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Arcore, a rilevare il bar del Palaunimec, la famiglia allargata di Massimo Romano
Romano e la moglie con parte del team

Il nuovo gestore si esprime anche sul caso spinoso della Rsa: “se nascerà ci porterà passaggio, ma spero che il privato cambi idea”.

Cambio della guardia al bar del Palaunimec di Arcore che da ieri, 25 agosto ha una gestione tutta nuova dopo i tanti anni di Battista Carminati. Il testimone è passato a Massimo Romano, alla moglie Elena Sangalli e alla loro famiglia allargata che conta quattro ragazzi tre dei quali sono impegnati al bancone insieme alla veterana Laura Borelli, già barista allo storico Day e Vay di via Roma, al Map di via Gorizia e al bar di piazza Pertini. “Il nostro Ronaldo”, la definisce Massimo Romano, con una metafora calcistica che rende l’importanza dell’ingaggio. Di base la nuova gestione del servizio che risponde in particolare ai 1500 atleti della Casati Arcore, è una questione di famiglia, sebbene Elena spieghi: “Io e Massimo abbiamo altre occupazioni, ma intendiamo coordinare l’attività e lasciarla sempre di più nelle mani del giovane team”. Con una prospettiva di lungo periodo, aggiunge Romano, e un’idea di rilancio che è già partito con il rinnovo degli arredi e un nome tutto nuovo: PalaBar.

bar palaunimec arcore

Massimo Romano, ex politico e imprenditore

Il nome di Massimo Romano, 63 anni, direttore commerciale in una società, è già noto in città. E’ legato a un’altra attività, l’agenzia assicurativa di famiglia in via Umberto I, ma anche alla politica: fu candidato sindaco negli anni 2000 con un certo endorsement di Silvio Berlusconi e fu consigliere comunale. L’esperienza in Largo Vela tuttavia sembra non rappresentarlo più. La nuova avventura al PalaUnimec lo entusiasma molto di più. “Sono stato qui come genitore di una sportiva della ritmica – racconta riferito alla figlia Chiara, 25 anni – e poi come cliente, ai tempi di Valter Bragato, Battista è un amico che tuttora qui è di casa. Oggi mi piace molto l’idea di essere invece un punto fermo di questo posto”. Romano racconta di essersi già divertito molto in questi due giorni a preparare pranzetti succulenti ai ragazzini, “mi fanno molta simpatia quando vengono al bancone a comprare le caramelle con le monetine in mano – dice – e per me è motivo di soddisfazione lavorare a contatto con una società come la Casati che ha 1500 atleti“.

L’avventura è nata tre mesi fa, racconta Elena, “eravamo qui al bar a chiacchierare con Battista che ci ha annunciato di voler lasciare l’attività. Massimo ha risposto che l’avrebbe rilevata lui e così in tre mesi mi sono ritrovata con un bar. E mi piace molto che sia in un contesto giovanile, sportivo e sano”.

bar palaunimec arcore

Il Palaunimec e la questione Rsa

La famiglia allargata di Massimo Romano eredita dunque con il bar del Palaunimec di Arcore una realtà solare, ma non priva di qualche spina, come la questione della Rsa che dovrebbe sorgere nel grande prato davanti al palazzetto. Un’odissea legale e amministrativa quella della futura Rsa, che è spesso stata vista come un ostacolo agli affari del bar del Palaunimec. Romano alza le spalle: “ma no, anzi, eventualmente può portarci passaggio. Tuttavia penso che il privato dovrebbe rivedere l’idea, pur legittima, di piazzare una casa di riposo in uno dei pochi prati rimasti qui in zona. Spero che valuterà l’idea cambiare ubicazione, mi risulta che il sindaco abbia immaginato altre soluzioni”.

Al momento è tutto fermo, inchiodato dal ricorso al consiglio di stato presentato dalla Casati Arcore. Nel frattempo ci si beve su, con un cin cin il 6 settembre, data dell’inaugurazione formale.