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Monza, la Scuola di formazione politica Alisei in visita alla mostra sulle stragi del nazifascismo

30 settembre 2025 | 09:01
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Monza, la Scuola di formazione politica Alisei in visita alla mostra sulle stragi del nazifascismo
Gli allievi della Scuola di formazione politica in visita alla mostra

Al Belvedere della Villa Reale i giovani allievi, attraverso fotografie, documenti, schede e videofilmati, hanno fatto un viaggio in una delle pagine più orrende e meno conosciute della storia del nostro Paese.

Monza. Un noto proverbio afferma “non c’è due senza tre”. A volte, però, questa profezia non è un bene che si realizzi. Sicuramente non lo è per tutti coloro che sono vittime, direttamente o indirettamente, delle stragi del nazifascismo. Perché dopo aver subito già due grandi ingiustizie, in primis proprio l’accadere delle stragi nazifasciste, commesse in Italia e all’estero durante la guerra di Liberazione tra il 1943 e il 1945, poi la mancata persecuzione giudiziaria dei responsabili di crimini così orrendi, ora potrebbero rischiare di pagare anche il concreto pericolo dell’oblio e del negazionismo.

Per evitare che questo accada, vanificando in gran parte il significato del lungo percorso di costruzione della Repubblica italiana, si può e si deve agire su più fronti. La mostra “Nonostante il lungo tempo trascorso…”, visitabile dal 10 settembre al 26 ottobre al Belvedere della Reggia di Monza, va nella direzione di raccontare, attraverso fotografie, i documenti, le schede e videofilmati, il pesante fardello di sangue di quei tragici due anni in cui circa centomila vittime italiane, civili e militari partigiani e persone inermi, furono trucidati in innumerevoli eccidi nazifascisti. 

Scuola Alisei

Un modo per ricordare o riscoprire pagine di storia spesso poco approfondite e conosciute. Un messaggio da lanciare anche, forse soprattutto, come monito ai giovani. Per questo ha un grande valore la scelta della Scuola di Formazione Politica, l’iniziativa organizzata dall’Associazione Alisei e dalla Cgil di Monza e Brianza, di portare alcuni allievi dell’undicesima edizione a vedere la mostra sulle stragi nazifasciste al Belvedere della Reggia di Monza. Un luogo quanto mai significativo perché questa, nel corso del secondo conflitto mondiale, fu la “casa” di molti sfollati le cui parole e nomi sono in parte ancora incisi sulle pareti.

L’OBIETTIVO

“Abbiamo deciso di proporre la mostra “Nonostante il lungo tempo trascorso…” ai giovani allievi della nostra Scuola di formazione politica perché il tema si lega molto al programma affrontato quest’anno sulla Costituzione – spiega Giorgio Garofalo, presidente dell’Associazione Alisei – non a caso uno degli eventi proposti è stata la visita al Campo di Fossoli, il più grande in Italia per il concentramento degli ebrei e degli oppositori politici durante la Seconda Guerra Mondiale”.

“Ci è sembrato un bel modo anche per lanciare la prossima edizione della Scuola Alisei, che si svolgerà a partire da febbraio 2026 e sarà incentrata sulla partecipazione – aggiunge – viviamo in un’epoca in cui il passato si collega alle paure del presente ed è importante, come nel caso di questa mostra sulle stragi nazifasciste, che anche lo Stato decida in prima persona di dare spazio ad un pezzo di Storia così doloroso”.

Scuola Alisei

I DETTAGLI

“Nonostante il lungo tempo trascorso…”, titolo ripreso da un passaggio del provvedimento giudiziario che nel 1960 aveva archiviato le indagini sulle stragi nazifasciste, è, infatti, organizzata dallo Stato Maggiore della Difesa e dalla Procura Generale Militare presso la Corte Militare d’Appello sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. E nel suo peregrinare in giro per l’Italia è arrivata, su impulso dell’associazione culturale Zefiro, anche a Monza, dove ha il sostegno del Comune di Monza e la collaborazione del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza.

“Proprio nell’anno dell’80esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo siamo riusciti a portare nella nostra città questa mostra che racconta quel periodo, iniziato dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, da cui si è formata la nostra coscienza nazionale antifascista – afferma Arianna Bettin, assessore comunale alla Cultura – grazie a Marco De Paolis, Procuratore Generale Militare presso la Corte Militare di Appello di Roma, curatore della mostra, si è andati fino in fondo, anche se il quadro non è ancora completo, ai crimini di guerra perpetrati durante la Seconda guerra mondiale”.

Scuola Alisei

UN PASSATO DA CONOSCERE

Nell’attraversare le quattro sezioni di “Nonostante il lungo tempo trascorso…”, dai crimini di guerra commessi in Italia sulla popolazione civile a quelli commessi, anche all’estero, sui militari italiani fino al triste capitolo delle deportazioni di circa 650mila IMI (Internati Militari Italiani) e ai processi in Italia dal Dopoguerra ad oggi sui crimini del nazifascismo, la partecipazione emotiva è ben visibile negli occhi degli allievi della Scuola di formazione politica Alisei. Ed inizia ancor prima di addentrarsi negli spazi del Belvedere.

Perché l’attenzione di questi giovani, accompagnati da Laura Ambrosini, Vice presidente di Anpi Monza e Brianza e nipote di Carlo Prina, uno dei cinque martiri monzesi di Fossoli, è conquistata dai filmati video che ripropongono alcune inchieste giornalistiche capaci di portare alla luce le responsabilità di diversi gerarchi nazisti, per decenni indisturbati e riscoperti soltanto ormai nella loro avanzata e incosciente anzianità.

Ascoltare le parole e vedere i visi di alcuni di coloro che hanno vissuto la strage di Sant’Anna di Stazzema, dove il 12 agosto 1944 furono trucidate dai nazifascisti 560 persone, di cui molti bambini, tra i quali Anna Pardini, appena 20 giorni, o quella di Marzabotto Monte Sole, dove tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 furono massacrate circa 800 persone, non può lasciare indifferenti. E ha la forza di un pugno diretto allo stomaco. Non hanno un effetto molto diverso le immagini dei processi che, a 60 anni di distanza dai fatti e dopo la scoperta nel 1994 del cosiddetto armadio della vergogna in cui erano occultati 695 fascicoli contenenti notizie di reato sulle stragi nazifasciste, hanno permesso di arrivare a condanne fino all’ergastolo dei responsabili ancora in vita.

mostra

LE PROSPETTIVE

Pene, però, mai davvero eseguite. Perché, nonostante il clamore mediatico suscitato da casi come quello di Erich Priebke, capitano delle SS durante la Seconda guerra mondiale condannato all’ergastolo in Italia per aver partecipato alla pianificazione e alla realizzazione dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, dove il 24 marzo 1944 furono uccisi 335 civili e militari italiani, la Germania ha sempre posto questione di giurisdizione e sollevato la tematica dell’immunità.

E allora quel che lascia la mostra “Nonostante il lungo tempo trascorso…” ai giovani della Scuola di formazione politica Alisei, oltre alla potenza di immagini e informazioni dietro le quali ci sono decine di migliaia di vite umane perdute, è anche una domanda: “Perché in Italia per decenni si è taciuto sui responsabili delle stragi nazifasciste arrivando a nascondere documenti e colpe in un armadio abbandonato in uno sgabuzzino con le ante rivolte alla parete in modo che non fosse aperto?”.

Le risposte hanno ragioni politiche e di opportunismo, anche legate alla volontà di tanti di non fare i conti con quanto successo in quei terribili anni. Oggi, però, una certezza deve animare chi, se non altro per ragioni anagrafiche, può e deve guardare avanti. Gli errori del passato non si possono cancellare, ma conoscerli a fondo, ricordarli ed evitare di ripeterli è il miglior modo per migliorare se stessi e la società in cui si vive.

Informazioni mostra “Nonostante il lungo tempo trascorso…”:

Ingresso gratuito al Belvedere della Reggia di Monza.

Orari Mostra

Dal 1° al 26 ottobre:

Mercoledì, giovedì e venerdì: dalle 10 alle 16
Sabato, domenica e festivi: dalle 10.30 alle 18.30