Attualità
|Meda, ruspe al lavoro per liberare il Tarò dai detriti post-alluvione
Un intervento necessario ma, secondo il geologo medese Gianni Del Pero, non risolutivo per evitare altre esondazioni
MEDA – Proseguono senza sosta i lavori di rimozione delle macerie degli argini crollati del fiume Tarò durante l’alluvione del 22 settembre 2025. L’intervento, avviato lo scorso 13 aprile dall’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO ), era molto atteso dall’Amministrazione Comunale di Meda. Il sindaco Luca Santambrogio aveva spiegato a MBNews : “Finalmente l’ente comprende che serve un intervento urgente”.
Le ruspe stanno rimuovendo le porzioni di cemento armato distrutte dalla piena del Tarò: un’operazione indispensabile ma non risolutiva, come sottolinea il geologo medese ed ex presidente del WWF Lombardia, Gianni Del Pero: “Stiamo riparando i danni, non affrontando le cause. Il Tarò oggi è un sistema fragile, trascurato e senza un piano di manutenzione continua”.

La ricostruzione degli argini del Tarò non sarà risolutiva
Gli argini di cemento armato crollati hanno amplificato la potenza dell’esondazione del 22 settembre:
“Le macerie in alveo hanno ridotto la sezione di deflusso e, di conseguenza, innalzato il livello del Tarò, che è rigurgitato più rapidamente all’altezza dei ponti di Via Luigi Rho e Via Valseriana. Situazione simile al tombotto di Largo Europa (ex Villa Baserga). A ciò si sono sommate le intense piogge nel Canturino (50 mm in meno di due ore), che i terreni già saturi non hanno potuto assorbire, portando l’acqua al Tarò più velocemente”, spiega Del Pero.

Secondo l’esperto, ricostruire gli argini così come erano non basterà a proteggere Meda da future esondazioni: “AIPO ricostruirà gli argini così com’erano, ma per prevenire altri eventi servirebbe innalzarli di almeno 50 centimetri, specie lungo la sponda sinistra da Via Valseriana a Via Luigi Rho, e ampliare la sezione sotto i ponti per favorire il deflusso dell’acqua. La priorità ora è rimuovere le tre ‘dighe’ formatesi lungo il corso del Tarò a seguito dei crolli: in Via Como poco prima del ponte di Via Luigi Rho, in Largo Europa-Via Mazzini e in Via dei Cipressi. Questi crolli hanno innalzato il fondo del torrente: anche piogge moderate possono farlo esondare nuovamente”.


