15 ANNI DOPO
|“Non abbiamo più scuse”, Desio ricorda l’inchiesta anti-‘ndrangheta Infinito
Consiglio comunale aperto in occasione dei 15 anni dalla maxi inchiesta Infinito che coinvolse la città. Presenti anche studenti e studentesse. Forte l’intervento del magistrato Salvatore Bellomo: “Non si può più dire che il fenomeno non ci riguarda”. E ai politici: “Non bisogna aspettare le sentenze per non frequentare certi personaggi”
Un video con le immagini degli elicotteri che sorvolavano la città ha dato il via alla seduta di consiglio comunale aperta, sabato mattina a Desio, a 15 anni dalla maxi inchiesta anti ‘ndrangheta Infinito. Il 13 luglio 2010 i desiani furono svegliati dal rumore degli elicotteri dei carabinieri, impegnati negli arresti nell’ambito dell’inchiesta che coinvolse in pieno Desio, sede di una “locale” di ‘ndrangheta.
Gli invitati
A distanza di 15 anni, sabato mattina molti cittadini si sono ritrovati nell’aula consiliare per ricordare quell’inchiesta che portò, tra l’altro, allo scioglimento del consiglio comunale e al commissariamento della città. Per l’occasione, sono intervenuti alcuni dei protagonisti di allora: il magistrato Salvatore Bellomo, il colonnello Cataldo Pantaleo già comandante della compagnia di Desio, Lucrezia Ricchiuti all’epoca consigliera comunale, già vicesindaca e senatrice e ora vicepresidente dell’associazione Brianza SiCura e Valerio d’Ippolito, allora referente di Libera Monza Brianza. In chiusura, c’è stato spazio anche per le studentesse e gli studenti delle scuole che hanno presentato i progetti e le iniziative per una cultura della legalità negli istituti scolastici desiani
L’impegno del comune per la cultura della legalità
“Una consapevolezza che ci ha cambiato?” il titolo dell’incontro voluto dall’amministrazione comunale, moderato dalla presidente del consiglio Marta Sicurello. “Abbiamo voluto fortemente questo incontro, per fare in modo che il ricordo non sia un fatto isolato, ma diventi leva per far crescere nelle nuove generazioni la cultura della consapevolezza e della cittadinanza attiva” ha spiegato Marta Sicurello. “Nel nostro comune, ci impegniamo ogni giorno per promuovere la cultura della legalità – ha detto il sindaco Carlo Moscatelli – Per questo oggi, qui, voglio lanciare alcuni impegni concreti: educazione nelle scuole, partecipazione civica, trasparenza amministrativa, restituzione dei beni confiscati”.
Ricchiuti: “La locale di Desio era pericolosa”
“Questo è un anniversario doloroso – ha detto Lucrezia Ricchiuti – L’indagine Infinito è stata la più importante tra le decine e decine di indagini che ci sono state in Lombardia. HQuesta indagine ha dimostrato che la ‘ndrangheta ha un’organizzazione unitaria e verticistica e anche orizzontale. In Lombardia c’è stata una vera colonizzazione, un’espansione su un nuovo territorio”. L’ex senatrice ha ricordato che “la locale di Desio, che faceva riferimento alla famiglia Iamonte di Melito Porto Salvo, era particolarmente pericolosa: le condanne dei giudici sono state pesantissime” . “Le sentenze ci dicono che la locale di Desio esprimeva tutta la sua forza criminale sia con reati tipici della ‘ndrangheta sia con comportamenti che contribuivano ad agevolare la sua attività pseudo lecita, come i rapporti con esponenti della pubblica amministrazione di Desio e il controllo del settore dei trasporti su strada. La cosca di Desio aveva capacità di penetrare nel tessuto economico. Aveva interessi nel settore del mattone e movimento terra. Tenere alta la guardia contro la loro capacità di insinuarsi della ‘ndrangheta è essenziale”.
Bellomo: “Dopo questa indagine non possiamo più dire che il fenomeno non ci riguarda”
“La Brianza è un terreno fertile per la criminalità organizzata, il cui unico obiettivo è il profitto” ha sottolineato l’ex sostituto procuratore Salvatore Bellomo. L’indagine Infinito, complessa e articolata, ha segnato la carriera del magistrato, per 40 anni in servizio presso la Procura di Monza. “Da un punto di vista umano, ricordo i tanti momenti trascorsi con i carabinieri di Desio e di Seregno, tra scoramento e momenti di gioia”.
“Dal punto di vista sociale, dopo questa indagine non abbiamo più scuse. Non si può più dire che non ci riguarda. Siamo consapevoli che ciascuno può dare un contributo. Non possiamo permetterci di creare un clima di omertà. Si ha paura, certo, ma non c’è alternativa. O vivi a schiena piegata o a schiena dritta. Per vivere a schiena dritta bisogna avere il coraggio di superare la paura”.
“Politici, evitate di frequentare certe persone”
Forte il richiamo del magistrato ai politici, pronunciato nell’aula del consiglio comunale: “Il vero capitale sociale della ‘ndrangheta non è riferito alla potenza economica, ma alla miriade di interessi, di contatti col mondo economico e politico. I mafiosi non hanno colori politici, ma individuano soggetti, li contattano e li appoggiano politicamente. A tutte le amministrazioni locali, di qualsiasi colore politico, dico che non bisogna aspettare le sentenze per evitare di frequentare certe persone. Politici o imprenditori che si fanno vedere insieme ai mafiosi danno loro potere. La mafia avrà una fine. La durata tra inizio e fine dipende esclusivamente dalla coscienza civile”.
Pantaleo: “La mafia è cambiata, da rurale a economica”
Il colonnello Pantaleo ha parlato del seguito dell’inchiesta Infinito, “da mafia rurale a mafia economica”. “Oggi la mafia difficilmente uccide, ma controlla il territorio con l’economia”. Pantaleo ha illustrato la maxi inchiesta Hydra sull’alleanza tra le mafie. “Un network criminale evoluto. L’aspetto più inquietante riguarda le infiltrazioni nel tessuto economico”.
D’Ippolito (Libera): l’aula del consiglio comunale di Desio intitolata a Falcone e Borsellino
Valerio D’Ippolito già referente di Libera Monza e Brianza ha ricordato l’ex presidente del consiglio comunale di Desio Carmine Messaggiero, scomparso qualche anno fa, che aveva fortemente voluto intitolare l’aula del consiglio comunale a Falcone e Borsellino. “Possiamo pensare che siano solo le forze dell’ordine a sconfiggere le mafie? La prevenzione e la conoscenza spetta a tutti noi”
Le scuole
Dopo l’intervento dei consiglieri comunali, è stato dato spazio ai gruppi consiliari e anche ai progetti per la cultura della legalità avviati nelle scuole di Desio. Sono intervenute le insegnanti e gli studenti e studentesse dell’istituto comprensivo Agnesi, un’insegnante del collegio Paola di Rosa e le studentesse della scuola Pertini dell’istituto Tolstoj insieme alla dirigente Gabriella Fracassi.






