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Il brianzolo Lino Zullo è nel Guinness con 8 ore di pugni al sacco da box
Da sinistra: Antonello Ristallo, il sindaco Bono, Lino Zullo, il consigliere Confalonieri.

Il record, realizzato ad Arcore lo scorso anno, è stato accettato e certificato da poco dal Guinness World Records: oltre129mila pugni, per una media di 4,6 al secondo.

Il Guinness World Records ha detto sì: le 8 ore consecutive di pugni al sacco da box del brianzolo Lino Zullo sono un primato a livello mondiale! A un anno di distanza dall’incredibile impresa che il vimercatese ha portato a termine ad Arcore, in una sala del PalaUnimec, la certificazione è arrivata. Lo ha comunicato lo stesso Zullo, insieme al suo stretto collaboratore Antonello Ristallo, in una conferenza stampa ospitata per l’occasione in Comune dal sindaco Maurizio Bono e dal consigliere delegato allo sport Tommaso Confalonieri.

D’altra parte il traguardo è da celebrare come si deve: 8 ore di ganci per 19.631 colpi, ben oltre il minimo che l’organizzazione, rigidissima, aveva imposto, ovvero 125mila. Calcolatrice alla mano, i numeri sono difficili da credere: una media di 4,6 pugni al secondo. Ma per gli increduli, primo tra tutti proprio il Guinness World Records, c’è una tonnellata di prove…

“L’organizzazione è davvero rigorosissima – racconta Zullo- basta pensare che l’impresa risale al 26 maggio 2024 ma ci hanno messo un anno a darci la conferma. Hanno controllato tutto il materiale, il video, chiesto una serie di integrazioni, visionato le qualificazione dei due esperti imposti come controllori della prova. Insomma, una precisione incredibile, che forse è anche il motivo della credibilità che hanno”. Così oggi il 60enne, che nella vita ha una ditta di verniciatura ma tira di box da che era ragazzino, ha una certificazione di quelle eccezionali e che non lascia dubbi.

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Lino Zullo e il misuratore di pugni da guinness

Per scandire e poter provare l’esatto numero di pugni, è stato necessario utilizzare un contatore. E’ qui che entra in scena come protagonista l’amico di Zullo, Antonello Ristallo, elettricista con la passione per l’elettronica. “Abbiamo passato mesi a cercarlo – ha spiegato – ma non c’erano in giro strumenti adeguati, non esistevano. Allora alla fine l’ho inventato. Anche quello è stato vidimato dall’organizzazione e ritenuto valido”. Si tratta di una fascia dotata di un sensore, applicata al sacco nella parte alta e collegata a un monitor che scandisce contemporaneamente il numero di colpi e il conto alla rovescia sulle 8 ore. Detto così, sembra semplice, ma nella prova del 26 maggio 2024 non c’è stato nulla di semplice.

L’impresa da record di Lino Zullo

“Per un’impresa di questo tipo – racconta con entusiasmo Lino Zullo – mi sono dovuto inventare una tecnica. A partire dal sacco, perché il rinculo dopo ogni colpo mi faceva perdere frazioni di secondo preziose. Serviva che fosse molto pesante e che non si muovesse. Allora l’ho riempito con sabbia di ferro”. Nulla lasciato al caso, insomma, come la postura, le scarpe, la respirazione. “Ovviamente non potevo mangiare per 8 ore – dice ancora Lino Zullo – e per bere mi aiutavano con qualche secchiata d’acqua”. Tutto questo avveniva nella sala superiore del PalaUnimec, con un cameraman professionista (preteso dall’organizzazione) che riprendeva in un’unica inquadratura fissa il monitor del contatore e quattro testimoni. Al termine delle 8 ore, consumate in un silenzio teso interrotto solo dal rumore dei pugni, anche un medico: “mi ha visitato – ha detto col sorriso l’uomo-record – non ci credeva, diceva che dopo 8 ore di pugni avevo respirazione e battiti completamente normali. E’ vero. Però poi faticavo a salire in macchina perché le gambe mi facevano un male da non riuscire a piegarle. E le mani sono sempre distrutte”.

Il messaggio contro la droga

Sacrifici andati avanti per mesi, con allenamenti anche di 5 ore al giorno coronati da un successo che il boxeur in qualche modo ha voluto legare a una nobile causa, la lotta alla droga, in collaborazione con l’associazione “Dico no alla droga” alla quale Zullo ha deciso di aderire.

Ora che il certificato del Guinness World Records è conquistato, incorniciato e appeso, Zullo guarda al futuro: “voglio provare le 16 o le 24 ore, mi sto allenando”. I limiti, d’altronde, sono fatti per essere superati…

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