Seveso ricorda Fratel Ettore: 21 anni fa la scomparsa del “Folle di Dio” che ha dedicato la vita agli ultimi
A Casa Betania delle Beatitudini la commemorazione con autorità e cittadini per celebrare la vita e l’eredità di Fratel Ettore Boschini
Seveso. Nella giornata di ieri, mercoledì 20 agosto, a Seveso è stato celebrato il 21esimo anniversario della scomparsa di Fratel Ettore, figura simbolo della comunità e punto di riferimento per quanti hanno trovato in lui sostegno, accoglienza e dignità. Alla commemorazione, svoltasi a Casa Betania delle Beatitudini, erano presenti l’assessore Michele Zuliani in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, Antonio Gramegna per la Polizia Locale e il Maresciallo dei Carabinieri Antonio Crupi.
Chi era Fratel Ettore
Il suo nome completo era Fratel Ettore Boschini, religioso camilliano nato nel 1928 e noto a tutti come il “Folle di Dio”. Dopo aver lavorato per anni con i malati all’ospedale San Camillo di Venezia, negli anni ’70 si trasferì a Milano, dove iniziò la sua missione tra i poveri e i senza fissa dimora. Trasformò spazi di fortuna in luoghi di accoglienza, offrendo cibo, cure e soprattutto ascolto a chi era rimasto ai margini della società.
Nel 1983 fondò a Seveso la Casa Betania delle Beatitudini, che divenne il cuore pulsante della sua opera di solidarietà. Da allora, quella realtà continua a rappresentare un rifugio sicuro per chi vive situazioni di emarginazione e fragilità.
Fratel Ettore e Suor Teresa
L’eredità di un’opera che continua
Fratel Ettore morì il 20 agosto 2004, ma la sua missione non si è interrotta. Oggi l’Opera Fratel Ettore porta avanti il suo impegno attraverso diverse strutture di accoglienza in Italia e all’estero, come il Villaggio della Misericordia a Milano e la Comunità Nazareth a Bogotá, in Colombia.
Nel 2017 si è aperta ufficialmente la causa di beatificazione presso la Diocesi di Milano, segno della profonda traccia spirituale e sociale che ha lasciato.
Un ricordo vivo a Seveso
Per la città di Seveso, Fratel Ettore non è solo un ricordo, ma una testimonianza concreta di come la carità e l’attenzione verso i più deboli possano trasformare le comunità. A distanza di 21 anni dalla sua scomparsa, la sua figura continua a ispirare volontari, fedeli e cittadini che ne hanno conosciuto la bontà e il coraggio.


