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A Monza il centro dove vittime e autori di reato si parlano

Quando il reato incontra la parola: Monza investe 224mila euro per un nuovo modello di giustizia

MONZA – Non solo tribunali e sentenze. A Monza nasce un luogo dove la parola, il confronto e la responsabilità personale diventano strumenti di giustizia. Con un investimento di 224.000 euro annui, la Giunta comunale ha approvato l’istituzione del Centro per la Giustizia Riparativa, che troverà sede in via D’Annunzio 35, nel cuore del quartiere San Rocco.

Un passo storico che pone Monza al centro del distretto della Corte d’Appello di Milano, in attuazione della Riforma Cartabia e del protocollo siglato con il Ministero della Giustizia.

Un nuovo modello di giustizia

Il Centro offrirà programmi di dialogo tra autori dell’offesa, vittime e comunità, con l’obiettivo di trasformare conflitti e ferite in occasioni di responsabilità e riconciliazione. Non a caso, la scelta di Monza non è casuale: già dal 2019 la città aveva avviato un ufficio sperimentale, diventando pioniera sul fronte della giustizia riparativa.
Ora quel percorso viene riconosciuto a livello istituzionale: sei mediatori specializzati, iscritti all’elenco nazionale del Ministero, lavoreranno a tempo pieno, affiancati – quando necessario – da interpreti per garantire accesso equo e senza barriere linguistiche.

Non si tratta solo di faccia a faccia tra vittime e autori del reato. Tra i programmi previsti ci sono: mediazioni vis à vis, per affrontare direttamente il peso del danno subito e cercare una riparazione concreta. Mediazioni “indirette”, che mettono a confronto persone coinvolte in reati diversi, ma accomunate dal bisogno di comprensione e riscatto. Dialoghi riparativi di gruppo, pensati per affrontare l’impatto collettivo di un reato e progettare insieme azioni di ricomposizione sociale.

Il finanziamento ministeriale di oltre 200mila euro garantirà la copertura delle spese e il funzionamento di un servizio gratuito, volontario e riservato. Non solo per chi ha commesso un reato e per chi lo ha subito, ma anche per i familiari e per la comunità.

“Con questo Centro – dichiara l’Assessore al Welfare e Salute, Egidio Riva – Monza si pone all’avanguardia nell’attuazione della Riforma Cartabia. Non si tratta solo di un adempimento normativo, ma di una scelta politica che investe sulla coesione sociale e sulla dignità delle persone. La giustizia riparativa significa riconoscere i diritti delle vittime, accompagnare chi ha sbagliato verso la responsabilità e restituire valore ai legami comunitari”.