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Mario Boselli a Monza: interclub Rotary con lo sguardo puntato sulla Cina
A destra Mario Boselli a sinistra Giulio Fumagalli

Boselli (Ex-CNMI): “Così abbiamo difeso il Made in Italy tra Parigi e Pechino”

Il Cavalier Mario Boselli, storica figura della moda italiana e attuale Presidente dell’Italy China Council Foundation (ICCF), è stato ieri l’ospite d’onore dello Sporting Club di Monza, in un incontro organizzato dai sette Rotary Club di Monza e Brianza e dal Rotaract Club Monza. Una cena che ha anche avuto lo scopo di raccogliere fondi per la lotta contro la polio, una campagna “End Polio Now” da sempre al centro dell’impegno dei club di servizio.

Alla serata erano presenti i presidenti dei club. Per il Rotary Club Monza est, Giulio Fumagalli Romario, per il Rotary di Club Monza, Roberto Antonietti, per il Rotary club Monza Brianza, Massimo Combi, per il Rotary dei Club Monza Ovest, Michela Migliazza, per il Rotary club Monza Villa Reale, Marcello Fossati, per Rotary, Club Monza Nord e Lissone, il vicepresidente Barbara Zapparoli, per il Rotaract Club Monza, Luca Sanvito.

Al centro del dibattito, il suo lungo mandato alla guida della Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI), dal 1999 al 2015, un periodo cruciale per il posizionamento internazionale del settore. Boselli ha risposto a una serie di domande focalizzandosi sul complesso equilibrio tra la tutela degli interessi nazionali e l’apertura ai mercati globali, con particolare riferimento ai rapporti con la Francia e la Cina.

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La Mossa Francese del 2000. L’ex Presidente CNMI ha sottolineato l’importanza strategica dell’accordo siglato con la Francia il 20 giugno 2000, un patto che all’epoca generò non poche polemiche.
“L’accordo con Parigi fu inizialmente contestato, ma si rivelò un passo fondamentale,” ha spiegato Boselli. L’obiettivo era ridefinire le regole del gioco in un contesto europeo sempre più interconnesso, proteggendo il know-how e la filiera italiana. L’asse Parigi-Milano era la risposta a quello di New York-Londra. Secondo Boselli, la linea d’azione della Camera della Moda fu sempre quella di “difendere il difendibile e non l’indifendibile”, concentrando gli sforzi sulla qualità, sull’innovazione e sulla tutela dei marchi.

L’Accordo con la Cina del 2011. Boselli ha poi spostato l’attenzione sul mercato asiatico, ben oltre 150 viaggi al suo attivo, evidenziando il valore dell’accordo con la Cina del 27 marzo 2011. In un’epoca di crescente delocalizzazione e pressione competitiva, questo patto mirava a stabilire un dialogo strutturato per la tutela della proprietà intellettuale e per l’accesso delle imprese italiane al colosso cinese. “Di fronte a un’espansione inarrestabile, la nostra priorità era proteggere il calendario internazionale della Milano Fashion Week e i nostri marchi, garantendo che l’eccellenza italiana non venisse svilita,” ha affermato l’ex presidente. L’accordo, pur tra iniziali resistenze, ha consentito di creare un ponte essenziale per le aziende di alta gamma, stabilendo una cornice di regole che ha portato benefici concreti all’intero settore tessile e moda italiano.

Il Ruolo della Camera: Difendere il “Difendibile”. Il filo conduttore dell’intervento di Boselli è stato il ruolo proattivo e, a tratti, politico della CNMI sotto la sua guida. La difesa degli interessi nostrani non è passata per chiusure nazionalistiche, ma per una strategia mirata: tutela dei Marchi, massima attenzione alla lotta alla contraffazione e alla difesa del made in Italy autentico; calendario Internazionale: mantenere il primato e l’attrattività di Milano, lavorando per coordinare e non subire le dinamiche delle altre capitali della moda; focus sulla qualità: evitare di difendere produzioni di basso livello, concentrando invece gli sforzi sulle filiere di eccellenza, dal tessile al prodotto finito.

Le parole di Boselli risuonano come un monito per l’attuale dirigenza e per l’intera imprenditoria: solo con una strategia lucida e aperta, capace di distinguere tra valore e volume, il sistema moda italiano potrà continuare a esercitare la sua influenza sui mercati globali.