L'EVENTO
|Cgil Monza e Brianza e Anpi alla Marcia della Pace Perugia-Assisi, ora la manifestazione del 25 ottobre
All’evento, che ha avuto una partecipazione incredibilmente numerosa, era presente anche una delegazione di 140 persone proveniente dal nostro territorio. Il messaggio di giustizia sociale e sviluppo sostenibile proseguirà con la mobilitazione nazionale a Roma.
La pace non è un obiettivo che arriva da solo. E non basta che tutti, almeno a parole, vogliano raggiungerlo. La pace va costruita giorno per giorno nelle azioni quotidiane di ognuno di noi e nelle scelte di chi ha responsabilità di governo a tutti i livelli. Si tratta, insomma, di un cammino da fare tutti nella stessa direzione con costanza e senza tentennamenti. Anche per questo decidere di partecipare alla Marcia della Pace Perugia-Assisi, 24 chilometri che collegano il capoluogo umbro con la città di San Francesco, non è un esercizio retorico senza effetti concreti. È, invece, un potente messaggio, simbolico e non solo, che il 12 ottobre hanno deciso di dare, secondo i numeri forniti dagli organizzatori della Marcia della Pace, oltre 200mila persone.
Tra queste anche una delegazione di 140 persone partita da Monza e dalla Brianza in pullman e alcune auto, organizzata dalla Cgil insieme ad Anpi e Cisl. Un numero che rappresenta oltre il triplo dei partecipanti provenienti dal nostro territorio rispetto all’ultima Marcia della Pace Perugia Assisi, che nel maggio del 2023 ha celebrato la sua 27esima edizione.
IL SIGNIFICATO
Quest’anno l’evento, ormai diventato un appuntamento tradizionale che ha superato di gran lunga i confini del movimento pacifista da quando è nato nel 1961 dall’idea del filosofo e poeta Aldo Capitini, ha illuminato una splendida giornata di sole di inizio autunno. Ben prima della partenza, prevista alle ore 9 dai Giardini del Frontone, erano migliaia le persone in attesa di mettersi in cammino verso Assisi, alcuni perfino a piedi scalzi. In tanti sono arrivati anche in bicicletta dopo giorni di pedalate. Un fiume colorato, fatto di associazioni, enti locali, scuole, atenei e soprattutto comuni cittadini e unito dallo slogan “Imagine all the people” scelto per questa edizione della Marcia della Pace, ha poi cominciato a muoversi in maniera compatta.
L’effetto visivo e acustico, tra bandiere, striscioni e canti, è stato quello di un popolo pronto a lottare per la giustizia sociale, la fratellanza e l’uguaglianza, armato soltanto della forza di idee chiare. Su tutte quella dell’inutilità di ogni guerra, ce ne sono circa 60 nel mondo che coinvolgono quasi 100 Paesi. Un motivo insomma per il quale manifestare non soltanto a sostegno della popolazione civile della Palestina e di Gaza, che a questa edizione della Marcia Perugia-Assisi ha raccolto l’attenzione principale visti anche gli ultimi sviluppi dell’accordo tra Israele e Hamas, ma di tutti coloro che soffrono la fame, la povertà e l’indifferenza di chi preferisce girarsi dall’altra parte.
Una parte della delegazione della Cgil Monza e Brianza
Le testimonianze del sindaco di Betlemme, Maher Canawati, la presenza del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini e di alcuni politici nazionali, tra i quali la segreteria del Partito Democratico, Elly Schlein e il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, hanno provato a rafforzare una richiesta che merita di essere ascoltata seriamente e di trovare posto sui tavoli dove si prendono le decisioni che contano. Anche perché se a muoversi sono pure tanti giovani, come accaduto alla Marcia della Pace Perugia-Assisi, non si può far finta di niente.
IL COMMENTO
“La marcia Perugia Assisi quest’anno ha avuto numeri di partecipazione straordinari e il corteo era talmente grande da non avere un inizio né una fine – afferma Matteo Moretti, Segretario organizzativo della Cgil Monza e Brianza – in questi mesi la mobilitazione per la pace ha avuto un’intensificazione fortissima mossa da un’indignazione sempre più ampia per l’iniziativa del Governo di Israele che sta compiendo il genocidio del popolo palestinese nel silenzio e nella complicità dei governi occidentali”.
“Questa situazione, in particolare grazie all’iniziativa umanitaria e politica della global sumud flotilla ha fatto crescere esponenzialmente la partecipazione portando in piazza milioni di persone negli scioperi e nelle manifestazioni con un protagonismo dei giovani presenti in massa nelle piazze sia in maniera spontanea che organizzata dalla Cgil e dai sindacati di base – continua Moretti – queste ragazze e ragazzi chiedono la pace e si impegnano per un popolo lontano, ma rivendicano anche qui e ora un futuro sostenibile, una scuola aperta a tutti a prescindere dal reddito e dalla condizione sociale, un mondo del lavoro senza precarietà che non li costringa ad andare all’estero”.
Tania Goldonetto
LA PARTECIPAZIONE
La pace non può che andare di passo alla giustizia sociale e alla dignità del lavoro. Un concetto che, quindi, è molto più ampio della fine dei conflitti armati nel mondo e delle terribili barbarie di ogni guerra. “La Marcia Perugia–Assisi ci ricorda che la pace non è un sogno astratto, ma un progetto concreto, che si costruisce passo dopo passo – spiega Tania Goldonetto, Segretaria della Cgil di Monza e Brianza – abbiamo camminato insieme a centinaia di donne e uomini provenienti da ogni parte d’Italia, portando con noi le bandiere, ma soprattutto i valori che da sempre animano la Cgil: la difesa della persona, la solidarietà, la cura reciproca e la lotta contro ogni forma di sfruttamento e disuguaglianza”.
“La fatica del cammino si è trasformata in energia collettiva, in speranza concreta, in voglia di continuare a lottare, ogni giorno, nei luoghi di lavoro e nella società, per un mondo più giusto“. Alla Marcia Perugia Assisi c’era anche un gruppo proveniente da Besana Brianza. “Abbiamo partecipato perché succede che un giorno qualsiasi, mentre stai andando a scuola, al lavoro, a fare la spesa, ti rendi conto che in realtà nel mondo, quello scomodo, c’è una marea di gente che soffre – racconta una ragazza presente alla Marcia Perugia Assisi – purtroppo la storia dei nostri paesi continua ad essere scritta da persone che pensano di risolvere l’odio con l’odio, la guerra con la violenza. Non è l’eroe solitario a fare la differenza: cambiare il mondo non deve sembrare il sogno utopistico di pochi esaltati, deve essere l’obiettivo quotidiano di tutti”.
LE PROSPETTIVE
Nelle intenzioni degli organizzatori e dei partecipanti all’evento che dal 1961 si svolge in Umbria, tendenzialmente con cadenza biennale, i 24 chilometri della marcia non sono certamente terminati il 12 ottobre. Idealmente continueranno fino a quando ci sarà da lottare ancora per una società più equa in cui la consapevolezza dell’essere tutti umani sia davvero superiore ai motivi di divisione e contrasto.
Un percorso lungo e difficoltoso che inevitabilmente dovrà avere diverse tappe anche in ambiti all’apparenza molto lontani tra loro. In quest’ottica la mobilitazione nazionale promossa dalla Cgil e dalle associazioni Via Maestra per sabato 25 ottobre a Roma, intitolata “Democrazia al lavoro”, è qualcosa di più della volontà di dire la propria sulle priorità per la prossima Legge di bilancio. Dall’aumento dei salari e delle pensioni ad una vera riforma fiscale, dal no al riarmo ad un modello di sviluppo sostenibile.
“La partecipazione delle persone è la benzina per il motore della democrazia e la nostra iniziativa in questi giorni si sta concentrando in assemblee nei luoghi di lavoro e volantinaggi presso stazioni, mercati, ospedali, scuole superiori per promuovere la partecipazione alla grande manifestazione nazionale di sabato 25 ottobre” spiega Moretti. “Torneremo nelle piazze per chiedere, ancora una volta, salari adeguati, riforma delle pensioni, un fisco equo ma, da quella piazza, continueremo a chiedere di fermare ogni guerra” conclude Goldonetto.





