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Monza Racing Biscuit, ecco il gusto dolce del Gran Premio di Formula 1!

Cristian Marabelli della Pasticceria Sant Bioeus ha creato un prodotto per celebrare il legame tra la città e l’Autodromo. La prelibatezza, che sarà presentata durante Confartigianato Motori, è tutta da mangiare, ma anche da collezionare in scatole ad edizione limitata.

Monza. Senza la sorprendete forza della dolcezza, la vita nelle sue varie sfaccettature ha un sapore sicuramente diverso e meno interessante. E anche il Gran Premio d’Italia, che sulla pista dell’Autodromo domenica 7 settembre si appresta a vivere la sua 96° edizione nel 75° anniversario del Campionato Mondiale di Formula 1, aveva bisogno di trovare finalmente qualcosa in grado di aggiungere un po’ di dolcezza alla sua storica tradizione fatta di roboanti motori ed esasperata velocità.

A colmare l’amara lacuna, in modo semplice e allo stesso tempo geniale, ci ha pensato Cristian Marabelli, pasticcere e anima creativa alla Pasticceria Sant Bioeus di Monza. Che ha realizzato, in collaborazione con Apa Confartigianato Imprese Milano, Monza e Brianza, il Monza Racing Biscuit, un prodotto tutto da mangiare e collezionare.

Il dolce, che rappresenta una stilizzata Ferrari di Formula 1 in scatole numerate fino al 75 in edizione limitata, sarà presentato ufficialmente oggi, 5 settembre, durante il Premio Confartigianato Motori nello spazio Fans Zone dell’Autodromo di Monza. Ma già da alcuni giorni trova posto nell’elegante Pasticceria Sant Bioeus di via Volta accanto ad altre creazioni sapientemente culinarie, tutte a tema Formula 1 ed automobilismo.

Monza Racing BiscuitCristian Marabelli con la sua creazione dolciaria

L’OBIETTIVO

“L’input per il Monza Racing Biscuit mi è arrivato da Maurizio Benedetti, Presidente della territoriale di Monza di Apa Confartigianato Imprese – racconta Cristian Marabelli, da sempre un appassionato del buon cibo fino a creare nel 2012, dopo anni di esperienze nelle migliori pasticcerie e nei catering italiani e internazionali, il suo laboratorio a due passi dal centro di Monza – seguo sin da piccolo la Formula 1, sono stato anche sul circuito di Silverstone e da piccolo i miei miti erano Nigel Mansell, Senna, Prost, Piquet. Non avevo ancora mai pensato, però, a qualcosa di specifico per il Gran Premio, mentre da sempre faccio delle creazioni dolciarie per Natale ed altre festività”.

“Allora la mia idea è stata quella di realizzare qualcosa che parlasse del legame tra la città e il Gran Premio di Formula 1, ma valorizzasse anche l’artigianalità, la storia, la cultura, il senso di appartenenza e l’identità di questo territorio” continua. Insomma il Monza Racing Biscuit, nella sua unicità ed esclusività, non è soltanto un biscotto. Rappresenta, ben oltre il ritorno commerciale, la voglia di omaggiare la città e la sua capacità di unire tradizione e futuro.

Monza Racing Biscuit

Non a caso esposto, quindi, nella Pasticceria Sant Bioeus, in questi giorni, c’è un rarissimo modello da collezione della Ferrari 246 F1, protagonista del Campionato di Formula 1 nel 1958. E all’interno di ognuna delle 75 scatole numerate, su cui in rilievo, in mezzo al dominante bianco e rosso, richiamo ai colori della squadra di calcio cittadina, sono riprodotti il Duomo di Monza, la bandiera a scacchi e una macchina di Formula 1, compare la scritta “Un morso d’Italia, alla velocità del gusto”. Un messaggio rivolto soprattutto alle migliaia di stranieri che stanno già affollando il capoluogo della Brianza per il Gran Premio, ma anche un invito per tutti a vivere il proprio contesto emozionando ed emozionandosi.

I DETTAGLI

Il passaggio dall’idea alla realtà per il Monza Racing Biscuit ha rispecchiato, in un certo senso, i tempi rapidissimi del circuito cittadino, da tutti conosciuto anche come il Tempio della velocità. “Il tutto è partito ad inizio luglio e, in poche settimane, con il supporto di consolidati fornitori, che mi hanno garantito materie prime di assoluta qualità, ma anche di piacevoli scoperte, come l’azienda artigiana di Cosenza che ha realizzato le scatole in edizione limitata, sono riuscito ad arrivare al traguardo” spiega Marabelli.

Monza Racing Biscuit

Così, dall’unione del saper fare di diverse persone, è nato un biscotto di design fatto di una base di pasta frolla con la giusta consistenza su cui sono poste decorazioni di zucchero. Il pasticcere di San Biagio, che sulla scatola del Monza Racing Biscuit ha voluto come numeri i tipici bussolotti della tombola napoletana, un omaggio alle origini campane di sua mamma, donna fondamentale anche nella sistemazione della vetrina del negozio di via Volta, si è fatto assorbire dal gusto saporito di questo nuovo progetto. “Non sono andato per nulla in vacanza questa estate e ho passato giornate intere in laboratorio a lavorare – ammette – non mi è assolutamente pesato, però. Certo, dopo il Gran Premio, ho già l’aereo prenotato per il Peloponneso”.

LE PROSPETTIVE

Alla base del biscotto monzese che racconta i 75 anni della Formula 1 c’è una naturale propensione all’innovazione. E, quindi, non sorprende che nella mente del suo ideatore ci sia un concetto di sviluppo. “Mi piacerebbe che il Monza Racing Biscuit, ovviamente ogni volta con varianti creative, diventasse un prodotto da proporre ogni anno in occasione dell’arrivo della Formula 1 in città” annuncia Cristian Marabelli.

Monza Racing Biscuit

Proporre le scatole numerate in edizione limitate anche negli alberghi dove i piloti alloggiano nei giorni del Gran Premio o coinvolgere direttamente la Ferrari con il suo logo sono solo alcune delle possibilità. Di sicuro il titolare della Pasticceria Sant Bioeus ha la profonda convinzione che puntare sull’ampia rete del sistema artigiano sia un’arma vincente. “Credo molto nella collaborazione con altre micro, piccole e medie imprese – sostiene – per questo sono entrato in Confartigianato, l’unione ti fa sentire parte di un gruppo“.

Intanto l’originale dolce che corre veloce sta già incontrando i favori di molti. “Ho venduto un buon numero di scatole grazie al passaparola – afferma Marabelli – le persone che acquistano spesso sono legate, ognuno per qualche motivo, ad un numero”.  “Qui è venuta, ad esempio, anche una signora francese, amica della mamma di Charles Leclerc – conclude – voleva naturalmente la scatola 16 (il numero della Ferrari del pilota monegasco, Ndr), ma non c’era più. Le ho promesso che ne realizzerò una apposita con quel numero”.