il monito
|Tutti in cerca di castagne: “Ma i boschi del Parco di Montevecchia non sono un supermercato”
Autunno, dunque, sì: ma con rispetto. Altrimenti, a forza di questa “corsa alle castagne”, rischiamo di perderne il vero senso – e forse anche i boschi stessi.
Con l’arrivo dell’autunno, il Parco di Montevecchia e della Valle del Curone torna a popolarsi di orde di visitatori armati di sacchetti, guanti e bastoni. L’obiettivo? Fare incetta di castagne, come se i boschi fossero un grande self-service gratuito.
Peccato che non sia così. I boschi, pur essendo dentro i confini del Parco, sono proprietà privata e i frutti appartengono ai legittimi proprietari. Nonostante ciò, ogni anno assistiamo allo stesso copione: auto parcheggiate ovunque – nei prati, ai bordi dei campi, perfino davanti ai recinti destinati al pascolo – traffico paralizzato, vie congestionate, e un via vai che di “rispetto per la natura” ha ben poco.
“Il congestionamento del traffico e la carenza di posti per la sosta della auto può essere causa di forte disagio anche per i visitatori: ricordiamo che la sosta nei prati, nei boschi e nelle aree agricole, anche a bordo strada, è vietata. Per evitare situazioni spiacevoli può quindi essere utile condividere alcune considerazioni. Innanzitutto ricordiamo che i boschi, anche se nel Parco, sono aree di proprietà privata: i frutti, sia sugli alberi che caduti al suolo, appartengono quindi al proprietario del bosco. Inoltre nei boschi del Parco, pur essendo i castagni diffusi, solo in limitate zone producono frutti interessanti per la raccolta. Si può quindi comprendere come i boschi del Parco non siano luoghi ideali per la raccolta delle castagne, nonostante la nomea erroneamente diffusa da alcuni siti e riviste” comunicano dal Parco.
Il risultato? Oltre al danno ambientale, un enorme disagio anche per i residenti, costretti a convivere con il caos del fine settimana. E ai visitatori, più che un’esperienza rilassante, resta spesso solo la delusione: boschi depredati, poche castagne e un conto salato in termini di traffico, stress e, in certi casi, multe.
Forse è ora di dirlo chiaramente: il Parco di Montevecchia non è il supermercato delle castagne. Chi ama davvero questi luoghi dovrebbe rispettarli, limitarsi a raccogliere solo i frutti caduti lungo i sentieri e, soprattutto, ricordare che la bellezza dell’autunno non si misura dal peso del sacchetto.
Le Guardie Ecologiche Volontarie sono pronte a informare e accompagnare chi voglia vivere il Parco con consapevolezza, ma non esiteranno a sanzionare chi scambia un patrimonio naturale unico per un’area di sfruttamento “fai da te”.
Autunno, dunque, sì: ma con rispetto. Altrimenti, a forza di questa “corsa alle castagne”, rischiamo di perderne il vero senso – e forse anche i boschi stessi.


