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Monza, in 2mila in corteo per dire “No a Pedemontana”

4 ottobre 2025 | 17:38
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Monza, in 2mila in corteo per dire “No a Pedemontana”

Dal centro di Monza un messaggio forte: “Pedemontana non la vogliamo”

Monza – 2mila persone secondo gli organizzatori hanno attraversato oggi pomeriggio il centro di Monza per dire “No a Pedemontana“. Un corteo colorato e rumoroso, organizzato dai comitati No Pedemontana, Comitato per la difesa del territorio, Suolo libero e No tratta D breve ferma ecomostro.

In piazza anche i sindaci del vimercatese, molti con la fascia tricolore, che hanno aderito alla manifestazione. Tanti gli slogan urlati durante il percorso. “Pedemontana non la vogliamo“, “Siamo in tanti, non ci arrendiamo, Pedemontana non la vogliamo”, “la compensazione non è la soluzione”, “trasporti pubblici, scuola e sanità: queste sono le priorità”, “l’alluvione a Meda ce lo ha insegnato: il suolo libero va salvato”

Il corteo è partito dai giardini della stazione e ha attraversato le vie del centro per concludersi di nuovo alla stazione. Tante le bandiere No Pedemontana, ma anche quelle della Palestina e dei partiti e associazioni che hanno aderito, da Legambiente a Boa a Greenpeace, da Partito comunista a Verdi e Sinistra.

“Non vogliamo fare la fine di BreBemi e Tem – spiega Giacomo Mosca del Comitato per la difesa del territorio – Queste autostrade sono semideserte e sono costate tanti soldi pubblici, le paghiamo una seconda volta con pedaggi salatissimi. Pedemontana non deve finire così. Fermiamo pedemontana: questi soldi vanno destinati al trasporto pubblico locale, alla sanità e alla scuola pubblica. In epoca di cambiamento climatico, l’ultima cosa che una politica lungimirante è prevedere altro cemento sulla provincia più cementificata d’Italia”.

“Sono tante le associazioni aderenti alla manifestazione – sottolinea Isotta Como di Suolo Libero – Siamo in tanti a fare questa battaglia contro Pedemontana che calpesta ambiente, fauna e diritti dei cittadini. Se la Milano Meda diventa a pagamento, si rinuncia anche alla fruizione di un’opera che finora è stata libera. Per noi è inconcepibile. Pedemontana è una delle autrostrade più care d’Europa. La Brianza viene calpestata, schiacciata, disboscata. Chi la percorrerà si riverserà nei centri urbani, intensificando ancora di più la congestione”.

“Fermare Pedemontana vuol dire iniziare a lavorare su un modello di sviluppo che mette al centro la salute, l’ambiente e la partecipazione democratica – dice Davide Biggi del comitato No Pedemontana- Questa è un’altra autostrada mangiasoldi che viene da un passato lontano. Fermarsi adesso, anche per le tratte B2 e C ,costerebbe molto meno di questo progetto insensato. Fermare non vuol dire compensare: i contribuenti pagheranno Pedemontana per realizzarla, per attraversarla, per mantenerla e per compensare il danno”.

 Presenti i sindaci del Vimercatese, assenti invece quelli delle città che si trovano sulle tratte C e B2. “Mi dispiace molto che il sindaco di Desio e gli altri sindaci dei comuni limitrofi non ci siano e non abbiano dato il patrocinio alla manifestazione” sottolinea Iaia Piumatti attivista e consigliera comunale desiana della lista Bene Comune.

Dal palco, sono intervenuti i sindaci di Vimercate e Agrate. “La numerosa presenza alla manifestazione è un messaggio importante – ha detto Francesco Cereda primo cittadino di Vimercate – Pedemontana fa parte di una visione di sviluppo e mobilità vecchia, che Regione Lombardia sta portando avanti da decenni. Una visione che privilegia la mobilità su asfalto e no su ferro. C’è bisogno di un cambio di paradigma: investire sui trasporti pubblici come il prolungamento della M5 a Monza, della M2 fino a Vimercate, delle linee ferroviarie della regione. La priorità non è più fare nuove strade, ma investire su altro. Deve cambiare la visione di sviluppo e di futuro”.

“Pedemontana è sbagliata, le alternative ci sono: sviluppare la tangenziale est, senza distruggere altro territorio. Realizzare le interconnessioni delle strade che già ci sono” ha detto Simone Sironi sindaco di Agrate Brianza. “Pedemontana è una follia anche sul piano economico- finanziario -ha ribadito Francesco Facciuto, consigliere provinciale di Monza e Brianza – Se Pedemontaan dovesse essere realizzata costituirà un danno, un debito ingentissimo per le future generazioni.