Carate Brianza inaugura la mostra “L’ultimo Tiziano. Venere che benda Amore”
Venere che benda Amore, una delle ultime grandi opere realizzate dal genio creativo di Tiziano sarà esposta fino al 1° dicembre 2025, a Carate, all’interno di Villa Cusani Confalonieri e potrà essere visitata tutti i giorni gratuitamente dalle ore 9 alle 19.
Carate Brianza. Il parquet tace, le pareti assorbono il respiro. Al centro, un rettangolo di pittura piega la luce: è la Venere di Tiziano, giunta a Villa Cusani Confalonieri dal Cinquecento, che con un solo gesto, la benda che cala sugli occhi del dio Amore, fa vibrare la profondità del colore e la cifra di una pittura che ha ormai percorso tutta la sua maturità. Inaugurata a Carate Brianza, nel pomeriggio di lunedì 20 ottobre alla presenza di autorità e numerosi visitatori, la mostra “L’ultimo Tiziano. Venere che benda Amore“, incentrata su una delle ultime opere realizzate dal maestro veneziano.
L’arrivo dalla Galleria Borghese di Roma dell’opera segna un passaggio importante per il progetto espositivo brianzolo. Dopo la mostra di Marco d’Oggiono nel 2023 e il Narciso di Caravaggio, nel 2024, a Merate, il progetto La Grande Arte in Brianza, promosso dalla Fondazione Costruiamo il Futuro con Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, Galleria Borghese, Comune di Carate e il main partner Edison, compie un ulteriore salto di qualità portando sul territorio il “Principe dei pittori”, uno dei quattro giganti della storia dell’arte assieme a Leonardo, Michelangelo e Raffaello. L’opera sarà visitabile gratuitamente ogni giorno, dalle 9 alle 19, fino al 1° dicembre.

“Quest’anno abbiamo progettato un vero e proprio percorso di formazione per avvicinare il pubblico a Venezia e all’ultimo Tiziano – ha spiegato Giovanni Morale, curatore della mostra. “Un video introduttivo racconta gli ultimi anni del pittore, ormai novantenne, che dipingeva con le dita, immerso in una città devastata dalla peste del 1576. Un uomo che, nonostante la perdita della famiglia, continuava a creare capolavori come la Pietà, la sua ultima opera, simbolo di una Venezia che stava per tramontare. Tiziano è stato venerato come un genio per cinque secoli ininterrottamente. Se Caravaggio è stato riscoperto nel Novecento grazie all’intuizione di Roberto Longhi e Anna Banti, Tiziano è stato un monumento vivente, un “mostro sacro” che ha infuso la sua genialità e la sua visione della sensualità in opere d’eccezione”.

“Il nostro allestimento accompagna il visitatore in un viaggio sensoriale: attraverso luci e spazi progettati per avvolgere, si entra in sintonia con l’opera, come se si fosse parte di essa. Guardando la Venere che benda Amore, non solo osserviamo un dipinto, ma riviviamo un’epoca, un amore, una grande arte che, pur declinante, continua a parlare al presente”.
All’inaugurazione della mostra, oltre a numerosi visitatori, anche il sottosegretario del Ministero della Cultura Gianmarco Mazzi, il curatore della mostra e vice direttore delle Gallerie d’Italia Giovanni Morale, il sindaco di Carate Brianza Luca Veggian, Maurizio Lupi, presidende della fondazione Costruiamo il Futuro, il sottosegretario al Ministero dell’Istruzione Paola Frassinetti, il responsabile dell’allestimento Dario Curatolo e Barbara Terenghi vice president Sustainability and CEO Office Director di Edison.

“Con il progetto La Grande Arte in Brianza, giunto alla terza edizione, il territorio conferma la propria capacità di accogliere iniziative di grande valore – il commento di Gianmarco Mazzi. “E questo è anche merito della forte intuizione del presidente Lupi e della Fondazione Costruiamo il Futuro: portare l’arte oltre e al di là dei circuiti consueti. La cultura è tra i principali fattori che determinano la qualità della vita dei cittadini, e progetti come questo valorizzano l’Italia tutta e avvicinano le nuove generazioni all’arte. In questa direzione si inserisce anche il recente intervento del Ministero, che ha ridotto l’IVA sul commercio delle opere d’arte dal 22% al 5%, l’aliquota più bassa d’Europa. Oggi abbiamo l’occasione di perderci nella Venere che benda Amore, un capolavoro assoluto: offrire a tutti la possibilità di accedere a una tale bellezza è un esempio perfetto di ciò che, al Ministero della Cultura, intendiamo per cultura: accessibile, popolare, condivisa, diffusa. Perché la cultura o è diffusa o non è; o è per tutti o non è”.

“Vogliamo fare in modo che la grande arte torni a incontrare il territorio, le comunità, le vie in cui le persone crescono, si educano, si formano – le parole di Lupi. “È lì che nasce la cultura. Il fatto che la Galleria Borghese decida di prestare un capolavoro come la Venere che benda Amore significa rimettere al centro l’idea che la cultura è una grande scommessa sul futuro. Quest’anno, a Carate Brianza, La Grande Arte in Brianza compie un salto ulteriore: ospitiamo Tiziano, un vertice assoluto della pittura. Dopo i 45 mila visitatori registrati lo scorso anno a Merate, sono convinto che anche questa edizione sarà un successo e saprà avvicinare ancora più persone alla bellezza”.





