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Atlante di Save the Children, l’autore è un giornalista di Usmate. Adolescenti tra intelligenza artificiale e solitudine

Adolescenti italiani sempre più soli e iperconnessi: i dati dell’Atlante 2025 di Save the Children. Focus su IA, benessere mentale e povertà.

Essere sempre più connessi ma sentirsi sempre più soli. È questo il paradosso fotografato dall’Atlante 2025 di Save the Children. Giunto ormai alla XVI edizione e intitolato “Senza Filtri”, accende i riflettori su un mondo giovanile, in equilibrio precario tra digitale e realtà. A firmare il volume il giornalista brianzolo Daniele Biella, originario di Usmate Velate, da anni impegnato sui temi dei diritti dei minori.

daniele biella giornalista arcoreDaniele Biella

La ricerca mostra un dato chiaro: le relazioni degli adolescenti oggi si sviluppano in un contesto sempre più “onlife”, tra amicizie solide e rischi legati alla rete. Oltre il 92% dei ragazzi e delle ragazze tra i 15 e i 19 anni utilizza strumenti di IA, e il 41,8% li ha usati per cercare aiuto quando si sentiva triste, solo o ansioso. Ma, nonostante la tecnologia sia percepita come una compagnia che “non giudica”, il benessere psicologico resta allarmante: solo il 49,6% dichiara di sentirsi bene, con un forte divario di genere (34% delle ragazze contro 66% dei ragazzi). Quasi uno su dieci si è isolato volontariamente per problemi psicologici, e il 12% ha fatto uso di psicofarmaci senza prescrizione.

Non aiutano i numeri degli adolescenti italiani, sempre più in calo. In Italia vivono poco più di 4 milioni di adolescenti (nel 1983 erano 6,5 milioni), un gruppo sempre più piccolo e più esposto alla povertà: oltre uno su quattro è a rischio esclusione sociale, con differenze marcate tra Nord (15%) e Mezzogiorno (42%).

Inoltre il digitale, pur rappresentando una risorsa, apre anche a nuove vulnerabilità: il 47% ha subito episodi di cyberbullismo, mentre ansia da connessione e iperutilizzo riguardano una quota crescente di ragazzi.
Anche le relazioni intime e sessualità passano online: il 30% ha praticato ghosting; il 37% dei 15-19enni visita siti porno per adulti (54,5% ragazzi, 19,1% ragazze); l’8,2% usa app di incontri.

Di fronte a questo quadro, Save the Children richiama l’urgenza di investire sul benessere mentale, sugli spazi di socialità e su politiche capaci di dare voce alle nuove generazioni. Programmi come “Punti Luce”, “Qui, un quartiere per crescere” e le iniziative del Movimento Giovani puntano proprio a ricucire legami e opportunità.

“L’Atlante fotografa le tante, diverse, adolescenze vissute in Italia da una generazione che è stata duramente segnata dall’emergenza Covid, in termini di uso problematico di internet e di rischi di isolamento, ma che oggi cerca con forza nuovi spazi di protagonismo” ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice del Polo Ricerche di Save the Children.