“Democrazia al Lavoro”, anche la Cgil Monza e Brianza a Roma il 25 ottobre!
Dal nostro territorio si sta organizzando una folta delegazione per scendere in piazza contro le misure della prossima Manovra finanziaria. Per il sindacato tra le priorità ci sono il no al riarmo, il rinnovo dei contratti e la rivalutazione delle pensioni.
Monza. La Legge di Bilancio 2026 sta iniziando in questi giorni il suo percorso in Parlamento. La direzione verso la quale si indirizzano le misure principali individuate dal Governo Meloni occupano le prime pagine dei giornali e sono oggetto di acceso dibattito. In prima fila, tra coloro che hanno deciso di scendere in campo per esprimere il proprio dissenso nei confronti di una Manovra finanziaria da poco più di 18 miliardi di euro, c’è la Cgil. Il più grande sindacato italiano confederale ha organizzato per il 25 ottobre a Roma “Democrazia al lavoro”, una manifestazione che partirà alle 13.30 da piazza della Repubblica e si concluderà in piazza San Giovanni in Laterano.
A Roma ci sarà anche una folta delegazione della Cgil Monza e Brianza che in questi giorni sta facendo volantinaggio davanti agli istituti scolastici e in alcuni dei principali luoghi di ritrovo di Monza per spiegare le ragioni della manifestazione del 25 ottobre. Dallo stop al riarmo al rinnovo dei contratti nazionali di lavoro pubblici e privati e al salario minimo, dalla rivalutazione delle pensioni con estensione della quattordicesima a politiche industriali e del terziario per contrastare le delocalizzazioni e creare nuovo lavoro, sono queste alcune delle priorità che la Cgil ha individuato per la pace e lo sviluppo sostenibile.

I DETTAGLI
Le tematiche che “Democrazia al lavoro” porterà in piazza a Roma il prossimo 25 ottobre sono profondamente interconnesse tra loro. Le guerre a cui, secondo il sindacato, è necessario dire stop sono sia quelle con le armi, come tra Ucraina e Russia e almeno in altri 50 contesti nel mondo, sia quelle commerciali che i dazi del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, hanno avviato in questi ultimi mesi. Entrambe le tipologie di conflitto, infatti, mettono a rischio export, lavoro, sicurezza energetica, aumentano povertà lavorativa, precarietà, lavoro nero e sommerso, che in Italia colpiscono oltre 6 milioni di lavoratrici e lavoratori e tolgono risorse economiche a settori strategici quali sanità, istruzione, non autosufficienza, politiche abitative e sociali.
Le prospettive, se si continua in questa direzione, sono quantomeno preoccupanti. Il piano di riarmo dell’Unione europea e l’impegno assunto dal nostro Paese in sede Nato per portare la spesa militare al 5% del Pil entro 10 anni equivalgono per l’Italia a passare da 45 miliardi nel 2025 a oltre 146 miliardi annui nel 2035. Cifre imponenti che ricadranno negativamente su lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, già penalizzati negli ultimi anni da un’inflazione non recuperata e dal drenaggio fiscale. Partendo da queste premesse, la Cgil invita più persone possibile a partecipare alla mobilitazione del 25 ottobre per dire al Governo Meloni di imboccare una strada diversa rispetto a quella che si sta delineando con la Legge di Bilancio 2026.

LA SITUAZIONE
Dal punto di vista economico e sociale Monza e la Brianza non sono naturalmente esenti da una fragilità trasversale che la Cgil cerca di contrastare nella sua lotta quotidiana per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, pensionati e pensionate. “Il 25 ottobre andiamo a Roma a manifestare per quelle che per noi sono le vere priorità del Paese” afferma Raimondo Riggio, operaio e delegato della Fiom Cgil alla Candy di Brugherio, che in questi mesi sta attraversando una difficile ristrutturazione per trasformarsi entro il 2026 da storica fabbrica di lavatrici brianzola in hub logistico europeo degli elettrodomestici Haier.
“Il Governo Meloni vuole convincere i cittadini che c’è un rischio sicurezza così da poter destinare il 25% di tutte le risorse disponibili nella difesa e quindi nel riarmo – continua Riggio – noi siamo per la pace, mentre la sicurezza di cui hanno bisogno le persone è quella di poter avere un lavoro dignitoso con un salario che permetta di crescere i propri figli e poterli mandare a scuola, la sicurezza di tornare a casa vivi dopo una giornata di lavoro perché anche nel nostro territorio purtroppo si continua a morire e, dove non c’è il sindacato, la sicurezza a volte non esiste per niente”.
Maria Rosa Saini, volontaria dello Spi Cgil Monza e Brianza
Monza e la Brianza stanno attraversando una serie di crisi aziendali che mettono in discussione molti posti di lavoro. Non solo la Candy, ma anche la Peg Perego di Arcore, la Staublidi Carate e la STMicroelectronics di Agrate Brianza. “Basta precariato, i numeri che abbiamo sugli occupati a tempo indeterminato sono diversi da quelli che raccontano – afferma il delegato della Fiom Cgil – crescono solo perché sono sempre di più le persone che scelgono di rimanere nel mondo del lavoro a causa delle pensioni sempre più povere“.
I PENSIONATI
Tra le categorie che più rischiano di pagare le scelte annunciate nella prossima Manovra finanziaria ci sono appunto i pensionati e le pensionate. Su questo fronte la proposta che la Cgil porterà in piazza il prossimo 25 ottobre con “Democrazia al Lavoro” prevede, tra le altre cose, di superare la legge Fornero, congelare l’aumento automatico di tre mesi dell’età pensionabile previsto dal 2027, parificare le condizioni di accesso al TFR/TFS e introdurre una pensiona contributiva di garanzia per giovani, precari e discontinui.
“L’inflazione ha ridotto il potere d’acquisto anche dei pensionati e delle pensionate e la riduzione dell’aliquota Irpef prevista nella Manovra del Governo Meloni non va alle fasce che stanno già pagando di più – afferma Maria Rosa Saini, volontaria dello Spi Cgil Monza e Brianza – il 73% dei lavoratori e dei pensionati non arriva a 30mila euro annui, quindi non avrà alcun beneficio e non potrà recuperare il fiscal drag”.

Tra le spese maggiori a cui far fronte ci sono anche quelle per le visite mediche. Il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, rischia di essere messo sempre più in discussione nella realtà quotidiana. E non solo dei pensionati. “I nuovi dati della Fondazione GIMBEsono allarmanti sia a livello nazionale sia in Lombardia – continua Saini – il nostro Paese è secondo in Europa per numero di medici, ma ultimo per infermieri. Il risultato è che un italiano su dieci rinuncia alle prestazioni del Sistema Sanitario e le famiglie hanno ben 41 miliardi di spesa sanitaria a carico”.
“Inoltre in Lombardia nel periodo gennaio-giugno di quest’anno il 40% delle prestazioni non sono state eseguite e su un totale di 17 milioni di esami e visite prescritte ne sono state effettuate appena un terzo – conclude la volontaria dello Spi Cgil Monza e Brianza – le altre non sono ancora state erogate o, peggio, sono scadute. Anche per questo chiediamo a tutti e tutte di venire con noi a Roma alla manifestazione del 25 ottobre”.


