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Rifiuti speciali e pericolosi a Busnago, oltre 1.800 firme contro il progetto

In Commissione Ambiente discussa la richiesta di autorizzazione ai laboratori Resilico. La decisione passa ora alla Conferenza dei Servizi

Busnago. Sarà la Conferenza dei Servizi a stabilire il futuro del progetto presentato dalla società Resilico srl per l’apertura di laboratori sperimentali dedicati al trattamento di rifiuti speciali e pericolosi sul territorio comunale. La questione è stata al centro dell’audizione convocata dalla Commissione Ambiente del Consiglio regionale della Lombardia, presieduta da Alessandro Cantoni (Lombardia Ideale), nella giornata di martedì 1 ottobre.

Rifiuti speciali e pericolosi a Busnago: la petizione dei cittadini

Contro l’insediamento si sono schierati i gruppi consiliari “Insieme per Voi Busnago”, “Io scelgo Busnago”, “Progetto Busnago” e “Uniti per Busnago”, che hanno promosso una petizione popolare sottoscritta da 1.846 residenti. Al centro delle preoccupazioni c’è la situazione ambientale già critica del territorio, che – si legge nel testo della petizione – “subisce un gravoso carico inquinante derivante dalla concentrazione di attività industriali ad alto impatto ambientale”.

Cantoni: “Salute e ambiente al primo posto”

“Il tema trattato è di grande rilevanza – ha sottolineato il presidente Cantoni –. L’interesse di tutti va nella direzione della tutela della salute e dell’ambiente. L’incontro di oggi ci è servito per raccogliere dati necessari a una valutazione che tenga conto dei territori e di tutti i soggetti coinvolti”.

I dati tecnici presentati

Durante l’audizione, il direttore generale Ambiente e Clima Dario Fossati ha illustrato i dati preliminari dell’istruttoria, che ha escluso la necessità di una Valutazione d’impatto ambientale (VIA). Secondo le informazioni fornite, l’impianto avrebbe una capacità sotto la soglia massima di potenza (5 tonnellate al giorno) e non produrrebbe utili economici.

La sperimentazione riguarderebbe il processo di inertizzazione di polveri da abbattimento e ceneri industriali, con un volume di stoccaggio pari a 3 metri cubi. Le lavorazioni si svolgerebbero in un capannone già destinato ad attività produttive dal PGT.

Le emissioni previste – spiegano i tecnici – resterebbero entro i limiti stabiliti dalle BAT (Best Available Techniques): si parla di una ricaduta prudenziale di 0,01 microgrammi di polveri (0,03% su 8 ore di lavoro alla massima potenza). Classificate come “trascurabili” le emissioni di piombo e odori, così come l’impatto acustico e sul traffico, che comporterebbe un solo camion a settimana in orario diurno.

Prossimi passi

Per procedere sarà però necessario che la società integri la documentazione, come richiesto dalla Direzione generale Ambiente. Solo dopo si potrà arrivare alla valutazione formale da parte della Conferenza dei Servizi.

All’audizione hanno partecipato – in collegamento online – il sindaco di Busnago Danilo Quadri, il vicesindaco Alessandro Fumagalli, Valeriano Tremolada di “Insieme per Voi”, Silvia Brambilla di “Io scelgo Busnago”, Ercole Cagliero e Martino Visconti per “Progetto Busnago”. In presenza era invece presente Giancarlo Incerrano della lista “Uniti per Busnago”.
È intervenuto inoltre il consigliere regionale Jacopo Dozio (Forza Italia).