PUNTO DELLA SITUAZIONE
|Il bike sharing di Monza è un fallimento, ma c’è già il piano per salvarlo
Con l’obiettivo di salvare il servizio, Monza Mobilità si prepara ad affidare la gestione a un nuovo operatore, aumentando il numero di mezzi e rivedendo l’applicazione.
Il settembre nero del bike sharing monzese. Se fossimo a scuola, il servizio di biciclette a noleggio avviato dal Comune di Monza e gestito da Monza Mobilità, riscuoterebbe un bel tre. Infatti, fra stazioni perennemente fuori uso e biciclette rotte o inesistenti (ma segnalate sull’applicazione), prendere un mezzo e pressoché impossibile. Il servizio, ben al di sotto della sufficienza così come confermato dal presidente di Monza Mobilità, Elio Bindi, ha una sola giustificazione: entro la fine dell’anno verrà assegnato un nuovo contratto, grazie al quale le attuali 35 biciclette diventeranno 60, così come prevedeva la dotazione iniziale del bike sharing.
“Purtroppo – ha commentato Bindi -, il servizio ha subito un vero e proprio tracollo dopo l’estate. Prima, tutto sommato, era accettabile, ma adesso fra furti e mancanza di manutenzione la situazione è diventata molto grave”. A quanto pare, alcuni furbacchioni hanno trovato il modo di scassinare la stazione e di rubare le biciclette.
Il servizio nei primi otto mesi del 2025 ha totalizzato oltre 500 noleggi e conta circa una cinquantina di associati, tra cui anche alcuni assessori della giunta cittadina guidata da Paolo Pilotto. Un esecutivo che ha fatto della mobilità dolce, e quindi delle biciclette, un architrave del suo programma elettorale e uno dei temi principali della sua azione politica. Ma che, almeno per quanto riguarda il bike sharing, sta mostrando il fianco. Eppure, il censimento effettuato nei giorni scorsi dall’associazione Monza in Bici , che ha registrato oltre tre mila ciclisti, mostra come i monzesi considerino la bicicletta uno strumento più che valido per spostarsi in città.

“Attualmente il bike sharing conta 22 stazioni per 35 biciclette – ha aggiunto Bindi -. Non bisogna essere dei geni in matematica per capire che esiste una bicicletta e mezzo per ogni stazione. La nostra intenzione è di assegnare l’incarico di riorganizzare il servizio a chi attualmente ha in gestione i monopattini e le biciclette elettriche, che stanno dimostrando elementi di validità”. Cosa che dovrebbe accadere entro la fine dell’anno. Forse anche prima.
Assieme alla riqualificazione del noleggio, dovrebbe anche partire la rivisitazione dell’applicazione scaricabile sullo smartphone. In alcune circostanze, infatti, lo strumento ha mostrato di non essere molto affidabile: non mostrava la fine del noleggio sebbene la bicicletta fosse stata riconsegnata correttamente, o addirittura, in alcuni casi, come per la stazione di via Grigna, al confine con Muggiò, indicava l’abbonamento da effettuare, sebbene quest’ultimo fosse stato sottoscritto validamente. Allo studio di Monza Mobilità c’è anche una soluzione per evitare di penalizzare gli abbonati. In pratica, il presidente e i suoi collaboratori stanno pensando di prolungare l’abbonamento per evitare che gli attuali iscritti perdano i mesi necessari per arrivare a un riorganizzazione del servizio.




