Tre auto, una pista: Alberto Naska all’Autodromo di Monza su Legend Car, Lotus Elise e GT4
Un weekend intenso e un po’ amaro quello di Naska a Monza. Nonostante quattro ritiri, ha concluso tre gare sul podio.
“Monza è sempre bella, con qualunque macchina ci corri: è uno spettacolo”. Il Tempio della Velocità non perde il suo fascino, nonostante un weekend amaro per Alberto Naska. Quattro ritiri su sette gare hanno rallentato la corsa al titolo per il pilota youtuber che comunque non ha perso il sorriso. “Questo è stato il weekend più sfortunato della mia vita. Su sette gare che ho fatto, ne ho finite solo tre. – spiega – In tutte le altre mi sono ritirato, e mai per colpa mia: il primo ritiro con la Legend è avvenuto per un guasto tecnico; poi il primo ritiro in GT4 per una gomma bucata con Stefano e il secondo per la rottura del motore; mentre il ritiro in Lotus Cup è stato a causa della rottura del cambio. Per fortuna, nelle tre gare che ho finito, ho fatto primo, primo e terzo”.
La vittoria nella Lotus Cup
Alberto Fontana, meglio conosciuto come Naska, è stato protagonista di un vero e proprio tour de force all’Autodromo di Monza, prendendo parte a tre diversi campionati nell’arco dei tre giorni gara. Un weekend intenso che ha segnato l’ultimo semaforo verde prima della pausa estiva in vista del Gran Premio d’Italia a Monza, con l’appuntamento clou rappresentato dalla tappa monzese dell’Eurocup-3.
“Correndo con tre macchine così diverse – Legend Car, Lotus Elise e GT4 – puoi davvero assaporare tre stili di guida differenti. È bello, è come mangiare il tiramisù fatto in tre modi diversi: sempre buono, sempre bellissimo. Peccato aver avuto il paddok chiuso al pubblico. Non è mai bello e in generale è un danno per tutto il motorsport”.

Per motivi di sicurezza il Comitato Organizzatore dell’Eurocup-3 ha deciso di mantenere chiusa l’area paddock per l’intera durata dell’evento (4-6 luglio). Le vetture infatti si muovevano all’interno del paddock per gran parte delle giornate di gara. Una scelta che però ha fatto avvertire una minore vicinanza del pubblico: l’accesso è stato riservato esclusivamente a organizzatori, partecipanti e personale accreditato.
Un weekend, sette gare, tre auto: Naska si divide tra staccate e strategia
Come si fa ad adattare la guida a tre macchine così diverse su una pista così diversa dai circuiti più piccoli come Castelletto di Branduzzo o Varano de’ Melegari?
“In realtà, una pista come Monza, con rettilinei così lunghi, ti dà anche il tempo di pensare. Quindi, forse, è più semplice. Il mio segreto è semplice: tra una gara e l’altra mi riguardo gli onboard e riprendo i riferimenti. Ad esempio, qui a Monza la prima variante ha tre punti di staccata diversi: con la GT4 freno a 165 metri, con la Lotus Elise a 120 metri, con la Legend a 130/120 metri. Rivedere i video mi aiuta a fissare tutto in testa. Una volta che sai dove si frena, basta schiacciare il pedale lì, e fare quello che devi fare. La verità è che in pista l’aspetto più importante della guida sportiva è la frenata. Se freni bene, tutto il resto – sterzata, accelerazione – viene da sé. Tutto ciò che fai in curva dipende dalla frenata. Se sistemi quella, sistemi tutto. È la parte più difficile, ma anche quella che fa la differenza”.
Da sinistra, Lotus Cup, Legend Car e Lotus Emira GT4
È stata la tua prima volta sulla “nuova” Monza. Quali sono state le tue impressioni con l’asfalto nuovo?
“E soprattutto con i nuovi cordoli. Ad esempio, all’Ascari la vecchia configurazione aveva il suo fascino, con quel “marciapiede” a destra, ma adesso con il cordolo basso è davvero bella. Ci passi sopra in pieno, tutto sul cordolo: a me piace di più ora. – commenta Alberto – Prima era affascinante, dovevi alleggerire il gas nella parte destra dell’Ascari. Ora invece puoi tenerlo giù tutto. Puoi anche tagliare l’uscita del cordolo a sinistra il che secondo me è anche più sicuro: ti evita di finire largo, e andare largo in quel punto porta spesso a dei brutti botti. Così è più sicura e anche più divertente. – sottolinea Naska – E poi fare l’Ascari in pieno è figo. È comunque un pieno difficile: il posteriore si muove, si scompone… Con tutte le gare che abbiamo fatto questo weekend, non ho mai visto ghiaia all’Ascari. In effetti con le vasche di ghiaia nella Prima e Seconda Variante, quando qualcuno inizia a fare un po’ “l’animale”, si rischia di riempire il tracciato di ghiaia. Ma va bene così, la ghiaia non dà fastidio più di tanto. Meglio le vasche di ghiaia dei dossi: quelli dovrebbero proprio vietarli nel motorsport”.
È stata modificata anche la Prima Variante, cosa ne pensi?
“In realtà non me ne sono neanche accorto che l’avessero allargata. Non ho sentito l’effetto imbuto, quindi direi che il lavoro ha funzionato. Quando non noti un problema, vuol dire che le cose sono state fatte bene”.
La Prima Variante su Lotus Cup


