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|Peg Perego Arcore: raggiunta l’intesa sulla gestione degli esuberi
I sindacati: “la lotta dei lavoratori ha consentito di scongiurare i licenziamenti e di aprire una nuova prospettiva per il futuro di Peg Perego”.
Tregua in Peg Perego ad Arcore dove la direzione ambientale aveva annunciato 95 licenziamenti. Giovedì 7 agosto 2025 si è segnato un passo importante in questa fase di crisi dell’impresa e dell’occupazione . E’ infatti stato siglato l’accordo sulla procedura di licenziamento collettivo attivata dall’azienda in data 3 luglio 2025 tra Direzione Aziendale, Organizzazioni Sindacali, RSU e Confindustria.
L’accordo sindacale in Peg Perego ad Arcore
L’accordo prevede come unico criterio di uscita la volontarietà con incentivazione all’esodo e l’attivazione della CIGS ex art.22-bis residua dall’1 ottobre al 31 marzo 2026.
“Le iniziative di mobilitazione e di sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori – hanno riferito Fiom e Fim – hanno consentito di trovare una soluzione non traumatica degli esuberi dichiarati dall’azienda e l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale senza alcun vincolo. Un risultato importante a cui bisogna dare seguito”!
Passi per il futuro
I tavoli istituzionali aperti presso la IV Commissione di Regione Lombardia ed il tavolo di crisi aperto al MIMIT devono tradursi secondo i rappresentanti dei lavoratori in misure di sostegno per lo sviluppo e l’innovazione finalizzate al rilancio dell’azienda e alla salvaguardia dei posti di lavoro.
Le OO.SS. e le RSU annunciano che verificheranno costantemente i risultati dei tavoli istituzionali aperti per la salvaguardia della presenza industriale di Peg Perego di Arcore.
La chiosa dei sindacati: “La lotta delle lavoratrici e dei lavoratori, la solidarietà dimostrata e l’intervento delle forze politiche, delle istituzioni locali, regionali e nazionali hanno consentito di scongiurare i licenziamenti e di aprire una nuova prospettiva per il futuro di Peg Perego”.
Il passaggio arriva dopo una fase molto critica del confronto tra sindacati e azienda durante la quale i rappresentanti dei lavoratori avevano rimproverato alla direzione di avere completamente ignorato le indicazioni condivise durante un incontro al Ministero, pianificato proprio per provare a salvare i livelli occupazionali e soprattutto il futuro del colosso dei passeggini.


