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|“Odio in rete? È reato come nella vita reale”. Capitanio (AGCOM) interviene sulle minacce al sindaco di Besana
Besana. Dopo le minacce online ricevute dal sindaco di Besana in Brianza, Emanuele Pozzoli, è intervenuto anche il commissario AGCOM Massimiliano Capitanio. “Ciò che è illegale offline lo è anche online”, ha scritto, condannando con fermezza i messaggi comparsi sui social dopo l’abbattimento di alcuni alberi deciso dall’amministrazione comunale.
L’episodio ha provocato diverse reazioni politiche e istituzionali, richiamando l’attenzione non solo a livello locale. Tra i commenti più netti, quello di Capitanio, ex deputato e ora membro dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che ha definito il gesto come “una condotta ben più grave di un semplice insulto, potenzialmente inquadrabile come reato secondo l’articolo 612 del Codice Penale”.
Il commissario ha ricordato il ruolo di AGCOM nel monitorare e segnalare i contenuti illeciti online secondo quanto previsto dal Digital Services Act:
“Ai sensi dell’articolo 9, le autorità possono chiedere la rimozione dei contenuti che integrano reato. In questo caso, il commento è stato eliminato, ma ciò non basta. L’azione è stata compiuta, e spetta alle sedi competenti valutarne le conseguenze penali e civili”.

Capitanio: “Contare fino a dieci prima di scrivere è un consiglio d’oro”
Nel suo messaggio, Capitanio ha ribadito un principio fondamentale: le regole valgono anche nel mondo digitale. Minacce, insulti, odio e perfino attività commerciali illecite — come la pirateria — devono essere contrastate anche online, dove spesso ci si sente impuniti.
“Contare fino a dieci prima di scagliarsi sulla tastiera è un consiglio d’oro”, ha scritto il commissario, richiamando l’importanza di una responsabilità collettiva nel preservare il rispetto nei confronti delle istituzioni e dei cittadini.
Minacce al sindaco di Besana: “serve educazione digitale, non solo a scuola”
Capitanio ha infine sottolineato come la prevenzione sia l’unico strumento davvero efficace. Non bastano gli interventi ex post: serve una diffusa educazione civica digitale, che coinvolga scuole, enti pubblici, media e cittadini.
“L’educazione digitale deve essere costante e rivolta a tutti, non solo agli studenti. È un tema di civiltà e tutela della dignità individuale”, ha concluso.


