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Nuovo Accordo Preposti: tecnologie, emergenze e formazione su misura

L’Accordo Stato-Regioni sulla formazione dei Preposti crea cambiamenti su aspetti che rivoluzionano il modo in cui viene gestita la Sicurezza

L’Accordo Stato-Regioni del 2025 sulla formazione dei Preposti ha introdotto cambiamenti non solo sui tempi e sulle modalità dei corsi, ma anche su aspetti pratici che possono rivoluzionare il modo in cui la Sicurezza viene vissuta e gestita nelle imprese. Molte novità riguardano la gestione delle emergenze, l’utilizzo delle tecnologie in aula e online, il dialogo tra generazioni e la formazione personalizzata, temi spesso trascurati ma decisivi per rendere davvero efficace la prevenzione.

Ne parliamo con il Dott. Simone Di Marco di GDM S.R.L., che da tempo lavora con aziende di ogni settore nell’implementazione delle nuove regole.

Dott. Di Marco, come cambia la gestione delle emergenze con il nuovo Accordo?

«Uno degli aspetti innovativi dell’Accordo 2025 è aver dato più spazio alla formazione dei Preposti su come gestire le emergenze. Non basta conoscere la teoria: oggi i corsi prevedono simulazioni pratiche, scenari realistici e l’uso di nuove tecnologie come realtà virtuale o esercitazioni interattive in videoconferenza sincrona. Questo consente ai Preposti di “allenarsi” ad affrontare evacuazioni, incendi, o incidenti in modo molto più efficace e vicino alla realtà aziendale.»

Il nuovo Accordo favorisce l’uso delle tecnologie in formazione. Come si traduce nella pratica?

«Le tecnologie diventano parte integrante del percorso. Oggi possiamo proporre ai Preposti esercitazioni virtuali, test dinamici, simulazioni online che riproducono situazioni tipiche dei loro reparti o mansioni. Questo coinvolge di più i partecipanti, specialmente i più giovani, e rende la formazione meno teorica e più centrata su problemi concreti. L’importante è che tutto avvenga in modalità sincrona: il formatore segue ogni partecipante e può personalizzare le attività secondo le esigenze del gruppo.»

Quanto è importante oggi la valutazione dei bisogni formativi personalizzati?

«La personalizzazione è uno dei pilastri della nuova formazione. L’Accordo prevede che ogni percorso venga tarato sui rischi specifici e sul contesto di ogni azienda. Questo significa partire sempre da un’analisi dei bisogni reali, ascoltando Preposti e Lavoratori, e aggiornando i contenuti ogni volta che cambia un processo, arriva una nuova macchina o si modificano le procedure. Solo così la formazione resta davvero utile e non si trasforma in una routine poco efficace.»

Cosa cambia nel dialogo tra generazioni e nella trasmissione delle buone pratiche?

«L’aula, anche virtuale, diventa il luogo in cui Preposti di età e esperienze diverse si confrontano. Oggi la formazione include momenti di scambio tra “senior” e “junior”, simulazioni in gruppi misti, e lavori di squadra in cui le buone pratiche si trasmettono davvero. Questo non solo migliora la Sicurezza, ma aiuta a superare i gap comunicativi e a rafforzare lo spirito di squadra. Chi insegna qualcosa a un collega, alla fine, lo ricorda meglio anche per sé.»

Che opportunità ci sono per le aziende con più sedi o che operano in diverse regioni?

«Qui c’è una svolta importante: la videoconferenza sincrona permette di coinvolgere contemporaneamente Preposti di varie sedi, anche lontane tra loro, con programmi coerenti e qualità uniforme della formazione. È una grande occasione di risparmio sui tempi e di creazione di una cultura della Sicurezza condivisa tra tutti i reparti dell’azienda, indipendentemente dalla sede fisica. In più, la digitalizzazione aiuta a tenere traccia di tutto e a rispondere più rapidamente alle richieste degli organi di controllo.»

Ringraziamo il Dott. Simone Di Marco per averci illustrato queste novità meno note, ma strategiche, del nuovo Accordo 2025.

Oggi la Sicurezza si costruisce non solo rispettando le ore di lezione, ma sapendo unire tecnologie, esperienze reali e un’attenzione personalizzata ai bisogni di ciascuna azienda.
Solo così la formazione dei Preposti diventa davvero un investimento per il presente e una garanzia per il futuro di tutto il mondo del lavoro.