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Cestini in sciopero, “non è una str*ata”: da 4.500 sacchetti abbandonati a soli 50

14 agosto 2025 | 15:08
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Cestini in sciopero, “non è una str*ata”: da 4.500 sacchetti abbandonati a soli 50

Dopo la comparsa di un foglio offensivo sui cartelli della campagna anti-degrato, il sindaco Alberto Rossi fa il punto sui primi due mesi e mezzo di sperimentazione.

Seregno. “A me mi pare una str***ata”, recitava un foglio appeso su uno dei cartelli dell’iniziativa “cestini in sciopero” , promossa dall’amministrazione comunale per combattere l’abbandono di rifiuti. A quella provocazione, il sindaco Alberto Rossi ha scelto di rispondere con i numeri . E i numeri, spiega, dicono che il progetto ha funzionato: in due mesi e mezzo si è passati da 4.500 sacchetti abbandonati a circa cinquanta.

Cestini in sciopero a Seregno: i risultati della prima sperimentazione

L’iniziativa, che ha suscitato ampio dibattito, è nata con un obiettivo preciso: contrastare il degrado urbano e l’uso scorretto dei cestini, spesso riempiti con sacchi di rifiuti domestici o persino ingombranti.

“In alcune zone della città – racconta il sindaco – i cestini erano sempre pieni di sacchetti, tanto che non si poteva gettare nemmeno una cartina del gelato. Gli operatori di Gelsia trovavano ogni giorno almeno cinque sacchi, a volte anche dieci”.

La soluzione adottata è stata drastica: rimuovere temporaneamente la fonte del problema, cioè i cestini stessi. Una dozzina quelli tolti in questa prima fase.

I dati confermano l’efficacia del metodo: “Cinque sacchi abbandonati al giorno per ognuno dei 12 cestini, per oltre due mesi, equivalgono a circa 4.500 sacchetti – spiega Rossi –. Alla fine della sperimentazione, ne abbiamo raccolti appena una cinquantina. Via il cestino, via il sacchetto”.

Finita la sperimentazione, cosa succederà?

“Conclusa questa prima fase – sottolinea Rossi – alcuni cestini verranno riposizionati, altri invece probabilmente no. La campagna ‘Cestini in sciopero’ continuerà, sempre su un massimo di 12 cestini alla volta, sugli oltre 800 presenti in città. Nessun servizio sarà tolto ai cittadini”.

Il progetto proseguirà affiancato da altre azioni: potenziamento della videosorveglianza, uso di fototrappole e controlli dei vigili ecologici (1.000 accertamenti solo nel 2024).

L’amministrazione prevede anche la sostituzione progressiva dei cestini con modelli dotati di foro più stretto e anti-corvo, come già fatto al Ceredo, e un riequilibrio della distribuzione: più cestini nei quartieri carenti, come San Rocco, e rimozione dove se ne trovano due a pochi metri di distanza.

“Se ci diamo una mano – conclude il sindaco – possiamo costruire insieme una Seregno più bella, decorosa e vivibile per tutti”.