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Presidio dei comitati al Polo Istituzionale: “Vi mostriamo quel bosco che per alcuni non esiste”

Una trentina circa di persone si è data appuntamento con cartelli e manifesti in difesa del bosco nato dietro all’area dell’ex Caserma IV Novembre. Il presidio è organizzato dal Coordinamento dei comitati cittadini.

Monza. Sono pochi ma agguerriti, in difesa di un verde che rischia di scomparire. E si sono dati appuntamento, insieme alla stampa, proprio lì dove l’area green che difendono, tra Monza e Muggiò, potrebbe non esserci più.

bosco polo istituzionale

Questa mattina, attorno alla sede della Provincia di Monza e Brianza in via Grigna, una trentina di persone circa si è ritrovata per difendere il bosco spontaneo nato nell’area della ex Caserma IV Novembre, un bosco che – almeno sulla carta – per alcuni non esiste nemmeno. Ma che invece affonda le sue radici ormai da quasi vent’anni.  L’iniziativa, promossa dai comitati ambientalisti monzesi, punta il dito contro il progetto dello studentato universitario previsto nell’area in questione, un’operazione di rigenerazione urbana che mira a recuperare e trasformare un’area di 24.600 mq in residenze e alloggi per gli studenti iscritti alle università della zona.

«Nel 1998 c’era una caserma, poi bonificata nel 2007. Da lì la natura ha fatto il suo corso: nel 2014 il bosco c’era già, nel 2020 era ormai consolidato. È un evento eccezionale, va tutelato», ha commentato Mauro Mantica, del comitato San Fruttuoso Bene Comune, ricostruendo la storia del sito oggi al centro del dibattito.

I comitati: “Abbiamo raccolto 30 mila firme per salvare il bosco”

Sul tavolo c’è un progetto ambizioso promosso da Agenzia del Demanio, Università Bicocca, Regione e Comune, per la realizzazione di uno studentato per la facoltà di Medicina e non solo. Ma per i comitati si tratta di un’operazione miope. «Abbiamo raccolto 30 mila firme contro l’abbattimento – denuncia Giorgio Majoli, coordinatore dei comitati – mentre ovunque in Europa si promuove la forestazione urbana, qui si fa deforestazione urbana. Non è il modello di città che vogliamo».

MajoliGiorgio Majoli questa mattina a Monza

“Studentati? Recuperiamo le case Aler inutilizzate”

I manifestanti contestano anche l’assenza di riferimenti al bosco nella variante urbanistica. «Doveva esserci un vincolo, ma non c’è. Eppure Legambiente ha effettuato un accertamento: è un vero bosco, e come tale va protetto. La Provincia ha il dovere di tutelarlo». E mentre si pensa di costruire ex novo, ricordano i comitati, ci sono 250 alloggi Aler già esistenti e oggi inutilizzati.

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