IL FOCUS
|Atletica, Mondiali a Tokyo: Filippo Tortu riuscirà a rilanciare la sua carriera?
Lo sprinter a settembre sarà tra gli azzurri impegnati nella rassegna iridata. Per lui l’obiettivo è tornare a stupire per uscire da un 2025 deludente e da stagioni sotto le attese nelle gare individuali.
Se a 20 anni appena compiuti diventi il primo italiano a scendere sotto i 10 secondi sui 100 metri, traguardo mai raggiunto nemmeno da un mito quale è Pietro Mennea. Se a 23 anni alle Olimpiadi di Tokyo, con una straordinaria ed emozionante quarta frazione, sei protagonista del primo oro nella storia dell’atletica italiana nella staffetta 4×100 metri, è inevitabile che le aspettative nei tuoi confronti siano sempre alte. E ad alto rischio di delusione. È quello che sta accadendo a Filippo Tortu, velocista brianzolo, cresciuto a Costa Lambro, una frazione di Carate Brianza.
L’ormai 27enne sprinter, ex studente del Collegio Villoresi San Giuseppe di Monza, dopo il picco raggiunto a Tokyo nel 2021, infatti, ha inanellato una serie di stagioni in cui, a parte qualche bagliore a tratti accecante, ha navigato molto nell’ombra. Il 2025, fino ad ora, a parte qualche buon risultato in staffetta, è stato decisamente deludente. E la rinuncia dell’ultima ora a correre i 100 metri ai Campionati Italiani Assoluti di Atletica, che si sono svolti pochi giorni fa a Caorle, è solo un altro tassello di un preoccupante mosaico. Ma per Filippo Tortu, proprio Tokyo, che ha segnato il vertice della sua carriera, ora potrebbe essere il luogo del rilancio. O di una caduta inarrestabile.

LA SITUAZIONE
Dal 13 al 21 settembre, infatti, in Giappone sono in programma i Mondiali di atletica. Il velocista brianzolo punta a correre i 200 metri, gara che da sempre ritiene più adatta alle sue caratteristiche fisiche e tecniche, ma fino ad ora avara di grandi soddisfazioni. Sul mezzo giro di pista Tortu, tesserato con le Fiamme Gialle, quest’anno ha uno stagionale di 20.41 corso a Doha, ben più alto del suo personale (il 20.10 dei Mondiali di Eugene nel 2022) e lontanissimo dall’obiettivo da tempo dichiarato di scendere sotto i 20 secondi nei 200 metri, cosa riuscita in Italia solo a Pietro Mennea, capace di 19.72 nel 1979, ancora oggi record europeo.
A Tokyo Filippo rischia di correre i 200 soltanto grazie al minimo Fidal (Federazione italiana di atletica leggera) corso il 5 agosto dell’anno scorso a Parigi, dove chiuse la gara in 20.29. Anche perché, tranne colpi di coda, è difficile che riesca ad ottenere prima del 24 agosto, data limite, il minimo richiesto dalla Federazione internazionale dell’atletica leggera che sui 200 metri è di 20.16. Filippo, che in questi giorni si sta allenando in Sicilia insieme ad altri sprinter azzurri alle pendici dell’Etna, al campo di atletica di Nicolosi, seguito dal papà Salvino e dai tecnici della Nazionale Filippo Di Mulo e Giorgio Frinolli, ha annunciato comunque che farà altre gare prima dei Mondiali.

LE ASPETTATIVE
L’ultima volta che lo sprinter brianzolo si è visto in pista è stato il 15 luglio al Grand Prix Brescia 2025, un meeting internazionale in cui il velocista di Costa Lambro ha sfidato sui 100 metri anche il campione olimpico in carica sul mezzo giro di pista, Letsile Tebogo, oro nel 2024 a Parigi.Il risultato è stato un deludente settimo posto con il tempo di 10.38.
Per Tortu, che sui 200 metri nel 2024 ha conquistato l’argento negli Europei di Roma in una gara in cui il metallo più prezioso era decisamente alla sua portata, quindi, fino ad ora nel 2025 le poche soddisfazioni sono arrivate nelle gare non individuali. Con la staffetta 4×100 metri, infatti, ha prima ottenuto alle World Relays di Guangzhou in Cina il pass per qualificarsi ai Mondiali di Tokyo e poi a Madrid, da capitano degli azzurri, ha guidato l’Italia alla vittoria nella Coppa Europa di Atletica.

LE PROSPETTIVE
Tra infortuni, un pizzico di sfortuna, una certa incapacità di essere pienamente performante quando più ce n’è bisogno e, non ultimo, il caso dello spionaggio contro Marcell Jacobs, che ha coinvolto Giacomo, fratello di Filippo, per il velocista brianzolo i Mondiali di Tokyo possono davvero rappresentare uno spartiacque importante nel percorso della sua carriera sportiva.
A 27 anni, infatti, dopo una più che promettente fase giovanile, il bilancio dei successi personali rischia di essere già chiuso. E l’orgoglio di essere stato il primo italiano a scendere sotto i 10 secondi sui 100 metri, poi abbondantemente superato da Jacobs con lo straordinario oro olimpico (9.80) e Chituru Ali che nel 2024 ha corso in 9.96, è ormai già troppo lontano nel tempo.
Se non ci sarà la capacità di rilanciarsi sui 200 metri, e perché no anche nei 100, Tortu potrebbe doversi accontentare di recitare, negli ultimi anni della sua carriera, soprattutto il ruolo di guru. In qualche modo ha già cominciato. Diego Nappi, fresco vincitore dell’oro sui 200 metri ai recentissimi Europei Under 20 a Tampere in Finlandia con il tempo di 20.77, infatti, lo ha pubblicamente ringraziato per i consigli ricevuti e gli ha riconosciuto parte del merito del suo successo.


