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Monza dice addio al suo ex carcere: la storia crolla sotto le ruspe

È successo davvero. Ieri mattina l’ex carcere di via Mentana è crollato sotto i colpi delle ruspe. Un boato, polvere nell’aria e con essa, pezzi di storia che svaniscono per sempre.

Monza – È successo davvero. Ieri mattina l‘ex carcere di via Mentana è crollato sotto i colpi delle ruspe. Un boato, polvere nell’aria e con essa, pezzi di storia che svaniscono per sempre. Quella porta in ferro che aveva visto passare secoli di dolore, quelle mura segnate dal tempo… ora sono solo macerie.
La demolizione dell’ex casa circondariale, iniziata il 9 giugno scorso, ha vissuto il suo atto finale. Non è rimasto più nulla. Né il cornicione, né la facciata, né l’ultimo angolo capace di raccontare un passato difficile, ma profondamente identitario per la città. Al suo posto, presto sorgeranno 70 appartamenti in affitto e negozi moderni. Un nuovo complesso residenziale, promesso come simbolo di rinascita e rigenerazione urbana.

monza ex carcere

Ma oggi, in via Mentana, oltre al futuro si respirava anche un po’ di amarezza. I cittadini che si sono fermati a guardare. E intanto, la polemica monta. Un cartello affisso alla recinzione parla chiaro: “Sovraintendenza, vergogna d’Italia”. Le opinioni si dividono. C’è chi saluta con favore la rinascita urbana, e chi invece rimpiange l’ennesimo tassello del passato sparito sotto il peso delle ruspe. Una cosa è certa: il carcere vecchio non c’è più. Solo polvere e macerie al posto di una memoria difficile, ma autentica.

E sulla pagina Facebook del consigliere comunale della Lega, Simone Villa, compare la fotografia in bianco e nero dell’ex carcere, accompagnata da un messaggio amaro: “Così Monza cancella la sua memoria. Non chiamatelo progresso.”

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“Io ero uno di quelli convinti, forse erroneamente, che il bel portale monumentale del carcere vecchio di Monza avesse un vincolo che ne garantisse la sopravvivenza. O che quantomeno avesse un valore simbolico che potesse far propendere per il mantenimento anche in un nuovo contesto residenziale. Non sarebbe stato il primo caso, anche a Monza. Invece, oggi, via tutto… Demolito tutto, come se fosse la Bastiglia monzese. Oggi che la città è governata dai migliori (da quelli che si ritengono tali), nessuno ha nulla da eccepire in merito a questa scelta? Scelta di abbattimento – tra l’altro – comodamente agostano…” così il capogruppo del Carroccio.

ex carcere rendering nuovo progetto case

L’ex carcere di via Mentana prenderà nuovamente vita sotto forma di complesso residenziale da circa 70 appartamenti.
Lo ha stabilito la Giunta Comunale approvando, tramite delibera, lo schema di convenzione per il permesso di costruire volto alla trasformazione dell’ex Carcere di via Mentana, acquistato dall’operatore privato alcuni anni orsono.

Il progetto

L’iniziativa ha l’obiettivo di convertire il vecchio edificio carcerario in un complesso abitativo, includendo anche spazi dedicati ad attività commerciali.
Il progetto, che ha già ottenuto il parere positivo dalla Commissione per il Paesaggio, prevede la demolizione dell’ex carcere per poter procedere, in un tempo massimo di 3 anni, alla realizzazione delle nuove residenze.
L’inizio dei lavori da parte dell’operatore privato avverrà nell’arco del 2025.

L’area interessata dall’intervento vedrà la costruzione di un complesso con una superficie totale di oltre 4.000 metri quadrati.
Di questi, 3.886,99 mq saranno destinati a unità residenziali, mentre 154,38 mq al pian terreno saranno riservati a spazi commerciali.
Il soggetto attuatore, in base a quanto previsto dallo schema di convenzione, dovrà corrispondere al Comune di Monza circa 900.000 € tra monetizzazione standard e oneri di urbanizzazione primaria e secondaria.
La società ha inoltre negoziato con il Comune di Monza un contributo di 250.000 euro.

“Premesso che l’edificio era di proprietà privata da metà anni ‘90, ricordo che lo stabile dell’ex Carcere non era né vincolato dalla Soprintendenza, né elencato tra gli storico-testimoniali in nessun strumento urbanistico che la città ha avuto (compreso l’ultimo dell’Amministrazione Allevi, quindi mi domando perché il Cons. Villa non abbia fatto richiesta del suo inserimento quando era in Giunta, visto che oggi ne parla come di un immobile di pregio) e pertanto la semplice demolizione è sempre stata possibile con una banale scia. – osserva l’Assessore al Governo del Territorio Marco Lamperti – L’intervento in corso (demoricostruzione) è figlio invece di un permesso di costruire e le recenti cronache milanesi hanno portato all’attenzione di tutti che tale titolo non è di competenza degli organi politici del Comune, ma della struttura tecnica che ne verifica la conformità a norme nazionali, regionali e locali (Norme Tecniche del PGT e regolamento edilizio). La Giunta è competente solo della convenzione urbanistica – se prevista – e non della parte tecnica di un pdc. Credo che, dopo le ultime settimane, sia chiaro a tutti quanto sia importante la distinzione dei compiti e dei ruoli all’interno dell’amministrazione comunale e la rilevanza penale quando questi confini non vengono rispettati. Dopo questo lungo preambolo, voglio ricordare però che non ho dimenticato che il portale era un elemento che sarebbe dovuto essere mantenuto (unico elemento degno di una minima attenzione), ieri ho allertato pertanto la polizia edilizia per una verifica puntuale di quanto accaduto e della conformità a quanto autorizzato. Rimarremo in attesa del verbale dell’autorità giudiziaria che eventualmente procederà secondo quanto prescritto dalla legge.”