L’associazione che svolge i trasporti protetti per il comune rischia di chiudere. Il fondatore Rapisarda: “Bastano 3-4 nuovi volontari. Vi darà un senso di pace”.
Una Croce Verde nata e sopravvissuta nella bufera dal Covid, in grado di garantire ai fragili trasporti gratuiti, fondata da un soggetto che di bisogni sanitari ne capisce parecchio: eppure la Croce Verde di Camparada sta vivendo un’agonia che rischia di cancellarla nel giro di pochi mesi. La medicina salva-vita? Nuovi volontari.
Per questo Davide Rapisarda, 41enne occupato in ASST Brianza e fondatore dell’associazione, lancia un appello nella piccola comunità di Camparada (ma anche fuori): “Salvate l’associazione, entrate a far parte della Croce Verde di Camparada! Bastano poche ore di volontariato e, per i trasporti, non servono neanche corsi di formazione”. Rapisarda fa anche una promessa: “il volontariato nella Croce Verde di Camparada vi darà un senso di pace”.
Come nacque la Croce Verde di Camparada
Qualche anno fa, malgrado la pandemia, c’erano una decina di persone coordinate dal 41enne che aveva acquistato a sue spese un mezzo attrezzato per il trasporto protetto di malati, bambini, anziani, persone disabili presso i centri diurni e le strutture sanitarie. “Abbiamo una convenzione con il Comune che ci garantisce un piccolo rimborso spese: 60 centesimi a chilometro, sufficiente a non far pagare nulla agli utenti – spiega Rapisarda – ma oggi siamo rimasti in 3 o 4, per diverse ragioni personali e con questi numeri non riusciamo più a garantire il servizio”. Lo stesso Comune ha dei dubbi sulla prosecuzione e uno degli scenari possibili è che l’associazione si sciolga e il servizio del trasporto protetto sia affidato ad altre realtà, “plausibilmente con l’introduzione di tariffe all’utente“, dice Rapisarda.
Un’occasione di scambio umano
Ma non è solo una questione di servizio, secondo il volontario, è anche una questione umana: “per me è impagabile la pace che ti dà vedere il sorriso di un anziano che stai trasportando e con il quale fai due battute scherzose, anche se per lui è stata una giornata di terapie pesanti”. Negli anni si sono intrecciati rapporti sereni e costruttivi, “come nel caso del nostro volontario che quando trasporta un utente bambino gli porta il pacchetto di patatine”.
Come salvare la Croce Verde di Camparada?
Per garantire che tutto questo sopravviva bastano 3-4 persone che mettano a disposizione qualche ora, garantendo l’organizzazione del servizio. Chi volesse rispondere all’appello per tentare di partecipare al salvataggio può rivolgersi al numero 324.9814136, dopo le 16.30.
La situazione della Croce Verde, seppur in forma più grave, racconta di una realtà sempre più diffusa: la difficoltà in questo frangente storico a reperire persone disposte a impegnarsi nel volontariato. Volontariato che però, va detto, in moltissimi casi copre bisogni che le istituzioni non sarebbero in grado di gestire senza il loro supporto.


