Brianza per il Cuore fa il “bis”: donato un nuovo ecocardiografo per il reparto pediatrico del San Gerardo
Lo strumento, all’avanguardia, permetterà ai medici del San Gerardo di effettuare diagnosi e controlli grazie ad avanzate ricostruzioni in 3D e a un software basato sull’intelliganza artificiale.
Monza. Uno strumento all’avanguardia che permetterà ai medici del San Gerardo di effettuare diagnosi e controlli grazie ad avanzate ricostruzioni in 3D e un software basato sull’intelliganza artificiale. Ad un anno di distanza, l’associazione “Brianza per il Cuore “, onlus nata nel 1995 per promuovere e coordinare iniziative sociali e sanitarie rivolte a prevenire e combattere le malattie cardiovascolari, ha donato un secondo ecocardiografo alla Diagnostica Cardiologica Ambulatoriale e Cardiologia Pediatrica, diretta dal dott. Giuseppe Trocino, struttura Dipartimentale del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare diretto dalla dott.ssa Maddalena Lettino.
Insieme all’ecocardiografo, che permetterà esami più accurati e veloci per tutti i pazienti pediatrici che ne avranno bisogno, è stata donata anche una sonda che, per la prima volta all’ospedale San Gerardo, consentirà di eseguire ecocardiografie transesofagee. La donazione del nuovo ecocardiografo si inserisce in un progetto più ampio di riorganizzazione della Cardiologia pediatrica: un percorso che punta ad ampliare gli spazi dedicati, aggiornare le dotazioni tecnologiche e aumentare il personale così da offrire risposte sempre più efficaci a una realtà clinica in costante crescita e di crescente complessità: solo l’anno scorso al San Gerardo sono state tra le 2000 e le 2500 le prestazioni erogate per quando riguarda la cardiologia pediatrica e ambulatoriale.
Il dott. Giuseppe Trocino insieme alla dott.ssa Maddalena Lettino con il nuovo ecocardiografo
“Siamo orgogliosi di annunciare un nuovo e importante traguardo raggiunto grazie alla raccolta fondi avviata oltre un anno fa, in occasione del trentesimo anniversario di Brianza per il Cuore – le parole della presidente Laura Colombo. “Dopo la donazione del primo ecocardiografo alla Palazzina Maria Letizia Verga, quest’anno siamo riusciti ad aggiungere un’ulteriore apparecchiatura di ultima generazione, completa di sonda dedicata, che troverà presto spazio nei nuovi ambienti della Cardiologia pediatrica. Grazie a questa tecnologia sarà possibile garantire diagnosi più rapide e accurate per i piccoli pazienti. Per noi contano tre aspetti fondamentali: offrire la migliore accoglienza alle famiglie, investire in strumenti e ambienti sempre più moderni, e sostenere la ricerca”.

“L’ospedale San Gerardo si è sempre caratterizzato per una particolare attenzione alle patologie della sfera pediatrica con ambiti di vera e propria eccellenza, come ad esempio l’Ematologia Pediatrica e le Malattie Rare – ha spiegato Lettino. “La trasformazione da ASST Monza in Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, IRCCS nella disciplina di Pediatria, è stato un ulteriore fondamentale stimolo a promuovere ulteriormente la cura delle malattie in ambito pediatrico con particolare attenzione alla complessità di tali patologie. Questo ha necessariamente richiesto che venisse strutturata e fortemente implementata l’integrazione con tutte le altre specialità presenti presso l’Ospedale San Gerardo”.
La valutazione cardiologica, oggi, non può prescindere dall’ecocardiogramma colorDoppler: un’indagine non invasiva che utilizza ultrasuoni per visualizzare simultaneamente la struttura anatomica del cuore e la dinamica dei flussi sanguigni al suo interno. In pratica, permette di “vedere” come si è formato il cuore, valutarne le dimensioni, le pareti, le valvole, e al tempo stesso studiare il movimento del sangue in tempo reale.
In ambito pediatrico, l’ecocardiogramma colorDoppler è considerato il gold standard tra gli esami strumentali: ciò grazie alla sua sicurezza (assenza totale di radiazioni), alla non invasività, all’assenza di controindicazioni e all’elevata fattibilità anche nei pazienti più piccoli. I bambini offrono un vantaggio diagnostico ulteriore: la scarsa distanza tra la sonda e la struttura cardiaca e il ridotto spessore dei tegumenti migliorano la qualità dell’immagine, rendendo più agevole la lettura del quadro morfologico e funzionale (come spesso sottolineato nelle linee guida pediatriche).


