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|Barriera Verde contro i danni di Pedemontana: un esempio che fa scuola
Ridisegna il paesaggio verde di Arcore, Usmate, Lesmo, Camparada dopo il passaggio dell’autostrada. Il Parco Valle Lambro: “accordo di programma quasi pronto”.
La Barriera Verde di Arcore e dintorni, esempio virtuoso di una lotta costruttiva ai danni ambientali di Pedemontana. Il progetto portato avanti da associazioni ambientaliste e comuni di Arcore, Usmate, Lesmo e Camparada è stata al centro dell’assemblea pubblica in Villa Borromeo ad Arcore qualche giorno fa. A promuoverla le associazioni, i comitati e le civiche che stanno lottando per compensazioni adeguate, insieme al Comune di Arcore.

Nella sala nobile della villa si sono dati appuntamento esponenti dei tanti gruppi civici che si occupano da anni di Pedemontana. Tra i temi affrontati si è distinto proprio il progetto della Barriera Verde come esempio brillante di uno sguardo sovracomunale e di una progettazione partecipata. Il disegno è noto, illustrato qualche mese fa dall’associazione Colli Briantei (con Marco Monguzzi) e sposato anche dalle istituzioni.
Il progetto che si estende appunto sul territorio di 4 comuni e che prevede una “ricostruzione” delle aree verdi incentrata sulla continuità e la salvaguardia dei pregi ambientali, è stato brevemente illustrato un’altra volta, durante l’assemblea.
Il ruolo del Parco Valle Lambro nella Barriera Verde
Questa idea delle associazioni e dei comuni – ha commentato Marco Ciceri, presidente del Parco Valle del Lambro – è un’idea lungimirante e la stessa assessora regionale Claudia Terzi (in capo alla quale è il capitolo Pedemontana, ndr) l’ha definita una possibile palestra virtuosa da riproporre poi anche in altre situazioni. Certo, il bosco abbattuto non ce lo ridarà nessuno, ma dobbiamo cercare di costruire un territorio nuovo”.

Il Parco Valle del Lambro è diventato ente coordinatore del progetto dei quattro comuni e durante la serata il presidente ha voluto far sapere che l’iter è già a buon punto: “La bozza di accordo di programma è quasi terminata, siamo ormai ai dettagli”. Ciceri ha anche anticipato quali potrebbero essere le soluzioni per il progetto che necessariamente interessa con nuove piantumazioni ed elementi verdi anche aree private. “Il cittadino può mettere a disposizione le sue aree per l’intervento di riqualificazione e restarne proprietario oppure essere espropriato”. Pedemontana avrebbe già dato disponibilità di massima alle acquisizioni e i promotori del progetto Barriera Verde intendono chiedere anche il finanziamento di 5-10 anni di manutenzione, “una fase necessaria – ha chiosato Ciceri – ma ovviamente troppo onerosa per le casse comunali”.
L’idea che nasce dal basso e diventa “alta”
Tutto viene dall’idea di un gruppo di ambientalisti, poi condivisa con altre associazioni del territorio, poi sposata da Comuni ed ente Parco. Con un ruolo attivo anche di Camparada, sebbene il tuo territorio non sia direttamente toccato dall’autostrada. “Senza la collaborazione delle associazioni – ha commentato il sindaco di Arcore Maurizio Bono – molte cose non si possono fare. Queste persone lanciano idee e ci portano pure il progetto, così noi istituzioni possiamo essere più veloci nell’intervento”.
I consiglieri regionali sulla Barriera Verde
Sull’argomento sono intervenuti, in villa Borromeo ad Arcore, anche i consiglieri regionali Onorio Rosati e Gigi Ponti che hanno citato il fondo deliberato da regione per integrare il monte delle compensazioni ambientali delle tratte B2 e C con 9 milioni di euro. “Il fondo non è ancora stato istituto – ha chiarito Rosati – lo si farà con il bilancio di previsione regionale”. Rosati ha sottolineato la necessità di progetti organici per evitare interventi spezzatino sui singoli comuni e ha comunque ribadito che 9 milioni sono sufficienti solo a coprire gli indici di inflazione dal 2009 (quando le compensazioni sono state quantificate). Determinante, in tutto il capitolo, ha detto Ponti, sarà acquisire il ruolo della Provincia.

Durante la serata sono intervenuti anche Alberto Colombo di Meda, a riassumere gli step della bonifica da diossina in corso sulla B2; il sindaco di Cesano Maderno Gianpiero Bocca, coordinatore dei sindaci della B2 su Pedemontana; Massimo Stucchi di Lesmo (tratta C) che ha sollevato una questione di non poco conto: la viabilità, mettendo il dito in quella che si rpospetta come una piaga: “tra la fine della tratta C e la realizzazione della tratta D passeranno 4 anni. Nella prima fase, i collegamenti tra Pedemontana e A51 saranno parziali, con il risutato che parte del traffico dovrà uscire sulla viabilità locale”.


