischio. Annunciare i controlli serve a dissuadere chi vorrebbe mettersi alla guida dopo aver bevuto e ribadisce che il rischio di conseguenze è reale. È inoltre una questione di trasparenza. “SMART 2025”, che avrà inizio venerdì 21 novembre alle ore 20.00 dal piazzale della stazione di Monza, rientra nel quadro del finanziamento regionale da 497.000 euro destinato ai Comuni lombardi: un totale di 337 enti locali con 99 Comandi capofila.
Monza ha ricevuto un finanziamento di 24.000 euro complessivi, “il secondo su scala regionale dopo Milano” sottolinea il Sindaco Paolo Pilotto, per un bacino territoriale di circa 280.000 abitanti. Trattandosi di fondi pubblici, vige il principio della trasparenza inteso come “accessibilità totale alle informazioni che riguardano l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni”. Questo principio, si legge sul sito del Ministero dell’Interno , “è stato affermato con il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, con l’obiettivo di favorire il controllo diffuso da parte dei cittadini sull’operato delle istituzioni e sull’utilizzo delle risorse pubbliche“.

Non si tratta quindi solo di una scelta comunicativa, ma anche di una parte del processo istituzionale con il fine di “assicurare la conoscenza dei servizi resi, le caratteristiche quantitative e qualitative e le modalità di erogazione; prevenire fenomeni di corruzione e promuovere l’integrità; sottoporre al controllo diffuso ogni fase del ciclo di gestione della performance per consentirne il miglioramento”.
L’annuncio di SMART 2025, inoltre, non elimina l’effetto operativo. L’operazione di rete coinvolge i Comandi di Arcore, Biassono, Lissone, Seregno, Triuggio e Verano Brianza, ma senza rendere note nel dettaglio le vie presediate o la posizione dei posti di blocco. Sono state infatti comunicate solo le macro-aree interessate, come i principali assi viabilistici, le maggiori aree di aggregazione, la stazione e il centro cittadino.
C’è però chi critica la scelta. Annunciando i controlli, si dà tempo e modo ai trasgressori di sgomberare la zona, trasformando il provvedimento in una mossa mediatica in una città come Monza dove la percezione di insicurezza è in aumento. Da un lato si tratta di un messaggio politico e sociale con cui le istituzioni cercano di rassicurare i cittadini, ma dall’altro appare un modo con cui l’amministrazione cerca di mettersi in mostra.
Smart 2025 ripartirà comunque dai risultati dello scorso anno: a Monza nel 2024 erano stati impiegati 161 operatori, con quasi mille veicoli fermati, oltre 90 verbali elevati, 22 patenti ritirate e più di 600 alcoltest eseguiti, di cui 18 con esito positivo. A dicembre, un’ulteriore operazione ha coinvolto 53 agenti e portato al controllo di oltre 230 veicoli e più di 200 conducenti.


